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Karisma: "Bisogna riscrivere i contratti"

03/04/2020 11:13
Luca Manchi lancia l'idea di un tavolo comune con le associazioni di categoria per rivedere le regole del gioco, ora basate su un concetto economico che non esiste più - di Stefania Vicini

Un tavolo comune per ridiscutere i contratti nel mondo del turismo. E' questo il suggerimento lanciato da Luca Manchi, titolare di Karisma Travelnet, alle associazioni di categoria. Il manager ha deciso di dare voce al suo pensiero con un post, per smuovere le acque, per lanciare la sua idea. Lo abbiamo raggiunto al telefono per avere maggiori dettagli. 

Il concetto da cui parte è chiaro: "Bisogna cambiare le regole del gioco, il mondo non sarà più lo stesso - afferma a Guida Viaggi -, bisogna riscrivere i contratti. L'esperienza che stiamo vivendo adesso si potrà riproporre in futuro, in epoche diverse, ecco perchè adesso non possiamo più accettare le condizioni che sono basate su un mondo che non esiste più. Il turismo ora è fermo, i Paesi sono chiusi, le compagnie a terra, è una situazione fuori da ogni immaginazione. E i contratti vanno riscritti assieme", ribadisce il manager. Da qui l'idea del post in cui Manchi suggerisce alcuni di quelli che dovranno essere i punti su cui dovanno essere basati i contratti futuri, "se non verranno inseriti, non li firmeremo". E' questo il nuovo punto di partenza.

"Invito tutte le associazioni di categoria a voler considerare che a breve, quando torneremo a lavorare, nulla potrà essere come prima - scrive -. Vi invito a fare un tavolo comune e concordare con i principali fornitori alcune questioni di fondamentale importanza affinché non ci troviamo spiazzati la prossima volta che accadrà un evento del genere e spero proprio che tutte le agenzie di viaggi, anche quelle che non aderiscono ad alcuna associazione, ma comunque beneficiano di quello che le associazioni fanno, siano uniti nel rispettare eventuali azioni da intraprendere. Ne suggerisco alcune, ma vi prego di scrivere quello che può essere, a vostro parere, importante rinegoziare".

Le nuove regole

Le nuove regole del gioco dovranno tenere conto di questi aspetti. "Basta con tariffe no refundable si possono trattare delle penali, ma via questo orrendo paletto che è un vero e proprio boomerang altrimenti non vendiamo più i servizi di chi non si adegua e questo vale per compagnie aeree, alberghi e tour operator".
Il secondo punto è "la possibilità di cambio nomi anche se con una piccola penale di massimo 50 euro. Questo perché ci si potrebbe trovare nelle condizioni di non avere più ferie e/o soldi per partire e si può cedere a terzi la propria prenotazione".
Il terzo punto suggerito è che, "se si prefigura una situazione che in base al contratto di viaggio non permette di godere la vacanza (deciso di comune accordo dalle associazioni ad esempio) a prescindere dallo sconsiglio o no della Farnesina libertà di cancellare senza alcuna penale".
Infine, "basta con anticipi per gruppi al di fuori del 10% e in caso di prepagamento al massimo 15 giorni prima dell’arrivo in albergo o della partenza del volo. Chiaramente sono suggerimenti da sistemare, discutere, articolare che le nostre associazioni sanno fare molto bene insieme ai loro legali, ma è fondamentale che i contratti siano anche a nostro favore altrimenti nessuno dovrà più firmarli...saremo capaci di imporre anche le nostre regole?", si domanda il manager. 
La situazione attuale vede "il 90% dei voli cancellati sull'Italia, dovranno essere rimessi in piedi, ma come?". In partenza ci dovremo attendere un ridimensionamento, osserva il manager. "Vanno riscritte le regole, dietro quelle attuali si nasconde un concetto economico che è morto".

Il tavolo comune

L'idea di Manchi è quindi quella di veder realizzato un tavolo comune tra le associazioni di categoria, dove ognuna, in base alla propria inclinazione caratteriale, se così si può dire, porta avanti un filone del discorso. A dirigere il tutto la figura di un coordinatore delle parti, "deve essere una persona carismatica", afferma Manchi, eletta all'interno, ma può essere anche "un garante esterno". Una visione utopistica? Forse... si vedrà. Intanto l'idea è stata lanciata al comparto associativo, che si è detto ad una prima battuta disponibile, resta il timore che una volta ripartito il tutto ci si faccia travolgere dalla ripresa e l'idea dell'agire coordinati si possa perdere per stada.

Stefania Vicini

 


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