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Iata: a rischio 25 milioni di posti di lavoro

08/04/2020 11:02
Le compagnie di tutto il mondo in questo trimestre bruceranno 61 miliardi di dollari di cassa. "Qualsiasi cosa si voglia fare va fatta adesso", ha detto il numero uno Alexandre de Juniac

Circa 25 milioni di posti di lavoro rischiano di scomparire con il crollo della domanda di trasporto aereo per la crisi Covid-19. A dirlo è Iata, spiegando che la vita di circa 65,5 milioni di persone dipende dall'aviazione, considerando anche settori come i viaggi e il turismo. Tra questi 2,7 milioni sono posti di lavoro nelle compagnie aeree.

In uno scenario in cui le restrizioni nei viaggi durassero per tre mesi, le stime della Iata calcolano che circa 25 milioni di posti di lavoro nell'aviazione e nei settori collegati siano a rischio nel mondo. In particolare, 11,2 milioni di posti nell'Asia-Pacifico, 5,6 milioni in Europa, 2,9 milioni nell'America Latina, 2 milioni in Africa e 0,9 milioni in Medio Oriente. 

"Siamo di fronte a una situazione mai vista prima. Siamo alla terza settimana di crollo del traffico aereo globale", ha detto Alexandre de Juniacdirettore generale e ceo della Iata. Il secondo trimestre di quest’anno, appena cominciato, è quello che vedrà il crollo maggiore del traffico, è previsto -70% dei voli a livello mondiale nel punto peggiore. "L’Europa è la regione più colpita con un crollo del 90% dei voli".

Le compagnie di tutto il mondo, secondo le stime Iata, in questo trimestre bruceranno 61 miliardi di dollari di cassa e avranno una perdita netta aggregata di 39 miliardi di dollari. Una voragine sufficiente ad assorbire quella che era la stima dei profitti per l’intero 2020, fatta in dicembre, prima dell’esplosione della pandemia, pari a 29,3 miliardi di dollari. Quest’anno il settore chiuderà in rosso.

"Se prosegue l’attuale situazione di carenza di liquidità e non ci saranno aiuti pubblici molte compagnie falliranno o saranno assorbite da altre", ha detto de Juniac. La Iata ha già stimato una diminuzione dei ricavi di 252 miliardi di dollari per tutto quest’anno rispetto al 2019 (-44%). Solo in Europa è previsto un calo dei ricavi di 76 miliardi di dollari.

"Apprezziamo gli impegni che i governi hanno assunto per sostenere l’aviazione, ma bisogna fare di più", ha evidenziato il numero uno della Iata. "Abbiamo bisogno di soldi con urgenza. Molte compagnie hanno cominciato quest’anno con solo due mesi di liquidità e, a causa del crollo dei ricavi, il tempo sta per scadere. Servono 200 miliardi di dollari di aiuti, sono possibili in varie forme: iniezioni dirette di denaro, prestiti agevolati, garanzie sui prestiti, agevolazioni fiscali. Ma qualsiasi cosa si voglia fare va fatta adesso".


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