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Parchi permanenti: "Vogliamo essere equiparati alle imprese turistiche"

01/04/2020 11:52
Non sono state varate misure a favore del settore. Oggi le realtà sono tutte chiuse, c’è grande incertezza sulla data di riapertura. Al vaglio eventi speciali e iniziative promozionali, ma si attende un sostegno concreto dello Stato - di Stefania Vicini

I parchi divertimento sono tra i settori che stanno soffrendo a seguito dell'emergenza sanitaria causata dal covid-19. E' stato chiesto lo stato di crisi, ma che tipo di risposte sono arrivate dal governo? Per avere un quadro della situazione, Guida Viaggi ha interpellato Giuseppe Ira, presidente della Associazione Parchi Permanenti Italiani. "Il repentino precipitare della crisi covid-19 nelle ultime settimane ha stravolto lo scenario di riferimento e oggi l’emergenza è arrivata a coinvolgere in modo sensibile anche altri settori produttivi - afferma Ira -. Il governo sta cercando di limitare l’impatto di questa situazione su tutta l’economia attraverso misure che, pur avendo un effetto positivo anche sul nostro comparto, non sono ovviamente dedicate". 

Sono state varate delle misure a vostro favore? "Purtroppo no - è la risposta del presidente -. Oltretutto, per un retaggio del passato, dal punto di vista normativo i parchi permanenti sono equiparati al comparto dei circhi e degli spettacoli viaggianti, caratterizzato da dinamiche completamente diverse dalle nostre: in un contesto di crisi, questo ci penalizza ulteriormente perché rischiamo di ricevere un supporto inadeguato rispetto alla nostra realtà".

Per far comprendere il valore del settore, il manager si appella ai numeri. "Nel solo 2019 abbiamo generato ricavi per 420 milioni di euro, a fronte di 25mila posti di lavoro. Cifre che salgono a 1 miliardo di euro e a 60mila posti di lavoro considerando anche l’indotto, che spazia dalla ristorazione agli hotel, dal merchandising alla manutenzione. Puntiamo ad essere equiparati alle imprese turistiche, anche in considerazione del fatto che stiamo diventando un driver sempre più importante per la crescita dei flussi verso il territorio - afferma Ira -, nel 2019 i parchi italiani sono stati visitati da 20 milioni di clienti provenienti dal nostro Paese, a cui vanno sommati 1,5 milioni di stranieri, e hanno generato 1,1 milioni di pernottamenti". 

Incertezza sulla riapertura

Dal canto loro i parchi aderenti all'associazione hanno risposto immediatamente alle prime avvisaglie di crisi, "nel mese di febbraio, ancora prima delle ordinanze governative, le realtà già aperte come l’Acquario di Genova e altri parchi faunistici hanno spontaneamente disposto la chiusura, nonostante i costi dell’operazione, per preservare la salute pubblica e ridurre quanto più possibile le occasioni di contagio. Oggi tutti i parchi sono chiusi in ottemperanza alle disposizioni del governo e c’è grande incertezza sulla data di riapertura". 

Per quanto concerne i parchi a tema, "le aperture originariamente previste tra la metà di marzo e i primi di aprile sono state posticipate: in alcuni casi, come Leolandia, al primo di maggio, in altri casi a data da destinarsi. Le conseguenze di questo stop forzato rischiano di essere serie: non ci sono entrate - asserisce -, ma ci sono costi continui legati a tante attività che non possono essere sospese come le manutenzioni e, nel caso dei parchi faunistici, il mantenimento in vita degli animali. Come se non bastasse, la stagionalità dei parchi a tema è limitata, in media 200 giorni l’anno, ancora meno nel caso dei parchi acquatici".

La mossa degli eventi speciali e iniziative promozionali

Quanto alle prossime mosse, nell’immediato il settore resta in attesa "delle disposizioni governative, alle quali continueremo ad attenerci scrupolosamente. Allo stesso tempo ci teniamo pronti a ripartire non appena sarà il momento. Molti parchi stanno studiando eventi speciali e iniziative promozionali, ma ci aspettiamo anche un sostegno concreto da parte dello Stato, che dovrà essere commisurato alla redditività accertata delle nostre imprese nei periodi normali. C’è un rischio concreto di default per molte realtà: un rischio che coinvolge 10.000 occupati fissi e 15.000 assunzioni stagionali". 

Concretamente molti parchi hanno attivato offerte speciali per incentivare l’acquisto dei biglietti. Nel caso di Leolandia, che Giuseppe Ira rappresenta, il parco ha una politica "che prevede un secondo ingresso gratuito nei 60 giorni successivi al primo, fino ad arrivare addirittura a 3 ingressi al prezzo di 1 in alcuni periodi. Va da sé però che dovremo nuovamente conquistare la fiducia degli ospiti e che sarà necessario agire anche sul fronte della comunicazione", osserva il manager.

Stefania Vicini

 


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