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"Il turismo è un'industria seria"

07/05/2020 08:33
"Sappiamo quanto valiamo", Patané, Gattinoni, Dall'Ara, Milani lo dicono forte e chiaro, difendendo il settore nella sua interezza fatto di professionisti, aziende, famiglie - di Stefania Vicini

"Il turismo è un'industria seria". Una affermazione, un dato di fatto, una frase che, se si potesse scendere in piazza per protestare pacificamente, come avvenuto qualche mese fa, diventerebbe uno slogan, uno striscione, un grido a più voci. Adesso in piazza non si può ancora andare, però la filiera del turismo organizzato la sua voce la fa sentire lo stesso. Lo sta facendo da mesi, con le istituzioni e il governo, presentando istanze, protocolli, documenti, richieste, emendamenti, Manifesti, chiamiamoli come vogliamo, per cercare di far capire cosa sia la filiera del turismo organizzato, chi la compone, come funziona. Un organigramma forse dato per scontato per troppi anni, ma che adesso è il momento di avere chiaro in ogni sua parte, perchè dietro quel 13% del Pil, ci sono aziende, persone, famiglie, professionisti seri e preparati e il governo non può non saperlo. 

Luca Patanè, Franco Gattinoni, Stefano Dall'Ara e Gabriele Milani, rispettivamente presidente, vicepresidente e direttore nazionale Fto, hanno ribadito le istanze del comparto durante l'incontro virtuale con Lorenza Bonaccorsi, sottosegretario al Mibact. Hanno fatto sentire la voce della filiera, del comparto nella sua interezza, partendo da quelle che sono le aziende.

Partiamo dalle aziende

Patanè parte da un suggerimento per essere concreti, affermando: "Esistono le aziende in primis", da qui la proposta di portare l'importo del bonus vacanze sulle aziende, appunto, "altrimenti rischia di essere un intervento non efficace, perchè in presenza di risorse scarse non permette di andare in vacanza a molti e non porterebbe un beneficio vero. Oggi dobbiamo salvare le aziende e le imprese", ha detto a gran voce. Ecco perché è "meglio usare questi soldi per le aziende oggi, perché il consumatore anche se ha 500 euro, ma non vuole andare in vacanza perchè ha paura, non ci va. Viviamo un'emergenza - sottolinea Patanè -, l'ansia di non poter avere un futuro". Sempre rivolgendosi al sottosegretario Bonaccorsi dice: "Sta parlando con aziende che rischiano di perdere del patrimonio costruito. Siamo in modalità sopravvivenza e ora è meglio parlare di come sarà il turismo poi".
Patané invita a parlare di futuro, ma c'è "il rischio che non si troveranno strutture aperte, le compagnie non possono volare con il 40% dei posti pieni", pertanto "o la questione si risolve a maggio o sarà una catastrofe, soprattutto per il Sud Italia - asserisce senza esitazione -. Ci vogliono più responsabilità e il coraggio di esporsi".
Bonaccorsi in questo momento dice che si deve andare "passo dopo passo, senza azzardare cose non vere, sbagliate o pericolose". Sui buoni vacanza afferma che sono stati pensati "come sostegno alla domanda, ci deve essere un aiuto concreto alle imprese perché abbiano aiuti diretti, ma ci deve essere anche un intervento sulla famiglia. Pensiamo che avremo un turismo domestico - dice Bonaccorsi - e una riduzione dei flussi, se interveniamo sulle famiglie si può far ripartire un minimo la domanda". Poi il sottosegretario lo dice chiaro: "Riporterò la proposta al ministro Franceschini", ma ribadisce però la filosofia che sottostà ai buoni vacanza e cioè che "il sostegno è alla domanda".

Il comparto sa quanto vale

La palla passa a Gattinoni. La difesa del comparto tocca altri temi, a partire dalla consapevolezza di essere riusciti a portare "un po' di attenzione al Mibact su quello che è il turismo organizzato. Sappiamo quanto valiamo noi, 20 miliardi di fatturato, 80mila persone", dice il manager, ma non intende solo un valore numerico ed economico. Parla in senso più ampio, intende il valore della filiera, del comparto, non solo delle cifre prodotte. Si sofferma a fare luce e ribadire che esistono anche le adv che fanno incoming, "che vendono tanto Mare Italia, che fanno gruppi scolastici, che fanno eventi, che sono stati cancellati con ricadute sull'indotto. Avevamo eventi programmati per il 2020 che sono stati cancellati tutti (ed erano stati fissati nel 2019, alcuni nel 2018) e adesso dobbiamo lavorare, se no nel 2021 non facciamo eventi. Spesso il nostro lavoro viene banalizzato". Gattinoni non ci sta e fa l'affondo: "Sono aziende serie le nostre, che lavorano tutto l'anno, sono tanti posti di lavoro e serve un supporto immediato". Poi l'auspicio: "Speriamo che il ministro lo abbia compreso, so che sta lavorando sul decreto, ma anche che è stato aperto un tavolo continuativo di confronto".

Parliamo di futuro

Su questo tema interviene Milani, sottolineando l'importanza di "lavorare assieme, unire tutte le nostre forze per fare squadra, non solo gruppo e tantomeno branco, noi siamo professionisti che vogliono raggiungere insieme un obiettivo per il turismo italiano e non deve essere un alibi per nessuno per poter dire non sono riuscito a fare". A detta di Milani si sta sprecando tempo nel cercare delle misure, mentre "dovremmo cambiare, parlare di innovazione, accessibilità, sostenibilità, parlare di figure professionali, di formazione necessaria - esemplifica -. Bisognerebbe rivedere il sistema giuridico. L'obiettivo è avere un messaggio che in questo decreto avremo misure concrete. Se partiamo dalle imprese facciamo la scelta giusta".

"Sfruttateci"

Poi Milani lancia il secondo messaggio al governo e dice: "Sfruttateci, abbiamo un fronte comune di risorse serie per lavorare, con professionisti seri". Tra i timori possibili c'è anche quello che, in questa fase o dopo, possa aumentare l'abusivismo. L'invito accorato è di "non sospendere il lavoro fatto assieme, ma essere più coordinati, è il momento determinante per farlo, dopo sarà tardi". Il comparto si rende disponibile a collaborare, "anche sui protocolli di apertura", dice Gattinoni, tema su cui torna con un'ulteriore riflessione, le attività produttive riaprono e ripartono, così i negozi che tornano a vendere, ma "noi riapriamo e non sappiamo cosa vendere. Vinciamo la coppa d'oro e la medaglia d'oro a questo giro - dice con amarezza -. Vinciamo tutto noi".

La risposta

La risposta del Mibact, attraverso il sottosegretario, è che si cercherà di lavorare per "avere la roadmap il prima possibile, anche per la convocazione del tavolo di crisi". Poi la promessa: "Si dovrà lavorare molto di più assieme al settore delle adv, è stato un errore strategico non farlo". 

Stefania Vicini

 

 


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