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Tui chiude 166 agenzie di viaggio, Fti taglia le divisioni

31/07/2020 09:38
Al posto dei punti fisici, un nuovo team di vendita e assistenza che opererà da casa. Per la società di Monaco, invece, stop delle unità specializzate

Tui ha annunciato che chiuderà 166 agenzie di viaggio nel Regno Unito e in Irlanda. La mossa lascerà la rete di vendita al dettaglio dell’azienda a quota 350 negozi. Le agenzie che Tui propone di chiudere sono state selezionate dopo aver considerato i dati del mercato locale, le tendenze dei consumatori e le previsioni sul futuro dei viaggi.

Il gigante dei viaggi ha affermato che creerà un nuovo team di vendita e assistenza che opererà da casa: il 70% dei 900 ruoli interessati verrà trasferito in questo team. L’ubicazione dei negozi che stanno chiudendo devono ancora essere confermate.
A maggio, Tui Group ha annunciato che avrebbe ridotto i costi generali a livello globale del 30%, con circa 8.000 ruoli interessati e che avrebbe proseguito con il suo programma di digitalizzazione, a seguito della pandemia Covid-19.

Tui ha dichiarato di aver effettuato un check dei comportamenti di prenotazione dei clienti nel Regno Unito, prima di decidere di chiudere i 166 punti vendita nel Regno Unito e in Irlanda. Andrew Flintham, managing director di Tui Uk e Irlanda, ha dichiarato: “Vogliamo essere nella posizione migliore per fornire un eccellente servizio clienti, sia in un punto vendita, al telefono o online, e continueremo a mettere il cliente al centro di ciò che facciamo. I comportamenti dei clienti sono già cambiati negli ultimi anni, con il 70% di tutte le prenotazioni Tui nel Regno Unito effettuate online. Riteniamo che il Covid-19 abbia solo accelerato questo cambiamento nelle abitudini di acquisto, con persone che desiderano comprare online o desiderano parlare con esperti di viaggio comodamente da casa propria. Abbiamo consulenti di viaggio di livello mondiale in Tui, quindi speriamo che molti di loro diventino lavoratori a casa e continuino a offrire il servizio personalizzato".

Il sindacato Tssa, che rappresenta il personale del settore dei viaggi, ha ribadito le sue richieste di sostegno del governo in risposta alle notizie.

Intanto il gruppo Fti fa tagli di ampia portata e chiude unità specializzate. La società di Monaco, che è cresciuta e si è ampliata rapidamente negli ultimi anni, mira a ridurre i costi del personale del 20% e taglierà i posti di lavoro in tutte le aree. Inoltre, chiuderà lo specialista delle vacanze linguistiche Lal Sprachreisen, la piccola impresa Fti Cruises (con la sua sola nave, The Berlin), il portale di vendita di voli Fly.de e il call center Touristic 24.

Il gruppo Fti è il terzo tour operator in Europa (dietro le altre società tedesche Tui e Der Touristik) e ha registrato ricavi per 4,2 miliardi di euro l'anno scorso. Da aprile, la società è di proprietà per la maggioranza dell’albergatore egiziano Samih Sawiris, con il fondatore e ceo Dietmar Gunz che mantiene una quota di minoranza. Fti ha ottenuto supporto finanziario per 12 mesi e garanzie da parte del governo federale e delle autorità bavaresi.
Tuttavia, Fti ha ora avviato un'importante ristrutturazione per ridurre i costi del 20% in risposta al crollo dei ricavi di quest'anno. A seguito di un esame approfondito di tutte le operazioni del gruppo, il management ha deciso di semplificare il portafoglio chiudendo le attività specialistiche alla fine dell'esercizio a ottobre. Inoltre, ci saranno perdite di posti di lavoro in tutte le altre attività del gruppo.

L'intero gruppo Fti, inclusa la filiale di destination management Meeting Point International e diverse catene alberghiere, impiega circa 13.000 persone in oltre 20 Paesi. Oltre al core business in Germania, Fti è anche attiva come tour operator in Austria, Svizzera, Francia e Paesi Bassi.
Gunz ha spiegato: "Poiché ora dobbiamo fare i conti con il fatto che l'intero settore si normalizzerà molto lentamente, una ristrutturazione combinata con la decisione di semplificare la nostra azienda - che finora abbiamo cercato di evitare con tutte le nostre forze - è purtroppo inevitabile. Questo piano a lungo termine ci porterà nuova agilità e quindi aprirà la strada a un futuro sicuro per il gruppo".
Il ceo ha sottolineato l'onere finanziario derivante dai rimborsi per le vacanze cancellate, l'impatto del divieto di viaggio per la maggior parte delle destinazioni di vacanza e una "insicurezza generale" tra i consumatori che ha avuto un impatto negativo sulle prenotazioni.
 


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