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Gattinoni: "Futuro ancora incerto"

20/05/2020 15:50
"Sono motivato, dobbiamo metterci di buona lena per produrre e non fermare la filiera, ma ancora non si sa cosa vendere", spiega il presidente - di Laura Dominici

“Ci siamo fermati ma le emozioni non si fermano mai”. E’ partita così la diretta digital che ieri ha dato appuntamento per parlare di come riprogettare il futuro degli eventi. 

Franco Gattinoni, presidente Gattinoni Travel Network, ha premesso che in queste settimane si è preso un po’ di arrabbiature “per una serie di situazioni che non si capisce fino a che punto – a livello governativo – possano essere risolte. Ma stiamo scaldando i motori per ripartire”, ha aggiunto. Parlando di come è stata gestite la fase di lockdown ha dichiarato che sono stati smobilitati gli uffici, avviate le connessioni per lo smart working, “non abbiamo potuto fermarci, abbiamo dato assistenza alle persone in viaggio senza produrre. Praticamente – ha commentato - nel 2020 abbiamo lavorato per cancellare e riposizionare i viaggi e oggi nel nostro paniere abbiamo quasi nulla e dobbiamo metterci di buona lena a provare di produrre per l’autunno e per il 2021 in modo da non bloccare la nostra filiera produttiva”. Ha ammesso che è stata bruciata cassa, con 530 dipendenti in cassa integrazione, “ma senza fermare l’azienda e facendo sempre presente le nostre difficoltà al governo”. Sulla ripresa degli eventi ha dichiarato: “Speriamo di fare qualcosa dall’autunno, ma non ci sono certezze. Oggi (20 maggio) riapriamo le agenzie (quasi 1600) ma non sappiamo ancora cosa vendere. Probabilmente riapriranno i confini il 3 giugno, ma in alcuni casi si andrà al 15. Dobbiamo capire quando riapriranno i voli”. Ha inoltre ricordato che è stato tutto faticoso interloquire con il governo, ma “sono motivato e stiamo cercando di far passare un messaggio positivo all’azienda, anche se quest’anno pensiamo di perdere tra il 75 e l’85% del fatturato”.

Sulle strategie per il futuro ha detto: “Sarebbe bello recuperare i due mesi persi, ma non lo posso neanche pensare. Siamo certi che quest’anno dovremo solo salvarci e poi riprendere. Resto, comunque ottimista. Le ultime analisi sociologiche mostrano che durante il lockdown è emerso un nuovo concetto di “essenziale”. C’è da capire cosa è essenziale. Per me è star bene, avere le cose necessarie e evadere nel viaggiare e nel poter utilizzare e vivere la fisicità”. Gattinoni Travel Network si è anche attrezzato sul fronte digitale per guardare al futuro. “Per gli eventi – ha concluso - abbiamo solo bisogno di far rientrare problematiche sanitarie, sperare che non ci sia un colpo di coda autunnale del virus, tornare alla normalità e ci stiamo attrezzando (negli ultimi 2 anni è stato fatto un investimento di 5 mln in tecnologia nelle linee di business)”-

Tra gli interventi, Eugenio Tavolaro, coo Kantar Italia, che ha presentato uno studio sulle emozioni. “Abbiamo avuto una global disruption e la condizione di isolamento ha generato preoccupazioni – ha spiegato -. Da metà marzo abbiamo realizzato un barometro su 50 Paesi finalizzato a rispondere a domande su come i consumatori si sentono, su come cambiano le abitudini di consumo e l’approccio alla pubblicità e quali le implicazioni per le aziende. Dopo la paura per la salute, da fine marzo c’è stata la difficoltà di vivere in lockdown. Poi la preoccupazione si è spostata sull’economia e sulla recessione globale. Questo ha generato uno choc della domanda, una frugalità dei consumi, che ci ha abituato ad accontentarci dell’essenziale. A livello globale si sono rilevati 12 cambiamenti di comportamento”. Lo studio rileva anche che in questa fase di uscita dal lockdown, la gente desidera sviluppare socialità, fisicità, il tutto in un panorama di incertezza che continua per la coesistenza con il virus.

Marco Vasario, direttore generale L'Oréal Divisione Prodotti Professionali Italia, ha poi illustrato le mosse per reagire al blocco: “Abbiamo spostato la scadenza dei crediti nei confronti dei nostri clienti parrucchieri di 120 giorni, poi ci siamo preoccupati di switchare la formazione tecnica sull’online in aule virtuali, aprendo una piattaforma digitale di formazione con 15mila stilisti andati “dentro” in due settimane. Il progetto per il futuro è quello di recuperare in 7 mesi quello che abbiamo perduto nei 2 mesi di lockdown, investendo e aiutando i clienti nel recupero”. In tema di eventi, il manager ha aggiunto: “Non credo che faremo a meno degli eventi fisici, il tema non è chiudere l’offline ma come integrare la parte online a una proposta offline in un’offerta mista. E’ un discorso di contenuti che andranno cambiati”.

Per Maurizio di Maggio, conduttore radiofonico Rmc le mosse sono state quelle di adoperarsi per leggere più messaggi possibili, ascoltare le storie di vita, far sentire le persone a loro agio. Per i prossimi mesi il progetto è quello di andare ad abbracciare uno per uno gli ascoltatori, attraverso un Grand Tour d’Italia per raccontare le condizioni del turismo oggi in Italia”.

Sergio Borra, ceo Dale Carnegie Italia, società che si occupa di formazione e training, la considerazione è che “molte aziende hanno capito che virtuale non è necessariamente il contrario di reale. Molte aziende si sono rese conto che il virtuale consente di spostare idee, concetti, emozioni senza spostare le persone. Ora si deve lavorare sul lato umano del business. Quella che stiamo vivendo è una scalata impegnativa. La formazione cambierà?, si chiede. Noi ci stiamo muovendo con contenuti diversi, anche se l’aula offline continua ad avere un risultato migliore su certi temi. Stiamo lavorando su nuovi progetti”.

Laura Dominici


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