EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

Casa Martini aperta per visite, un tuffo nel mondo dei cocktail

21/09/2020 10:20
Proposto un percorso immersivo per conoscere la storia dell’azienda, fino al tasting degli aperitivi più famosi - di Laura Dominici

Dal 1993 fa ormai parte del Gruppo Bacardi, ma Martini ha mantenuto, nello stabilimento di Pessione ad una trentina km da Torino, il valore delle sue origini che la videro lanciare sul mercato il primo vermouth, il Martini Rosso, nel lontano 1863 e l’anno successivo trasferire lo stabilimento in un antico complesso rurale dotato di ampie e fresche cantine. Il legame è rimasto, tanto è vero che nel sito di 160mila mq dove lavorano attualmente 350 dipendenti “molti di loro rappresentano la quarta generazione delle famiglie che hanno iniziato a lavorare con noi”, spiega Giorgio Castagnotti, plant director. Un’azienda che ha fatto di passato-presente-futuro il proprio modus operandi e che ora distribuisce in oltre 100 Paesi nel mondo liquori e spumanti prodotti proprio qui per circa 200 milioni di bottiglie in un anno.

Un nuovo volto

Un luogo che conserva una memoria storica per un brand riconosciuto come uno degli ambasciatori del made in Italy nel mondo. Oggi Casa Martini si presenta con un volto nuovo, dando la possibilità al visitatore di scoprire non solo la storia del brand, ma anche il processo di selezione e lavorazione dei diversi ingredienti, dalle erbe aromatiche ai vini fino ai delicati passaggi che segue il master blender, l’enologo che crea i diversi prodotti.

Discovery Tour, Cocktail Experience, Vermouth Class e l’Ultimate Experience rappresentano i diversi livelli di esperienza prenotabili direttamente sul sito della società.

“Abbiamo voluto rinnovare ed ampliare il percorso di visita per dare la possibilità agli appassionati di scoprire cosa si celi dietro le quinte: ingredienti e piccoli segreti di produzione di una storia ricca di aneddoti, visione imprenditoriale e innovazione – afferma Marco Budano, general manager di Casa Martini –. Il nuovo tour prevede infatti una vera e propria esperienza immersiva che conduce passo dopo passo il visitatore in un viaggio emozionante all’origine dell’aperitivo italiano”. L’obiettivo è fare in modo che Casa Martini diventi meta di tutti coloro che amano il bere di qualità e desiderano scoprire un marchio diventato icona del made in Italy, ma che rappresenta anche innovazione e attenzione ai nuovi trend”.

Prima di accedere alle aree dello stabilimento, il visitatore può conoscere più a fondo i passaggi della produzione del vino aromatizzato. La visita prosegue con la Mondo Martini Gallery, che mette in mostra l’evoluzione storica della società, in un racconto che si fonde con le vicende economiche e politiche d’Italia.

A questo punto si giunge alla grande novità del Discovery Tour: si aprono le porte dello stabilimento più grande per capacità produttiva di tutto il Gruppo Bacardi. Spazio infine al gusto: nella Tasting Room, dove l’ospite viene guidato nell’assaggio e nell’analisi sensoriale di tre differenti prodotti, prima di terminare il percorso con un Fiero & Tonic nel Martini Bar. Per i più curiosi, il biglietto include una visita complementare al museo di storia dell’enologia: inaugurato nel 1961, racconta oltre 2600 anni di storia del vino. Nello shop, articoli da collezione e alcuni prodotti esclusivi introvabili sul mercato.

Attualmente le visite allo stabilimento sono circa 30mila l’anno, ma l’obiettivo è di contarne 50mila nei prossimi due anni.

Il concept della Terrazza Martini, che da sempre accoglie a Milano ospiti internazionali e vip, viene così declinato nella sede dello stabilimento, che ora si apre all’organizzazione di eventi e visite, da abbinare anche alla conoscenza del territorio circostante.

L’azienda, tra l’altro, è da tempo attenta alle regole legate alla sostenibilità, che ha applicato nella viticoltura integrata, che preserva l’equilibrio di ciò che viene coltivato nei microclimi astigiani. Anche nel packaging la scelta è caduta su soluzioni sostenibili e le bottiglie sono state alleggerite di 50 grammi di vetro per ogni contenitore. Il centro operativo è anche promotore dell’uso di imballaggi a basso impatto. Infine,  la tecnica Chp (Combined Heat & Power) in uso a Pessione assicura la capacità di autoprodurre energia termica ed elettrica in modo efficiente per coprire parzialmente la domanda energetica dello stabilimento.

Laura Dominici


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us