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Aiuti di Stato e vettori: prematuro parlare di riassetti

29/06/2020 08:34
Al momento non sembra che gli interventi abbiano spostato gli equilibri; le opinioni degli intervenuti al webinar - di Nicoletta Somma e Stefania Vicini

La situazione di pandemia ha messo a dura prova il settore del trasporto aereo. Le compagnie sono state fortemente penalizzate dall'impossibilità di operare voli. Secondo le stime Iata, dovrebbero perdere 84,3 miliardi di dollari nel 2020 per un margine di profitto netto del -20,1%. I ricavi scenderanno del 50% a 419 miliardi da 838 nel 2019.
Nel 2021, le perdite dovrebbero essere ridotte a 15,8 miliardi di dollari quando i ricavi saliranno a 598 miliardi. Sono queste le prospettive finanziarie per l'industria globale del trasporto aereo. 

In alcuni casi i governi locali sono intervenuti per salvare i vettori, riportando in auge il modello dei vettori di Stato.
Tra gli esempi c'è il caso di Lufthansa, il cui piano di salvataggio ha visto varie vicissitudini, ma poi alla fine è giunto in porto con il via libera della Ue ai 6 miliardi di misure tedesche per ricapitalizzare la compagnia. 

Per Air France la Commissione europea ha dato il via libera e la Francia potrà effettuare le operazioni necessarie per dare alla compagnia 7 miliardi di euro di aiuti di Stato per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Mentre il ministro delle finanze olandese, Wopke Hoekstra, ha promesso aiuti pubblici per 2-4 miliardi di euro per Klm. In totale, il gruppo franco-olandese potrà contare dai 9 agli 11 miliardi di euro per superare questa crisi. 

Si è parlato di un salvataggio da 600 milioni, frutto di un accordo di massima tra il governo austriaco e Lufthansa, per Austrian Airlines.

E poi c'è la nazionalizzazione di Alitalia. Certamente la presenza dello Stato all'interno delle compagnie aeree non solo influirà sulle strategie commerciali, ma potrà andare a modificare gli assetti organizzativi e i rapporti con i partner. Cosa ne pensano gli addetti ai lavori?

Secondo Giorgio Garcea, chief commercial & operations officer Cisalpina, intervenuto al recente e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi, che si è svolto sul tema del business travel, "è prematuro dirlo, mi auguro possa portare tranquillità, linearità, stabilità economico-finanziaria, perchè arrivano capitali e benefici anche per noi". Il timore del manager è che vi possano essere "molta più burocrazia e una serie di tematiche che renderanno più problematica l'attività", però il manager dal canto suo spera, "possa essere un vantaggio". 

Al momento non sembra che gli interventi statali per Air France e Klm abbiano spostato gli equilibri. "Continuiamo a gestire la relazione come prima - fa presente Antonello Lanzellotto, head of supplier relations Uvet -. Non vediamo un cambiamento".
Il manager si sofferma su Alitalia, facendo presente che nel caso della compagnia "è importante che mettano a capo un manager come Lazzerini, che ha competenze e conosce la macchina". Lanzellotto lo dice chiaramente: "Non vogliamo vedere persone provenienti da un altro settore, messe per scopi politici, ma che non fanno il lavoro che devono fare".

Operazioni che, sono avvenute "con modalità diverse - esordisce Alessandra Massa, chief operation officer business travel Bcd -. Alitalia è l'unica nazionalizzata, ma è presto per fare previsioni. Per quanto riguarda Lufthansa stiamo a vedere".
Di fatto tutte le compagnie, segnala la manager, hanno parlato di esuberi, di taglio dei voli, aerei a terra, "ci sarà un mercato rivoluzionato" e "se in futuro avremo un numero inferiore di vettori", ma saranno più forti, ci sarà una ripercussione sui prezzi. Lo vedremo dai piani industriali. 

Nicoletta Somma e Stefania Vicini


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