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Voucher: quello che le adv devono sapere

15/07/2020 11:08
Camilla Monese, consulente legale Fto, illustra le novità sulla misura introdotta dal governo. Tra cui il fondo per assicurare l'indennizzo, ma si teme già che i 5mln in dotazione siano pochi - di Stefania Vicini

In attesa della conversione in legge del Decreto Rilancio, che arriverà in settimana, Fto ha portato l'attenzione sugli articoli del decreto dedicati alle imprese di viaggi e turismo, tra contributo a fondo perduto, crediti d'imposta, tax credit vacanze e voucher.

In particolare a trattare quest'ultimo aspetto, quello dei voucher, è stata Camilla Monese, consulente legale Fto, durante il webinar che si è tenuto ieri. Modifica alla disciplina dei voucher, questo il tema trattato, aspetti pratici, suggerimenti e consigli per le adv in merito all'uso di questo strumento, "una misura importante per le imprese - osserva Monese -, poco amata dal cliente e che vede ancora molta confusione", constata. Quello di cui stiamo parlando è l'ormai famoso 88 bis del Cura Italia

Cosa è successo

Prima di affrontare l'oggi, Monese fa un passo indietro su ciò che è avvenuto nelle scorse settimane. Obiettivo dare alle adv strumenti chiari e argomentazioni per poter dissipare eventuali dubbi dei clienti e dare le risposte giuste alle loro domande. In particolare vuole fare chiarezza su alcuni temi caldi che si sono susseguiti in questo periodo, che possono essere oggetto di discussione come le due raccomandazioni da parte della Commissione Ue del 13 maggio. Più le due lettere di messa in mora (procedura di infrazione).

Le raccomandazioni

Nel primo caso è stato "emesso un pacchetto di raccomandazioni da parte della Commissione Ue per l'Italia ed altri undici Paesi membri". Il tema è la possibilità di prevedere il voucher quale alternativa al rimborso monetario. Monese ricorda che il Codice del turismo "prevede il rimborso e non il voucher, ma l'eccezionalità della situazione ha spinto il governo a prevedere questa misura, che invece non lo è nella Direttiva pacchetti". Da qui si sono susseguiti altri step, tra cui il fatto che la scelta (tra voucher e rimborso) spettasse al viaggiatore e che il voucher dovesse essere rimborsabile, La raccomandazione è stata inviata agli Stati e non alle imprese.

Le procedure di infrazione

Il 2 luglio c'è stata la lettera di messa in mora. Cosa vuol dire? Che si tratta di una procedura di infrazione, "è un procedimento giurisdizionale vero e proprio. In una prima fase è pre-contenzioso, ora i 12 Stati hanno tempo 60 giorni per presentare le proprie osservazioni". Sostanzialmente una procedura è relativa alla "non corretta applicazione del reg.261/2004 che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, cancellazione del volo, o ritardo prolungato". E' quella più conosciuta come la Carta dei diritti del passeggero. 
La seconda procedura riguarda la violazione della direttiva sui pacchetti turistici. "Violazione dell'art. 124 della direttiva 2302 relativa ai pacchetti e servizi turistici collegati". Monese riconosce che il termine infrazione può spaventare, ma per placare gli animi ricorda che "ci sono 91 procedure di infrazione a carico dell'Italia". 

La segnalazione dell'Agcm

A tutto ciò è seguita la segnalazione dell'Agcm. "Dopo l'entrata in vigore dell'88 bis, il garante interviene ufficialmente sul tema voucher. L'art. 88 bis si pone per loro in contrasto con la normativa Ue che prevede il diritto di ottenere il rimborso - spiega Monese -. Inoltre, vien detto che il voucher dovrebbe avere certe caratteristiche, tra cui una copertura assicurativa e il diritto al rimborso in denaro". Al Parlamento e al governo il compito se modificare la legge in vigore. Ciò che abbiamo visto è che "a fine maggio alcuni t.o. per diversi motivi hanno iniziato a dire che i voucher emessi sarebbero stati rimborsati se non utilizzati".

Cambiano alcune caratteristiche

Cosa è successo dopo? "La relazione illustrativa alle nuove regole ha tenuto in considerazione le indicazioni del garante, cambiano alcune caratteristiche dei voucher". Cosa è stato modificato? Monese lo spiega subito, intanto è stata "estesa la validità a 18 mesi", ma sono stati previsti anche "il rimborso per programmi internazionali di mobilità studentesca degli studenti del quarto anno della scuola secondaria di secondo grado. E' stata prevista la rimborsabilità del voucher non utilizzato e l'istituzione di un fondo per assicurare l'indennizzo dei consumatori titolari di voucher non rimborsati a causa dell'insolvenza o del fallimento dll'operatore turistico o del vettore". 

Monese entra nel merito dei temi e sottolinea che i 18 mesi di validità sono "per tutti i voucher, anche per quelli già emessi (norma retroattiva), il passaggio dai 12 ai 18 mesi era stato preannunciato già come modifica. Il voucher può essere utilizzato anche per servizi resi da un altro operatore dello stesso gruppo societario. E può essere utilizzato anche per la fruizione di servizi successivi al termine di validità, per prenotazioni entro il 31 luglio". Data importante da non dimenticare.

Nel caso dei viaggi d'istruzione, comma 8 art. 88 bis, Monese spiega che "si estende l'obbbligo di rimborso per i soggiorni studio degli studenti del quarto anno della scuola secondaria di secondo grado nell'ambito dei programmi internazionali di mobilità studentesca previsti per gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021". Monese fa notare che "la norma non fa riferimento ai programmi europei di mobilità studentesca", rendendosi perfettamente conto di cosa possa "significare per le adv specializzate in questo prodotto". 

La modifica al comma 11

Tra le novità è stato modificato il comma 11 - art. 88 bis. Per aiutare le adv si fa presente che le modifiche apportate sono la dicitura iniziale, cioè "nei casi previsti dai commi da 1 a 7", inoltre, si "definisce ulteriormente l'ambito di applicazione", infatti viene detto 'in caso di recesso esercitato entro il 31 luglio 2020' e che il voucher deve essere "emesso entro 14 giorni dalla data di esercizio del recesso e valido per 18 mesi dall'emissione".

Nuovo comma 12

C'è un nuovo comma 12, il cui testo dice: "L'emissione dei voucher a seguito di recesso esercitato entro il 31 luglio 2020 non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario. Il voucher può essere emesso e utilizzato anche per servizi resi da un altro operatore appartenente allo stesso gruppo societario. Può essere utilizzato anche per la fruizione di servizi successivi al termine di validità, purché le relative prenotazioni siano state effettuate entro il termine di cui al primo periodo". 

Istituito il fondo

Monese pone l'accento sul comma 12 ter, in quanto è stato istituito il fondo, "ma non si sa ancora come funzionerà, è una norma di previsione - dice -. Devono pertanto essere definiti i criteri e le misure dell'indennizzo entro 180 giorni. L'auspicio è che possa essere un vero strumento che tuteli il consumatore". Quanto alla cifra, 5 mln, osserva che sono "pochi, il timore è che il fondo possa essere insufficiente".
Il testo del comma dice infatti che: "Nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali  e per il turismo è istituito un fondo con dotazione 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per l’indennizzo dei consumatori titolari di voucher emessi ai sensi del presente articolo, non utilizzati alla scadenza di validità e non rimborsati a causa dell’insolvenza o del fallimento dell’operatore turistico o del vettore. L’indennizzo è riconosciuto nel limite della dotazione del fondo di cui al periodo precedente. I criteri e le modalità di attuazione e la misura dell’indennizzo di cui al presente comma sono definiti con regolamento adottato ai sensi dell’art.17c. 3L. 23.08. 1988 n.400 entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, dal Mibact di concerto con il Mef e Mit". 

Stefania Vicini

 


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