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Turismo 2020: in Italia vince la cautela. Calano arrivi e partenze

04/08/2020 12:48
Chi viaggia, lo fa in macchina e sottoscrivendo un’assicurazione

Il turismo estivo del 2020 in Italia è caratterizzato dalla cautela, e ci sono buone probabilità che questo trend proseguirà anche per la prossima stagione invernale. In calo arrivi e partenze, ma circa il 61% degli italiani non rinuncerà alla vacanza, che, però, avrà caratteristiche diverse dagli altri anni. Chi viaggia, lo fa in Italia spostandosi con la propria auto, cercando di essere previdente e tutelandosi con apposite assicurazioni di viaggio. Chi può, sceglie la seconda casa, propria o di amici e parenti.

Secondo i dati di Semrush, piattaforma di Saas per la gestione della visibilità online, che ha analizzato le ricerche web degli tenti in Italia, nel 2020 l’item “assicurazione viaggio online” ha avuto un incremento di digitazioni del 195%. Cresce anche la ricerca specifica relativa alla possibilità di cancellare il viaggio senza perdere i soldi, in aumento del 43%. Calano, invece, le ricerche relative a viaggi all’estero, in particolare verso gli Stati Uniti d’America, per i quali, anche negli anni passati, la maggior parte dei viaggiatori era solita sottoscrivere polizze sanitarie. Quest’anno, invece, si registra un calo di interesse del 67% per queste mete, e del 66% per la ricerca più generica “assicurazione viaggio estero”.

Quest'anno per gli spostamenti si predilige l’auto di proprietà. Treno e aereo, infatti, continuano ad essere visti come possibili luoghi di contagio, nonostante le compagnie assicurino di aver adottato tutte le misure necessarie. In Italia, inoltre, ci sono 5,5 milioni di seconde case (il 17,2% del totale) mappate dall’Agenzia delle Entrate, molte delle quali in località turistiche. Ed è proprio presso queste case che moltissimi italiani trascorreranno le vacanze estive, alcuni per questioni economiche, altri per paura che il virus sia ancora in circolazione in misura significativa e vogliono evitare contatti con estranei.

Non sorprende, dunque, il calo del traffico anche per i siti di ricerca di voli e hotel o altre strutture ricettive, anche se con percentuali molto diverse tra loro. Trivago.com, B&B e case vacanze perde circa il 71%, Expedia.com il 39%, mentre Booking.com il 23%. Sostanzialmente invariati i dati per Skyscanner.it, comparatore di voli, che perde il 4%, e per Lastminute.com, per viaggi prenotati all’ultimo minuto, che registra un lieve calo di poco meno del 3%.

Molti portali in questa situazione decidono di “giocare in difesa”, con l’unico obiettivo di limitare le perdite. Nel 2020 si registra una notevole diminuzione della spesa per la pubblicità online, ridotta in media di oltre il 43%. Questa, però, potrebbe rivelarsi una strategia sbagliata, rischiando di far perdere all’azienda visibilità, credibilità e somme importanti.

Dallo studio sui siti web di aziende che operano nel turismo realizzato da Marketing01, emerge, infatti, che questo potrebbe essere il momento migliore per avviare delle strategie di comunicazione online. La presenza in rete degli utenti è cresciuta del 130% rispetto al 2019, questo vuol dire che è potenzialmente più semplice intercettare nuovi clienti potenziali.

I siti web di hotel e strutture ricettive che hanno attuato un piano di web marketing adeguato, infatti, non hanno perso traffico sulle proprie pagine ed hanno avuto una riduzione delle prenotazioni in media del 24%, un tasso decisamente inferiore rispetto agli altri. Gli strumenti di promozione più utilizzati da chi fa comunicazione online post lockdown sono principalmente Google Ads (59%), seguito dalla gestione professionale degli account social (36%), e l’organizzazione dei testi in ottica Seo (29%).

Le regioni italiane che fanno maggior uso di campagne di web marketing sono Toscana, Lombardia e Lazio, in cui una buona percentuale di imprenditori (circa il 68%) ha avviato campagne in vista della stagione estiva. Negli ultimi tre mesi, però, anche Puglia, Umbria e Sardegna hanno implementato e migliorato la propria presenza in rete, sia a livello di singoli imprenditori, sia da parte delle amministrazioni locali.
 


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