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Il settore dell'animazione: "Azzerati dalla crisi, il Governo ci aiuti"

20/04/2020 16:42
I presidenti di Fiast, Uniast Sicilia e Animazioni Unite scrivono all'esecutivo per chiedere liquidità a fondo perduto e agevolazioni fiscali e contrattuali per sopravvivere al fermo stagionale

Anche il mondo dell’animazione turistica fa sentire la sua voce, per raccontare l’azzeramento del settore derivante dall’emergenza in corso. E lo fa attraverso una lettera congiunta, inviata al Governo dai presidenti delle principali associazioni del settore: Salvatore Belcaro di Fiast Assoturismo Confesercenti, Fabio Giuffrida di Uniast Sicilia e Salvatore Postiglione di Animazioni Unite.

“In questa drammatica emergenza Covid-19 - si legge nella missiva - ci troviamo ad essere gli ultimi della fila, consapevoli di esserlo, poiché tutte le nostre attività di animazione e intrattenimento si basano proprio sul nemico del momento, l’assembramento di persone. Questo però non significa non poter continuare ad esistere dopo un lungo periodo di inattività forzata. L’animazione turistica e territoriale si è trovata a dover affrontare un azzeramento improvviso del fatturato. Pienamente coscienti che, in un momento di emergenza sanitaria, non possiamo che attendere direttive ben precise dalle istituzioni, proprio per poter garantire ai nostri clienti il massimo della sicurezza relativamente ai nostri servizi, sottolineiamo, purtroppo, che le nostre imprese sono totalmente ferme e senza un orizzonte temporale per programmare una riapertura delle attività”.

Poi la lettera entra nel merito dei passaggi necessari al settore per funzionare al meglio, e in questo momento saltati: “Effettuare un servizio di animazione e intrattenimento - continuano i presidenti degli animatori - significa pianificare, impegnare personale e materiali e svolgerlo, molto spesso, in luoghi sempre diversi. A maggior ragione, nei casi di animazione turistica, il personale va selezionato, formato ed inviato nelle strutture turistiche che, ad oggi, non sappiamo quando e come riapriranno. A poco valgono i contratti firmati per i nostri servizi poiché, qualora le strutture turistiche potessero riaprire ma con regole di contenimento sanitario molto rigide, saremmo i primi ad essere eliminati, peraltro giustamente da un punto di vista di sicurezza. Siamo legati alla stagionalità estiva per il 70% del nostro fatturato (in alcuni casi anche il 90%), mentre un 50% del fatturato per il territoriale viene svolto tra marzo e luglio (con l’animazione per le comunioni e altre cerimonie, il periodo Pasquale, le feste di compleanno, le gite, ecc.)”.

Da qui le richieste al Governo: "Siamo fortemente preoccupati del silenzio da parte delle istituzioni. Nessuno di noi è stato ancora interpellato per un confronto sulle necessità indispensabili per riavviare le attività in maniera strutturale. Svolgiamo servizi e coinvolgiamo persone, con un’organizzazione atipica e trasversale tra il turismo e lo spettacolo. Per questo abbiamo bisogno di un intervento ad hoc che ci consenta di rimanere in vita fino alla fine dell’emergenza. Abbiamo bisogno di liquidità immediata, non a debito ma a fondo perduto, traslare le imposte fino a dicembre 2021, introducendo sgravi contributivi per le nuove assunzioni, trasformare i crediti pregressi (ancora da incassare) e gli investimenti in tecnologia e rinnovamento in crediti d’imposta, abbassare l’IVA dal 22 al 10% ed introdurre esenzioni per le tasse territoriali. Inoltre, abbiamo individuato una serie di interventi per riprogrammare una ripartenza di qualità del settore, con regole più agili e specifiche, come la realizzazione di un unico Ccnl che sia agevole per le aziende e tuteli i lavoratori, sia nel turistico che nel territoriale.Per anni abbiamo portato il sorriso nelle realtà più disparate: vogliamo continuare a farlo, sorridendo”.


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