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"Cura Italia 2, ci aspettiamo di più"

08/04/2020 11:51
Sold out il primo webinar di Guida Viaggi. I vertici delle associazioni di categoria confermano la pressione sulle istituzioni a favore di tutti i componenti della filiera travel - di Paola Olivari

È stato un momento di grande spessore per la travel industry quello che ieri ha visto, con la regia di Guida Viaggi, i vertici delle associazioni di categoria coinvolti nel nuovo format dell’e-MARTEDIturismo, prolungamento virtuale delle attività di moderazione che ci vedono pionieri con il ciclo di tavole rotonde MARTEDIturismo by Guida Viaggi.

Il primo webinar dal titolo “Il travel al Governo: ecco le richieste oltre il Cura Italia” - sold out in termini di auditori -, in attesa della pubblicazione del Cura Italia 2 ha voluto sottolineare osservazioni e richieste dal mondo dell’associazionismo alle istituzioni.

“Quella attuale è una crisi di filiera. Anche altre figure dipendenti dal travel, che noi non rappresentiamo, sono in sofferenza - ha dichiarato Marina Lalli, vicepresidente Federturismo - e non sapere quando tutto questo finirà è oggi il vero punto nodale. Finché non arriverà il vaccino, tutto è complesso; poi, quando ci si sentirà sicuri, il ritorno al viaggio sarà veloce. Ci aspettiamo aiuti pesanti in termini di fiscalità perché ancora oggi mancano decisioni riguardo una serie di tributi e imposte come, per esempio, l’Imu o la tassa sui rifiuti, una serie di uscite di liquidità che non sono state considerate oppure solamente postposte. Non si possono gravare le aziende chiuse, obbligandole a continuare a pagare tutto. Chiediamo, pertanto, alle istituzioni un serio lavoro di pianificazione della ripresa e queste decisioni devono essere prese immediatamente con Enit, contando di vederle nel Cura Italia 2”.

Per Andrea Mele, vicepresidente Astoi, “il comparto deve essere il più unito possibile e le proposte contenute nel Manifesto per il turismo sono, appunto, a sostegno dell’intera industria del viaggio. Le macroaree di attenzione sono tre: la continuità aziendale, il mantenimento dei posti di lavoro e le misure per la ripresa. Le banche si sono mostrate disponibili e il Cura Italia 2 conferma questo intento ma è necessario fare attenzione al debito che si accumula. Molti tour operator chiudono il bilancio a fine ottobre. Come gestire, dunque, la continuità aziendale? È necessario operare sulla sterilizzazione delle perdite senza dover ripianare. Come Astoi abbiamo proposto un fondo di emergenza per tutte le aziende del settore, analogamente a quanto adottato in Svizzera. Il modello offre il 50% a fondo perduto e la rimanente parte in cinque anni a tasso zero. La cassa integrazione va, poi, rifinanziata, prolungata, estesa e semplificata. E anche l’Iva sui pacchetti per l’Italia e l’Europa va portata dal 22 al 10%, allineandola al settore alberghiero. Bene i buoni vacanza per pagare una parte delle vacanze del 2021 purché siano spesi in agenzia e siano effettivamente dei buoni da scontare, non da mettere in detraibilità”.

“Il Cura Italia considera poco il turismo”, ha affermato Gabriele Milani, direttore Fto. “La Federazione è impegnata nel rappresentare la filiera attraverso un concreto sostegno agli imprenditori per spiegare e fare diventare le misure realtà, facendo attenzione che non sempre le leggi sono immediatamente applicabili. È importante oggi fare affidamento sulle associazioni, che dialogano costantemente con le istituzioni, senza farsi trascinare dal vortice dei social che spesso alimentano fake news. Ripartiamo dall’Italia per fare sentire la nostra voce e l’importanza, come volano economico, del turismo organizzato, la cui portata spazia dal business travel ai viaggi d’istruzione. Aggiungo che come Fto abbiamo dubbi sui benefici dei buoni vacanza su modello francese, da non confondersi con i voucher, che invece rappresentano una norma di applicazione necessaria che supera anche le leggi degli altri Paesi per tutelare l’interesse dell’Italia. Il nostro modello è stato imitato da Olanda, Belgio, Spagna e lo sta valutando la Germania. Le norme straordinarie che andranno a superare quella europea riguardo i pacchetti saranno infine tante. Noi andremo avanti per la nostra strada pensando al futuro e facendo emergere i nodi al pettine quali la necessaria semplificazione, una revisione dei margini oggi non equilibrati e la ridistribuzione del valore con l’obiettivo inalienabile di mettere più al centro le imprese”.

“La situazione - ha spiegato Luca Patanè, presidente Confturismo - ha portato il turismo ai tavoli istituzionali. Siamo stati il primo settore investito dalla crisi e dal Cura Italia ci aspettavamo qualcosa di più specifico. Riponiamo dunque molte aspettative in questo secondo decreto. La nostra preoccupazione è rivolta anche al lungo termine. Fino a quando l’Europa acconsentirà alle deroghe? I prossimi saranno mesi dedicati a capire che cosa sia nato di nuovo in termini di cambiamento nelle procedure lavorative, nella tecnologia e nella globalizzazione. Questi fattori porteranno all’evoluzione delle nostre aziende. Intanto stiamo assistendo a una maggiore sinergia tra associazioni che prima d’ora non si erano mai parlate. Anche questo è un segnale di maturità del mercato. Non nascondo la preoccupazione riguardo la psicologia del viaggiatore; dobbiamo intuire e anticipare le offerte più adeguate”.

Paola Olivari


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