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Pagliara, appello ai parlamentari: "Ecco le mosse per salvare il turismo"

31/03/2020 16:33
L'a.d. di Nicolaus e Valtur scrive una lettera aperta ai deputati del Sud, e propone l'istituzione di crediti d'imposta sugli affitti delle strutture, la moratoria sui mutui e il fermo delle imposte

Una lettera aperta ai parlamentari italiani perché tengano in maggior conto – nel cooncreto - le sorti delle imprese del turismo. E’ questa l’iniziativa di Giuseppe Pagliara, ceo di Erregi, titolare di Nicolaus e Valtur.

“Il governo si sta muovendo bene e in modo responsabile – esordisce il manager nella sua missiva, pubblicata su Affaritaliani e sui social - per venire incontro alle aziende in prima linea nei settori strategici per affrontare  l’emergenza  sanitaria e di pari passo ha colto la necessità e l’esigenza di evitare una crisi sociale con interventi e risorse che i singoli comuni potranno utilizzare per evitare che la crisi diventi rivolta sociale”.

Poi le dolenti note: “Ma gli intervisti previsti e quelli programmati in questo momento non tengono conto della necessità di dare la speranza alle aziende del settore che il turismo possa ripartire non appena verrà meno la necessaria distanza sociale che in questo momento sta permettendo di evitare l’effetto domino nella propagazione della pandemia. Mi sento di rivolgere un appello ai parlamentari pugliesi e del Mezzogiorno, in particolare a quelli di maggioranza, affinché facciano sentire la loro voce in questa difficile fase nella quale si stanno  discutendo gli interventi, gli aiuti, da inserire nel decreto del governo per aiutare le aziende e i lavoratori a ripartire appena possibile e a pensare al dopo”.

Pagliara sottolinea che “il turismo stagionale è fondamentale in regioni come la Puglia, la Campania, la Sicilia, la Sardegna e la Basilicata per costruire occasioni di lavoro della durata di circa 4 mesi, da giugno a settembre almeno, così da permettere l’incasso di stipendi che insieme alla successiva disoccupazione aiutano  migliaia e migliaia di famiglie a vivere  tutto l’anno”.

Guardando in casa propria, Pagliara spiefga che “le aziende di cui sono amministratore delegato, la Nicolaus Tour e la Valtur, tra le altre, al 23 febbraio scorso aveva in organico 130 dipendenti circa. In questo momento il 95 per cento della forza lavoro è in cassa integrazione, perché non ci sono entrare e le uniche attività da svolgere sono quelle strategiche, di direzione,  e le altre legate alla gestione del sito. Questa era  per noi la fase nella quale, gli altri anni, eravamo  impegnati nella fase di sottoscrizione dei contratti stagionali per centinaia  di persone, tra la Puglia e le altre regioni del Mezzogiorno. Il rischio ora è che, in assenza di provvedimenti che guardino al futuro, si possano  vanificare gli investimenti e  il lavoro di crescita e di qualificazione svolto negli ultimi anni con buoni risultati. Ecco perché, ripropongo l’appello ai parlamentari, la tempistica è importante per permettere alle aziende del settore turistico di programmare il futuro e di pensare a come rimettere in campo migliaia e migliaia di lavoratori”.

“Cosa chiediamo al governo subito? Così come è stato riconosciuto il credito di imposta ai commercianti, è opportuno che decreto nel quale saranno definiti gli interventi per il rilancio delle attività produttive si evidenzi la possibilità di considerare come credito di imposta il fitto che gli operatori turistici corrispondono per la gestione delle strutture alberghiere e di accoglienza. Di pari passo è fondamentale prevedere l’azzeramento delle imposte tipo Imu e altre imposte nazionali e locali e considerare una moratoria sui mutui in essere ben oltre il periodo di 6 mesi. E’necessario, ancora, intervenire con urgenza nel rapporto con gli istituti di credito affinché si impegnino concretamente per garantire, in tempi certi, liquidità a medio e lungo termine alle aziende che  pensano che il turismo sia un settore strategico anche in prospettiva e che  da questa crisi ne usciremo”.

“Una ulteriore misura - aggiunge in ultimo Pagliara - è il riconoscimento di un credito di imposta destinato ai turisti che decidono di trascorre in Italia le loro vacanze. Anche le Regioni, a cominciare dalla Puglia, devono pensare nel più breve tempo possibile agli interventi da mettere in campo per sostenere la riapertura, il superamento delle misure di distanza sociale”.


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