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La minaccia di Di Maio: "Pronti a chiudere le frontiere"

01/06/2020 10:25
Il ministro degli Esteri commenta il caso Grecia, intanto emergono le prime stime sul caro vacanza e si parla già di incrementi medi attorno al 20% per l'estate dalle case ai traghetti

“Crediamo nello spirito europeo, ma siamo pronti a chiudere le frontiere a chi non ci rispetta”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista al Corriere della Sera, per rispondere alle chiusure dei flussi turistici annunciate da alcuni Paesi.

Secondo il ministro la partita si aprirà il 3 giugno e spiega: “Crediamo nella collaborazione ma anche nella reciprocità. È lo spirito che porterò nei miei viaggi in Germania, Slovenia e Grecia. L’Italia si è distinta per la trasparenza e i nostri dati sono molto confortanti. Non vogliamo sollevare polemiche, ma se qualcuno pensa di chiuderci la porta in faccia solo per i propri interessi, allora risponderemo”. Sulla Grecia, che impone la quarantena a quattro regioni italiane, Di Maio ha detto: “Sentirò oggi stesso il mio omologo. Inoltre il 9 sarò ad Atene per mostrare, dati alla mano, la situazione reale in tutte le nostre regioni”.

Sulla prudenza di Sardegna e Sicilia il ministro commenta: “Credo che il punto riguardi il criterio di omogeneità delle misure adottate tra Regioni. Se ognuno assume scelte individuali risulta difficile comunicare all’estero il reale stato di salute del Paese. In questo momento serve unità”.

E mentre si tratta ancora sulle modalità di apertura ai flussi, c’è già chi parla di caro-vacanza. In un articolo oggi apparso su Repubblica, viene stimato infatti un rincaro del 20% dalle case ai traghetti.

“Una vacanza di 10 giorni potrebbe arrivare a costare fino al 20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa a testa da 736 euro a 883 euro “, si spiega nell’articolo. Rincari che non risparmierebbero nessuna voce: si va da un rialzo medio del 9% per la ristorazione, dell’8 per le strutture ricettive, del 15% del trasporto aereo e del 12 per traghetti e navi. Sono dati elaborati dal Codacons. Perché sanificare e distanziare ha il suo costo. Per non parlare dei turisti che non arriveranno. Così, una parte degli operatori potrebbe essere tentata di rifarsi sulla clientela per recuperare le spese sostenute per rispettare le regole sanitarie e il giro d’affari perduto.

Agli aumenti si aggiungono costi collaterali, a cominciare dalla benzina. Come segnala l’Unione Consumatori è già aumentata anche se solo di pochi centesimo al litro. Per il presidente del Sindacato Balneari (Sib) Antonio Capacchione gli aumenti sono inevitabili: “Noi calcoliamo che solo il 20% degli italiani andrà in vacanza e non sappiamo ancora quanti stranieri arriveranno. Le strutture che godono di ampi spazi, come quelle venete o romagnole, pur avendo i costi di sanificazione, potranno permettersi di non ritoccare le tariffe. Mentre là dove le spiagge non sono molto profonde, in Salento, Liguria, sulla costa tirrenica, le postazioni si ridurranno del 50%, e per forza ci saranno aumenti. Ma contenuti al 10% ritengo”.

Intanto si registra un increment di richiesta per le case vacanza. Per il sito Casa.it richieste quadruplicate per abitazioni in affitto con piscina in Sicilia, Liguria e Toscana, ma anche maggiore interesse per luoghi come Valtellina (+234%), Bormio (+157%) o Cernobbio (+71%).


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