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TravelBuy: "Non ci resta che sperare nel 2021"

14/05/2020 14:33
Alfredo Vassalluzzo analizza la situazione contingente, allarga lo sguardo al settore, al governo, alle non risposte

Un quadro chiaro, netto e preciso è ciò che traccia Alfredo Vassalluzzo, amministratore unico di Travelbuy, in un contesto che tanto chiaro non è. Il manager nell'analizzare la situazione contingente parte dalla rete, da ciò che ha fatto, poi allarga lo sguardo al settore, al governo, alle non risposte, con schiettezza e lucidità. E poi a ciò che sarà...

"Fin dall’inizio della crisi ho sempre incontrato onweb le agenzie e insieme abbiamo deciso le misure da intraprendere. Fin da subito sono state ridotte le royalty del 50%, e ci siamo fatti carico della gestione dei voucher e delle richieste dei clienti. Massima collaborazione da parte delle agenzie. Ora la domanda è: e adesso? - dice il manager -. In uno stato di confusione completa, non si dà tempo al Governo di approntare le misure necessarie che, per forza di cose, non potranno accontentare tutti anche se sono urgentissime. Travelbuy, ad esempio, non rientrerà nei contributi a fondo perduto, come tanti altri network che utilizzano l’Aip come forma di affiliazione, quindi bisogna pensare a un piano. Travelbuy è pronta da sempre a lavorare a distanza, con sistemi di incasso online e tramite smartphone, e non chiederà finanziamenti. La politica di questi anni premia in questi casi, non avendo debiti, potendo gestire il cash flow".

Il tema estate, aperture e voucher

Come vede l’estate il manager? "Le agenzie potrebbero rimanere anche chiuse perché non riprenderanno nemmeno le spese. Non è stato inserito l’obbligo di scontare il voucher fino a 500 euro in agenzia o presso t.o. e questo condurrà il cliente a rivolgersi direttamente alle strutture che, in alcuni casi, hanno già iniziato una campagna denigratoria nei confronti delle agenzie. Invitano i clienti a prenotare direttamente perché oltre a scontare il voucher sconteranno anche la commissione adv - fa presente il manager -. Uno contro l’altro, tutti contro tutti. Questa è la fotografia del settore, inutile edulcorarla con proclami di speranza - osserva -. Il Governo, come possiamo tutti constatare, non ha ascoltato le richieste del comparto, le voci delle associazioni sono rimaste inascoltate ed è stato creato un fondo con appena 25 milioni di euro, cioè il fatturato medio di un network o di un t.o. medio".

E poi il tema agenzie. "Le agenzie apriranno, quindi, ma cosa venderanno? La biglietteria aerea è azzerata, la ferroviaria non ha mai rappresentato una voce importante dell’attivo, le frontiere mondiali restano semichiuse, gli hotel vengono prenotati direttamente. Non ci resta che sperare nell’inverno e nel 2021, ma occorre una programmazione seria, con delle misure di lungo periodo. Non sono i 2000 euro a fondo perduto che cambiano le sorti, bisogna agire in profondità", ammonisce Vassalluzzo.


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