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Coronavirus, le strategie dei competitor

29/04/2020 08:34
Portogallo, Grecia, Egitto e Turchia a confronto. Dalla creazione di protocolli sanitari, fino alle sovvenzioni per i voli e agli investimenti nelle infrastrutture

Portogallo, Grecia, Egitto e Turchia: si tratta di quattro competitor nel segmento mare e spiagge, ma non solo, che hanno adottato diverse strategie per far fronte alla crisi dettata dal Coronavirus.

Il Portogallo è stato il più rapido nel creare un protocollo unico per distinguere quelle imprese e attività turistiche che assicurano l’adozione di requisiti di igiene e pulizia per la prevenzione del Coronavirus. Si tratta del marchio “Clean and Safe”. La richiesta può essere fatta online. Valido per un anno, è gratuito e opzionale, ma esige l’implementazione di un protocollo interno in accordo con le raccomandazioni della direzione generale della Salute del Portogallo.
Con questo sigillo, il Portogallo si promuove come destinazione sicura del punto di vista dei controlli della propagazione del Coronavirus, con un'azione coordinata da parte di tutte le imprese del settore.

In Turchia il governo sta preparando un certificato sanitario che offra garanzie ai mercati emissori internazionali. Il ministero del Turismo prevede che gli hotel del Paese possano tornare ad ospitare turisti, per il momento solo nazionali, a partire dal mese di giugno. Oltre a promuoversi come meta sicura, un altro punto a favore del Paese è la dimensione dei suoi hotel e resort, aspetto che faciliterà il distanziamento sociale. E’ abituale vedere aree alberghiere con dimensioni maggiori di 80mila mq e con punti di ristoro multipli, per esempio fino a 18 bar e ristoranti nello stesso resort. E’ probabile che la Turchia torni a implementare una pratica utilizzata nelle crisi precedenti per riattivare la domanda: sovvenzionare i voli. Nel 2016 il Paese ha pagato fino a 6.000 euro per volo come ‘supplemento cherosene' per i collegamenti verso la Riviera turca e il Mar Egeo. In altre occasioni si è usata una strategia simile: pagare alla compagnia aerea i posti non riempiti a partire dal 60%.

L’Egitto è un’altra destinazione con una lunga esperienza nella gestione della crisi, non indotte da motivi di salute, ma da atti terroristici, che è riuscita a rimettersi in piedi varie volte con una capacità ammirevole. Il Paese ha approfittato di questo periodo per effettuare importanti investimenti nelle infrastrutture, come per esempio una nuova zona pedonale a Hurghada e l’ampliamento della strada che collega quest’ultima a Luxor, dove è previsto il miglioramento del collegamento con Marsa Alam. Intanto a Il Cairo si sta terminando il Gran Museo Egizio. Inoltre, gli incentivi del governo per facilitare gli investimenti stranieri hanno dato risultati, come dimostra l'annuncio della costruzione del più grande parco tematico in Egitto, a Marsa Matrouh, con un complesso alberghiero, un grande zoo e un investimento di 3,3 miliardi di dollari.
Si è cercato, inoltre, di assicurare la connettività aerea: nel 2018 il Paese ha finanziato collegamenti charter per le sue destinazioni con 2mila-6mila dollari, a condizione che l’occupazione dell’aereo fosse superiore all’80%. La strategia si concentra anche sul controllo della catena di valore. Si ricorda che il magnate egiziano Sawiris, secondo maggior azionista di Fti Group, intende acquisire una maggiore partecipazione nel gruppo. Il milionario egiziano ha anche comprato l’attività di franchising delle agenzie di viaggi di Thomas Cook in Germania.
Il magnate ha anche proposto al ministero del Turismo di aprire a partire dall’estate gli hotel con la metà della capacità. Secondo l’impresario, "in Egitto, grazie ai nostri ridotti costi operativi, già raggiungiamo con questa occupazione margini di guadagno".

Una delle carte vincenti che aiuterà la Grecia a promuoversi sui mercati internazionali sarà lo scarso impatto del Coronavirus nel Paese. “Le misure attuate sono tra le più proattive e severe in Europa e sono state riconosciute atte a contenere la diffusione della malattia”, spiega la Sete. Ad esempio sono state imposte restrizioni di viaggio a persone provenienti dai Paesi più colpiti dal Coronavirus, come Italia, Spagna, Turchia, Gran Bretagna e Olanda. Dal 23 marzo tutti gli alberghi e le strutture turistiche del Paese hanno sospeso le loro operazioni. La riapertura è prevista a partire dal 30 di aprile". D’altra parte, spiega la Sete, “le imprese turistiche sono state incluse nei pacchetti di aiuto governativi, con 2mila milioni di euro che saranno destinati al settore”. L’associazione ha richiesto al governo la riduzione dell'Iva negli hotel al 6% e nella ristorazione al 13% "in modo che il carico dell’Iva sul pacchetto turistico diminuisca all’8-9%”.
La Sete reclama, poi, la riduzione dell’Iva nel trasporto aereo e ferroviario nazionale al 13% (dal suo livello attuale del 24%), nei servizi delle agenzie di viaggi che offrono pacchetti (dal 24% al 13%) così come "l'abolizione, la sospensione o la riduzione drastica" della tassa per il pernottamento. Le imprese turistiche greche si aspettano, inoltre, di disporre di ulteriori misure di sostegno alla liquidità con garanzia statale in vari schemi di aiuti.

 


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