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Birondi, Settemari: “Bisogna agire, l'immobilità uccide”

15/09/2020 09:20
Secondo l’a.d. “non si può aspettare che le cose si sistemino, che si compiano eventi politici o accordi bilaterali, un po’ di rischio calcolato ci vuole”. Finita l’era del catalogo autoreferenziale – di Laura Dominici

Ci sono dei termini che appartengono al passato, che occorre conservare nella memoria ma sapendo di dover attualizzare ogni giorno il loro significato e, di conseguenza, il proprio lavoro. A questa sfera appartiene il compito della programmazione per un tour operator. Ne parliamo con Ezio Birondi, amministratore delegato di Settemari: “Oggi si tratta di reinventare vari scenari, come se dovessimo cucinare senza conoscere la materia prima e i commensali”.

Il problema vero, quello che frena la ripartenza, secondo il manager è la situazione fumosa che viviamo “il fatto che tutto sia indefinito”. Uno degli scenari pensati per l’azienda vede, quindi, l’apertura delle vendite per l’inverno dal 20 dicembre, “con una programmazione realistica, certo, ma sapendo che ad oggi anche le destinazioni che hanno problemi di quarantena sono in vendita. Il più grande errore – sottolinea Birondi – è quello di aspettare che le cose si rimettano a posto. Anche se non possiamo fare le leggi, o pretendere che le situazioni giochino a nostro favore, non possiamo restare inerti, aspettando eventi politici, accordi bilaterali o segnali dall’Oms. In quel caso saremmo finiti”.

I clienti vogliono partire

Lo ripete più volte: “Ciò che uccide è l’immobilità. Oggi ci sono i clienti interessati a partire, pratiche prenotate a febbraio e disposti a viaggiare a ottobre e novembre”. Anche per il mare Italia nei mesi estivi gli operatori hanno dovuto accollarsi “un po’ di rischio calcolato” e il manager fa accenno ad un 10-15% di clientela del 2019, per dire che “si deve ripartire da loro”.

Almeno un paio gli scenari disegnati da Birondi: “Il più pessimistico è quello di aspettare l’estate prossima e calcolare un anno di crisi per riprendere a marzo e aprile con mare Italia e Mediterraneo, una fotografia come quella di quest’anno ma amplificata”, commenta, mentre l’altro scenario più positivo, (e sul quale sta lavorando, ndr) è quello di una programmazione fatta anche di novità, accompagnate da un operativo voli come il prodotto Senegal, effettuato con volo Blue Panorama bisettimanale da Bergamo, un focus sull’East Africa, con Kenya, Zanzibar e due nuovi prodotti. “Una  mossa concreta per indurre la domanda”, sostiene.

La questione commerciale

Sul pricing l’iniziativa del “prezzo finito” prosegue ormai da tre anni ed è riconfermata. Tasto dolente quello del tema commerciale con il trade: “Abbiamo ipotizzato due o tre scenari su ottobre come approccio alle agenzie, dipenderanno da come si evolvono le attività. In questo momento manca una diagnosi oggettiva sullo stato delle adv”. E’ fondamentale, a suo avviso, sapere quante hanno chiuso, quante non apriranno, o apriranno tra 4 mesi, per questo è in atto un lavoro di inventario interno. “Servirà per capire quale sarà la prognosi dei nostri clienti-adv”, aggiunge.

Il catalogo virtuale

Il catalogo virtuale, appena uscito, prende spunto dallo storytelling, e rappresenta un transito verso un’evoluzione non più rimandabile. “In questo momento il catalogo cartaceo è un controsenso di logica – spiega – ma questa scelta rappresenta anche un tentativo per capire se potrà esserci un passaggio definitivo. Io lo credo abbastanza e trovo che l’aspetto cartaceo e autoreferenziale sia ormai finito. Chi vende è il cliente, insieme alla figura dell’assistente, che del prodotto è stato finora l’anello debole, mentre per noi in termini di engagement ha una funzione incredibile”. Un’operazione che amplifica anche il discorso della trasparenza, non più soltanto verso le adv ma verso il consumatore.

Laura Dominici


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