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Iata: per i vettori europei a rischio 76 mld di dollari di ricavi

27/03/2020 10:11
La domanda di passeggeri in calo del 46%. In bilico circa 5,6 milioni di posti di lavoro. L'associazione rafforza la sua richiesta di intervento urgente da parte dei governi europei

Iata torna alla carica e rafforza la sua richiesta di intervento urgente da parte dei governi europei per fornire aiuti finanziari alle compagnie aeree. L'ultimo scenario tratteggiato dalla associazione non è roseo e mette in luce la potenziale perdita di entrate da parte dei vettori europei pari a 76 miliardi di dollari Usa. La domanda di passeggeri (misurata in Revenue Passenger Kilometers) dovrebbe essere in calo del 46%. Come sottolinea la nota della associazione, un calo di tale portata mette a rischio circa 5,6 milioni di posti di lavoro e 378 miliardi di dollari di Pil.

Lo scenario di alcuni Paesi

Guardando la situazione dei diversi Paesi europei, i dati Iata rivelano che nel Regno Unito ci sono 113,5 milioni di passeggeri in meno con una conseguente perdita in termini di entrate pari a 21,7 miliardi di dollari, a rischio sono quasi 402.000 posti di lavoro e circa 32,7 miliardi di dollari di contributi all'economia del Regno Unito.
In Spagna, 93,7 milioni di passeggeri in meno con una perdita di 13 miliardi di dollari entrate, rischiando 750.000 posti di lavoro e 49,4 miliardi di dollari di contributi all'economia spagnola. La situazione della Germania vede 84,4 milioni di passeggeri in meno con conseguente perdita di entrate di 15 miliardi di dollari. A rischio sono 400.000 posti di lavoro e 28 miliardi di dollari di contributi all'economia tedesca.
Quanto all'Italia, il nostro Paese vede 67,7 milioni di passeggeri in meno con una conseguente perdita di entrate pari a 9,5 miliardi di dollari, rischiando 256.000 posti di lavoro e 67,4 miliardi di dollari di contributi all'economia italiana.
In Francia sono 65 milioni i passeggeri in meno, pari ad una perdita di 12 miliardi di dollari di entrate, rischiando 318.000 posti di lavoro e 28,5 miliardi di dollari di contributi all'economia francese.

Le richieste e le priorità chiave 

Iata ribadisce che è fondamentale che i governi intensifichino i loro sforzi per aiutare l'industria del trasporto aereo. Alcuni hanno già agito, tra cui Norvegia, Svezia, Finlandia, Spagna e Italia, ma è necessario un ulteriore aiuto. La richiesta avanzata da Iata è una combinazione tra: sostegno finanziario diretto, prestiti, garanzie sui prestiti e sostegno al mercato delle obbligazioni societarie, sgravi fiscali.
Oltre al sostegno finanziario, lata ha chiesto alle autorità di regolamentazione di fornire misure di soccorso. Le priorità chiave in Europa includono una modifica temporanea urgente al regolamento Ue 261 sui diritti dei passeggeri. È necessaria una flessibilità a breve termine. Consentire l'uso di buoni invece di rimborsi, come è stato adottato da alcuni tour operator, darebbe alle compagnie aeree lo spazio per riparare i flussi di cassa. Fornire un pacchetto di misure per garantire le operazioni di trasporto aereo di merci, comprese le procedure accelerate per ottenere il sorvolo e permessi di atterraggio, esonerare i membri dell'equipaggio di condotta dalla quarantena di 14 giorni e rimuovere gli ostacoli economici (tasse di sorvolo, tasse di parcheggio e restrizioni di slot).

I numeri dell'Europa

“L'industria del trasporto aereo è un motore economico, che supporta fino a 12,2 milioni di posti di lavoro in Europa e 823 miliardi di dollari di Pil - sottolinea Rafael Schvartzman, vicepresidente regionale Iata per l'Europa -. Ogni lavoro creato nel settore dell'aviazione sostiene altri 24 posti di lavoro nell'economia più ampia. I governi devono riconoscere l'importanza vitale del settore del trasporto aereo e tale sostegno è urgentemente necessario. In primo luogo, ciò manterrà le compagnie aeree finanziariamente sostenibili durante l'attuale blocco, preservando posti di lavoro, mantenendo collegamenti essenziali per rimpatriare i cittadini e trasportare forniture di merci aviotrasportate salvavita. In secondo luogo - aggiunge Schvartzman - ciò eviterebbe un ampio danno economico garantendo che le compagnie aeree possano rapidamente aumentare le operazioni quando le restrizioni di viaggio saranno revocate, facendo ripartire le economie europee e globali".

 

 


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