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Ripartire dopo la crisi: la ricetta dei ragazzi del Ciset

25/06/2020 15:58
I "masteristi" del corso in Economia e Gestione del Turismo dicono la loro sul futuro prossimo dell'incoming italiano: come deve cambiare l'offerta, e dove va la domanda. Sempre più diversificata

Sviluppo di nuovi prodotti turistici, più spinta sulla comunicazione, ricerca di nuovi mercati e nuovi target. Sono queste le strategie più efficaci per il rilancio del turismo tricolore secondo un questionario che il Ciset ha sottoposto alla comunità di ex “masterini” che hanno frequentato il Master in Economia e Gestione del Turismo di Ca’ Foscari, oggi in gran parte impegnati in ruoli di spicco nel settore turistico.

I giovani ex-masteristi hanno poi citato, sempre in riferimento alle strategie per il re-start, elementi come il miglioramento e la diversificazione delle competenze dei dipendenti e – buon ultimo – il lancio di offerte promozionali e di sconti sul booking. Tra le risultanze dello studio, presentate nel corso di un webinar, è di particolare interesse anche il punto di vista dei giovani manager sulle competenze che – più di altre – sarà importante sviluppare nei prossimi mesi: a stravincere è l’analisi dei dati e del sentiment della domanda, che si impone sulla necessaria attenzione alla sicurezza sanitaria. Di rilievo anche la figura del project manager insieme all’analista dei costi e al performance manager, “competenze – spiega il Ciset - da considerare in vista del ridimensionamento dell’offerta da parte degli operatori, costretti in molti casi a ridurre la propria disponibilità per garantire l’adozione dei dispositivi di distanziamento sociale”.

“La crisi – ha spiegato Michele Tamma, direttore del Master – ha accentuato tendenze già ineludibili, come lo scricchiolio delle destinazioni dovuto al turismo di massa. Oggi ci preoccupiamo dell’assenza di flussi, ieri gli stessi flussi li temevamo. Bisogna superare definitivamente il paradigma legato ai soli numeri, per abbracciare parametri qualitativi e decomporlo, questo flusso, per comprendere a chi ci stiamo rivolgendo e orientare l'offerta”.

“Dobbiamo reinterpretare il flow - ha rimarcato Antonello De Medici, membro del collegio dei docenti del Master e general manager Hilton Molino Stucky Venezia - come integrazione dei servizi che vogliamo e possiamo offrire. Non dobbiamo vendere solo camere, ma un’esperienza. Dobbiamo garantire ai turisti una mappa delle opportunità, su base di dati più capaci di forecasting e meno basati sullo storico. Anche perché bisogna parlare di turismi, non di un unico turismo. Ci deve essere ibridazione e il superamento della diarchia di target tra gruppi i e individuali”.

Il webinar si è poi soffermato sul tema della sostenibilità, e sui rischi che la fretta di ripartire comporta per le aziende e per gli investimenti previsti per un turismo a misura di ambiente. Altro focus è stato quello sui modelli di offerta sui quali puntare, con destinazioni meno affollate e più vivibili, maggiore attenzione all’ambiente, valorizzazione del Made in Italy e maggiore cooperazione tra gli operatori e con le istituzioni come parole chiave.


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