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Viaggi d'affari: in attesa e a rilento

26/06/2020 15:40
Nel 2020 ci saranno 5 mln e 120mila segmenti, in calo del 63% sul 2019. Le aziende sono incerte, non sanno cosa fare. L’Europa ha riaperto, ma Stati Uniti e Brasile hanno situazioni di pandemia preoccupanti - di Nicoletta Somma e Stefania Vicini

Un punto sui viaggi d’affari, dopo una prima analisi fatta il 28 aprile scorso, torna l’e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi sul tema del business travel per fare il punto della situazione con alcuni player e capire se i viaggi di lavoro hanno avuto una impennata o se invece sono ancora ai blocchi di partenza, ma anche cosa è cambiato nei rapporti con i vettori e, più in generale, con i fornitori di servizi.

Lo scenario

Rispetto alla data di aprile sono stati fatti dei passi avanti, al tempo non c’era la certezza sulla riapertura dei confini. Ora sono state definite le misure per il distanziamento sociale, si è deciso che i voli possono essere pieni a bordo, ma si vola indossando le mascherine.
Però il fronte voli è sempre al centro di problemi e polemiche come si è visto in questi giorni, tra voli fantasma, vendite di collegamenti su Linate pur essendo lo scalo chiuso e non sapendo se riaprirà per l’estate, voucher al posto dei rimborsi cash, anche quando non è una emergenza da Covid-19. E per finire i prezzi dei biglietti alle stelle e i pochi voli. In questo scenario c’è poi la newco di Alitalia, con il management da definire, le major che si alleano e la guerra delle tariffe tra vettori ed aeroporti. In questo scenario si può parlare di ripartenza?

Il traffico voli tramite adv

Mimmo Cristofaro, presidente TravelMatic by Contur, fa parlare i numeri. E ciò che emerge non è decisamente roseo. L’analisi si incentra su due cluster, “il traffico dei voli derivante dalle adv sui tre Gds e il traffico Bt delle major su un campione di 115 aziende”. Numeri alla mano, nel 2019 “il traffico generato dalle adv è stato 22 milioni di segmenti, di cui 12 mln nel primo semestre e 10 mln nel secondo - fa presente Cristofaro -. Nel 2020 il primo semestre ha visto circa 1 milione e 700mila segmenti pari ad un calo dell’86%. Nel secondo semestre ho voluto fare un esercizio di ottimismo, volendo sperare in una crescita da luglio a dicembre del 10, 15 o 20%, cosa si raccoglie? Nel secondo semestre 2020 si hanno 2,5-3 milioni. L’anno porta 5 mln e 120mila segmenti, in calo del 63% sul 2019”. Numeri che, a detta del manager insegnano solo una cosa: “I miracoli nel business non esistono”.
Poi il manager aggiunge che, se si vuole ipotizzare un errore anche del 50% (giusto per fare un esempio), si ha comunque “un calo a fine anno del 35%. Il che vuol dire finanza a ramengo, posti di lavoro in pericolo e conseguenze inimmaginabili per l’economia”.

Traffico voli Bt delle major

Passando al fronte Bt, si ha che nel 2019 sono state fatte 642.740 trasferte, di cui “372mila nel primo semestre, in calo del 65%, e 270mila nel secondo. Su questo periodo - a detta del manager - vengono a incidere tre fattori, le aziende hanno un trend economico in declino, sostituiscono i viaggi con le web conference, un’oppressione ed ostruzionismo dei vettori nel collaborare con le adv”. Se per fine 2020 si immagina una crescita del 20, 25, o anche del 35% la perdita sull’anno è del 66/67%, dice il manager. 

Il leisure in ripresa sul Bt

Ad esortare ad avere un po’ più di ottimismo è Antonello Lanzellotto, head of supplier relations Uvet, “visti i segnali di ripresa stabili”, asserisce il manager. Per capire cosa stesse succedendo è stato sondato il sentiment dei clienti, tramite survey e video meeting, "e ciò che è accaduto è in linea con quanto espresso dalle aziende interpellate. E' ripreso il traffico nazionale fino a giugno-luglio, la ripresa internazionale dopo l’estate. L’intercontinentale solo da gennaio”.
Come trend Cisalpina aveva preventivato di arrivare a un +20% con grande fatica. “La ripresa è lenta e problematica per quanto riguarda il mercato”, afferma Giorgio Garcea, chief commercial & operations officer Cisalpina. Il manager mette in luce che la parte leisure “ha ripreso alla grande, da settimana scorsa c’è un trend che attesta la voglia di vacanza. Il Bt, invece, cresce a rilento. Le aziende sono incerte, non sanno cosa fare”. Complice anche il fatto che “oggi ha riaperto un po’ l’Europa, ma Stati Uniti e Brasile hanno situazioni di pandemia preoccupanti, pertanto i passeggeri come possono approcciare questo fenomeno? - si domanda il manager -. E' un mercato che sta aspettando. Sì deve capire cosa succede”.

Una ripartenza a rilento

"Rispetto ad aprile le cose sono migliorate, c'è stata sì una ripartenza, ma a rilento - conferma Alessandra Massa, chief operation officer business travel Bcd -. C'è un rinvio sulle tratte long haul, mentre si muove di più il traffico nazionale, contraddistinto da hôtellerie e autonoleggio; stentano traffico ferroviario e aereo".

Sandro Palumbo, responsabile business travel Welcome, concorda con i dati segnalati da Cristofaro, "con destinazioni chiave sul long haul che stanno venendo a mancare. C'è incertezza nell'operatività dei voli, ma non sposo l'idea - argomenta il manager - che le vendite fantasma siano fatte per avere cassa. Si era detto che i gds non avrebbero tolto le disponibilità e così è stato fatto, mentre sulla pratica dei voucher c'è molta discussione".

Matteo Pellizzari, presidente di Lufthansa City Center, condivide gli aspetti sottolineati dai colleghi, aggiungendo: "Negli ultimi giorni stiamo osservando che l'attenzione ai protocolli c'è, ma viene scavalcata dall'esigenza di chiarezza da parte dei clienti. Bisogna dunque cercare di semplificare il più possibile".

Nicoletta Somma e Stefania Vicini

 


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