EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

Ai territori serve un cambio di paradigma

02/07/2020 11:34
Il modello mass market è da ripensare, bisogna rivedere le posizioni tra offerta e distribuzione, organizzando le destinazioni sul digitale. Pesa l'assenza dei flussi stranieri. La parola a Dmo e consorzi - di Stefania Vicini

Cambio di paradigma, modello mass market da ripensare, così come bisogna rivedere le posizioni tra offerta e distribuzione del prodotto, con il modello delle Ota che cambierà in futuro. Sono queste le linee guida date da Dmo e consorzi durante il recente e-MARTEDIturismo organizzato da Guida Viaggi ed About Hotel, in collaborazione con Risposte Turismo. Montagna, mare, città, laghi, come si stanno organizzando in termini di strategie? In alcuni casi le parole chiave sono sostenibilità, green, nuovi target in risposta alla situazione contingente in cui si devono fare i conti con la mancanza del fronte estero tra i flussi, elemento in alcuni casi molto penalizzante. 

Giocare diversamente i contenuti

La montagna è la grande vincente di questa estate, c'è spazio per strategie che guardano al 2021 o ci si concentra sulla stagione in corso per salvarla? Secondo Manuel Corso, direttore Apt San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi, la mossa è "giocare diversamente sui contenuti", il che non vuol dire che una destinazione debba "ripensare completamente il proprio prodotto turistico, ma giocare diversamente su alcuni contenuti, cosa che abbiamo fatto abbastanza agilmente". Complice il territorio stesso caratterizzato dalle Dolomiti, con un'attenzione e sensibilità verso la sostenibilità ambientale. Il territorio, infatti, è stato riconosciuto da Legambiente come 100% rinnovabile, "produce 10 volte il fabbisogno energetico locale da fonti energetiche rinnovabili, il che permette di fare investimenti che si tramutano in possibilità di infrastrutture e servizi per far fruire esperienze nuove ai turisti". A suo dire è "il piano di azione principale per portare a casa il risultato dell'estate e nel medio periodo, cioè garantire esperienze nuove", ribadisce Corso.
Quanto al periodo di lockdown si è cercato "di assecondare le varie fasi, dopo lo shock iniziale, che si è verificato quando gli impianti sciistici e la stagione invernale erano nel pieno, abbiamo supportato gli operatori e l'Apt, che ha una forma giuridica cooperativa con oltre 400 soci del mondo turistico e non solo, anche dell'indotto, è diventata punto di riferimento per la località per tutte le dinamiche logistiche e le criticità".

Un nuovo mercato

Dalla montagna al mare, arrivando alla Costa d'Amalfi per capire a che punto è. La mossa fatta è stata quella di doversi riorganizzare su un nuovo tipo di mercato, cioè quello di prossimità, in quanto, come spiega Andrea Ferraioli, presidente Distretto Turistico Costa d'Amalfi Rete Costa d’Amalfi, "la destinazione ha subito molto l'assenza del turismo straniero". Basti dire che per la Costiera quest'ultimo ha un peso dell'85% "e il Nord America è quasi la metà". Sul fronte delle strutture ora "la maggior parte degli alberghi di categoria inferiore ha riaperto, con una riduzione del tipo di servizio, essendo molto orientati a quello americano e con un tentativo di reinterpretare l'offerta turistica". Adesso riaprono anche i 5 stelle lusso.

Dal balneare alle aree interne

Internazionalizzazione dei flussi è questa la strategia portata avanti con successo dalla Regione Puglia in questi anni. La regione viene da un 2019 che era stato ottimo, "con un trend in costante crescita su Paesi quali Stati Uniti, Cina, Australia, Sudest asiatico. Il 28% della domanda è turismo straniero, quota relativamente bassa, lo stesso valore in Italia è del 50%, ma ora è positivo perchè possiamo sperare di riprendere la domanda interna e nazionale da luglio", asserisce Mara Maggiore, Osservatorio e Destination Audit - Agenzia Regionale Puglia Promozione. Molto dipende anche dal rapporto che le compagnie aeree instaureranno con la Puglia in termini di ripresa di tutti i collegamenti. Il 2019 ha visto oltre 4mln di arrivi e 15 mln di notti di presenza, i mesi di lockdown hanno eroso il 25% della domanda annua in quanto "le attività (a seguito della pandemia, ndr) hanno chiuso da marzo a giugno, le prenotazioni riprendono, ma lentamente come l'apertura di stabilimenti balneari e strutture ricettive", osserva la manager. Sul fronte dei trend c'è un ritorno alle case vacanza private, uno spostamente da aree a vocazione balneare ad aree interne.
Durante il lockdown è stato fatto un questionario agli operatori da cui è emerso che "solo il 4% degli 800 intervistati (tra strutture alberghiere ed extralberghiere) ha dichiarato chiusura, la maggior parte sta investendo per migliorare offerta e servizi in attesa di riprendere una regolare attività". L'attesa è che i mesi di luglio e agosto siano positivi, quanto al volume d'affari ai livelli del 2019 si conta di poterci arrivare non prima del 2022, "c'è una rassegnazione per quest'anno che sarà di resistere". 

Il cambio di paradigma

Come sta impostando la ripartenza la Regione Veneto? Stefan Marchioro, Direzione Turismo Regione del Veneto - Progetti territoriali e governance del turismo, non nasconde che si tratta di una "situazione complessa e difficile, avendo una percentuale di turismo straniero consolidato che si aggira sui due terzi dei nostri 21 mln di arrivi e 71 mln di pernottamenti pre-covid. Pertanto per noi l'impatto è molto forte", osserva. A suo dire la situazione va affrontata su un doppio binario. Uno "congiunturale, cioè dare sostegno alla domanda, al sistema di imprese e al mondo del lavoro". Si inserisce in quest'ottica la campagna nazionale che è stata avviata, seppur il manager dichiari un certo scetticismo verso la "rincorsa di tutti sul mercato interno, dal canto nostro ci rivolgiamo anche ai mercati di riferimento del Sud Germania e dell'Austria, i lander di continuità che possono raggiungere il lago e le spiagge in un paio di ore".
Il secondo binario è un "aspetto strategico, bisogna trovare un equilibrio tra la voglia di partire delle imprese e il tener conto di quello che è stato - afferma Marchioro -. Questo fenomeno, assieme ad altri devono far riflettere sulla necessità di un cambio di paradigma economico e turistico, il modello mass market va rivisto, essendo fortemente basato sulla quantità rispetto alla qualità". Il tema dell'overtourism non riguarda solo Venezia, ma "tutto il tema dell'offerta, tutto ciò che avviene sulle piattaforme, ma senza alcuna gestione o presidio da parte delle destinazioni o regioni", salvo alcuni casi virtuosi. A suo dire ci si deve attrezzare e non si deve più "puntare solo sulla leva del prezzo, il che vuol dire organizzare le destinazioni sul digitale", come hanno fatto altri Paesi europei, il che non vuol dire "fare concorrenza alle Ota, ma organizzare a livello di territorio, regione e destinazione l'offerta, poi usare anche i canali di distribuzione. Se, invece lasciamo le Olta libere di organizzare l'offerta e di sostituirsi al ruolo delle destinazioni il rischio di avere solo la leva del prezzo è molto presente".
Secondo Marchioro in alcuni territori "non si può più continuare a crescere in quella misura, ma devono essere usate come hub per le aree interne". Il che vuol dire un turismo orientato sui parchi, i cammini, borghi, turismo verde, i nuovi turismi come il "turismo musicale pensato in modo diverso dai grandi eventi o il turismo letterario". Marchioro lo ribadisce bisogna "ripensare il modello di turismo, i prodotti turistici e sostenere le imprese". A tal proposito la regione ha fatto una scelta precisa, cioè di non dare un contributo a fondo perduto, in accordo con il mondo camerale, ma "di sostenere progetti di sistemi".

La carta dei tematismi

A dar voce al sistema camerale è Silvia Nicolis, delegata Dmo Garda, componente di Giunta CCIAA Verona, che si trova concorde con quanto espresso da Marcoro, i problemi sono simili, vien fatto presente. Nicolis parla di un Lago di Garda con 13,5 mln di presenze, rispetto ai 18 mln complessivi, un lago che, per l'85%, vede flussi internazionali. Da qui la sofferenza per l'assenza dei tedeschi, ma che avranno le ferie a luglio-agosto. Diverso il caso del mercato inglese che "ha pianificato uscite per il 2021".
C'è poi il fenomeno dei fine settimana, osserva Nicolis, con un 50-60% dell'occupazione, "bisogna capire se è legato alle offerte last minute o è un nuovo flusso più luxury di chi pensa di rimanere nel fine settimana in prossimità della propria regione".
Da monitorare è anche il discorso del pricing, che è in calo, "ma se diventa eccessivo crea un fenomeno di competitività". C'è il tema dei campeggi, la cui occupazione "può raggiungere anche il 60%, leggermente più alta rispetto agli hotel, è legato al discorso all'aria aperta".

Le scelte di comunicazione

La comunicazione è al centro delle strategie di Dmo e consorzi, ma con declinazioni differenti a seconda delle esigenze. Nel caso dell'Apt San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi è stata realizzata una sinergia con Trentino Marketing e con gli altri territori, per capire e definire le linee strategiche su come procedere. Ne è scaturita una azione di supporto agli operatori su tutti i fronti, spiega Corso, incentrata su vari aspetti tra cui "la gestione della comunicazione nei confronti degli ospiti fidelizzati, oltre ad aver fatto comprendere l'importanza di come comunicare in quel momento in cui gli ospiti non potevano andare in vacanza".

L'Associazione Distretto Turistico Costa d'Amalfi ha orientato l'attività verso un turismo "più responsabile e sostenibile". L'intenzione è far ripartire il turismo nei prossimi anni, ma non è stata fatta ancora una campagna di promozione ad hoc sull'emergenza Covid. "Ci siamo concentrati più su una strategia e medio e lungo termine sulla possibilità di allungare la stagione. Abbiamo presentato un progetto in merito per restare aperti fino a novembre e dicembre". Dal canto suo la destinazione si presta a progetti green forte anche del contratto di sviluppo con Invitalia, approvato a fine 2019, è ora nella fase di pieno sviluppo, "stiamo lanciando ad esempio un esperimento di mobilità leggera in Costiera", dice Ferraioli. Il che viene visto come una partenza verso una organizzazione green e sostenibile "che potrebbe darci una spinta in più".

Il tema della promozione è stato portato avanti poco "oggi per oggi - dice Nicolis -, il Lago di Garda vive di tante attrazioni ed aveva già le soluzioni. Il nostro territorio ha degli asset consolidati in linea con le esigenze del turismo attuale".
Come scelta fatta il territorio è stato diviso in macro tematiche, rigenerante, buon vivere, slow, food, solo per citarne alcuni, "tematismi che sono ricercati e che abbiamo già come prodotto", sottolinea la manager. Pertanto l'intenzione è di concentrare tutta la comunicazione a venire.
La manager pone, inoltre, l'accento sull'importanza di riservare attenzione alla comunicazione e alla collaborazione di imprese e istituzioni, "mirando a progetti che abbiano una ricaduta di un certo peso e benefici per tutti".

Stefania Vicini

Il video a questo link


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us