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Vettori: flessibilità e customer care per la ripresa

30/03/2020 14:03
Muteranno scenari, alleanze e rapporti tra le compagnie. Qualsiasi modello di rifinanziamento dovrà essere attentamente modellato e negoziato gli investitori - di Paola Olivari

Il mondo dell'aviazione è alle prese con la crisi del coronavirus. Le compagnie aeree sono state costrette a cancellare i voli, a lasciare a terra velivoli e a fare promesse di tornare dall’emergenza più forte che mai. Ma che cosa comporta in realtà questo recupero? E come sarà il mondo post-coronacrisi, una volta che i viaggi riprenderanno?
Lo scenario lo traccia Dimitrescu Bogdan, esperto di aviazione e coautore del "Coronavirus recovery plan for Airlines”.

“L'entità di questa crisi - ha spiegato in un’intervista rilasciata ad AeroTime News - non ha precedenti, a causa del livello di globalizzazione e interdipendenza dei mercati. La chiusura dei confini, l'interdizione dei diritti umani fondamentali come la libertà di movimento, la chiusura o la sospensione di una vasta gamma di imprese, ha bypassato la messa a terra del Boeing 737 Max, che ha interessato oltre il 30% delle aerolinee. Il mondo intero attraverserà una recessione economica e molti vettori falliranno. Le compagnie preoccupate principalmente dell'interesse degli azionisti saranno più danneggiate rispetto a quelle che hanno investito per migliorare la vita dei loro dipendenti e dei loro clienti”.

“Alcuni vettori - prosegue - stanno assumendo una posizione d’attesa, il che è dannoso in questa fase. Questo tempo di messa a terra forzata deve essere utilizzato in modo intelligente, in primo luogo per garantire la sopravvivenza, in secondo per riformulare la missione, le operazioni, la flotta, l'approccio di vendita e l'impegno verso il cliente in un eventuale nuovo segmento di mercato”.

“Alcune compagnie nutrono grandi aspettative per i salvataggi dai loro governi, tuttavia qualsiasi aiuto finanziario non risolverà i problemi esistenti della compagnia aerea. Se fossi il ceo di una compagnia assicurerei la sopravvivenza (liquidità per almeno i prossimi 90 giorni), prenderei misure specifiche per ridurre le perdite e, insieme al mio team ridefiniremmo il “perché?” della nostra compagnia aerea, al fine di attuare un piano per soddisfare meglio le nuove esigenze dei passeggeri dopo la crisi. La nuova struttura della società dovrà essere flessibile per gestire qualsiasi tipo di crisi simile, mentre prevarrà la soddisfazione del cliente. Credo che l'aviazione dell'UE vedrà cambiare le alleanze. Vedremo una maggiore cooperazione tra compagnie aeree e mi aspetto che alcune low cost si fondano con altri vettori per creare un nuovo tipo di forma ibrida”.

“La recessione globale influenzerà i budget immediati di tutti, ma, soprattutto, aumenterà la resistenza al volo/viaggio a causa di potenziali ondate di infezione e contaminazione. I turisti riprenderanno lentamente le loro vacanze rimanendo più vicino a casa, preferiranno raggiungere la loro destinazione in auto. Alcuni lavoratori “expat” cercheranno di trovare posto nei Paesi dove abbonderanno più opportunità, quindi saranno una delle categorie più propense a muoversi. I viaggiatori d'affari costituiranno i primi entranti nel nuovo mercato post-coronavirus, poiché la diversa impostazione economica consentirà affari e attività di avvio, che imporranno il coordinamento delle attività di produzione, vendita e logistica e incontri con nuovi partner commerciali”, conclude l’esperto.

Paola Olivari


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