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Mice: un gemellaggio Italia-Abu Dhabi per una vision comune

24/09/2020 11:36
L’ibrido è una grossa sfida, insieme al comunicare sicurezza ai partecipanti, ma il fattore umano non potrà mai essere scalfito dalla tecnologia - di Nicoletta Somma e Stefania Vicini

La pandemia ha accelerato problematiche già esistenti nel comparto? Il fare squadra si è reso necessario proprio per il momento drammatico di cui tutti siamo stati testimoni? Cosa manca per consolidarsi come meeting industry? E il futuro sarà ibrido? Sono queste alcune delle domande emerse nel corso del quindicesimo appuntamento di e-MARTEDIturismo di Guida Viaggi, dal titolo "Il futuro del Mice passa da Abu Dhabi", promosso in collaborazione con ADCEB (Abu Dhabi Convention & Exhibition Bureau) con la presenza di Dora Paradies, country manager DCT Abu Dhabi Italy

C'è voglia di ripartire

"Credo che la pandemia abbia tirato fuori il peggio che sottostà al nostro sistema - osserva Giulio Ferratini, vicepresidente Federcongressi&Eventi -. Dai primi confronti ci siamo resi conto che i problemi di sotto capitalizzazione, frammentazione, blocco delle entrate, cambio generazionale, stanno esplodendo, a tutto ciò si uniscono i debiti". A detta del manager "i più forti restano sul mercato, ma non è detto che siano i più grandi. Aziende che non sono in grado di performare difficilmente supereranno la crisi". Pertanto si deve ragionare "non sul cassetto, ma sugli indici di valore dei bilanci". Da qui il lavoro che Federcongressi&Eventi sta portando avanti con l'Università Cattolica per individuare gli indici aziendali al di sotto dei quali non si può andare, "ma sono operazioni lunghe e qui il fattore tempo è essenziale, il tempo ucciderà i più deboli", ammonisce il manager. 
Concorda con tale pensiero Stefano Fiori, vice presidente Federturismo, presidente Convention Bureau Roma e Lazio, che usa espressioni altrettanto efficaci per disegnare la situazione attuale: "Siamo in uno tsunami non ancora finito, le nostre aziende grandi e piccole si devono rafforzare", asserisce. Da qui la necessità di "lavorare per dare visibilità e avere un rapporto con le istituzioni, così come lavorare sui turismi migliori". In tutto ciò rivestono particolare importanza i dati e gli osservatori sostiene Fiori, constatando che "sui dati dobbiamo tutti lavorare, c'è grande dispersione e invece vanno messi insieme per avere una visione". Resta fondamentale la formazione, le previsioni non si possono fare, ma "c'è voglia di viaggiare, di fare incentive, networking, appena sarà passato il momento buio ci sarà un rimbalzo, c'è una gran voglia di ripartire".

Il fattore umano

Dobbiamo avere ancora un po’ di coraggio – afferma Maddalena Milone, presidente Mpi Italia Chapter – e non abbandonare la partita. Se vogliamo dare un senso al ‘fare sistema’ non dobbiamo mollare, ma valorizzare il ruolo che abbiamo conquistato, ripensare la formazione e gli eventi. L’ibrido è una grossa sfida, insieme al comunicare sicurezza ai partecipanti. Di certo il fattore umano non potrà mai essere scalfito dalla tecnologia”.

Può, dunque, quest’ultimo essere un fattore caratterizzante per diventare una industry? “Il valore umano è uno degli elementi importanti per la rinascita”, sostiene Daniela Oddo, presidente Site Italy Chapter. Un contatto umano che “si riversa nell’emozionalità”. Vero è che “nessuno pensa a noi come industry, dobbiamo puntare i piedi per avere questo riconoscimento, ma anche essere consci per primi della propria professionalità. Non è il momento di fermarsi – sottolinea Oddo -, ma di trovare un’identità comune”.

“Ci sono protocolli di sicurezza da tenere presente – commenta Marco Quagliarella, director of international operations di Aim Group – ed è necessario selezionare fornitori che siano in grado di rispettarli”. Ma al di là di questi protocolli, “nell’organizzazione di un evento bisogna raggiungere il massimo coinvolgimento delle persone. Non sarà più come prima, è vero, ma sarà più importante ridare identità culturale alle nostre aziende”.

Il patrimonio culturale

Cambio di mentalità, sfide, protocolli di sicurezza, un settore che deve essere sistemico e l'aspetto umano e culturale, sono un po' questi gli elementi emersi su cui porre attenzione, ma anche la "voglia di fare", sottolinea Dora Paradiescountry manager DCT Abu Dhabi Italy. La manager pone l'accento sull'importanza del "lavorare assieme e del mettere assieme i vari attori. Sono tutti elementi che possono contribuire ad una crescita". Da qui il lancio di una idea, di una proposta: "Un gemellaggio Italia-Abu Dhabi per pensare a generare una visione assieme", dice Paradies. Concretamente si lancia la proposta di creare un appuntamento nel prossimo futuro per "vedere dove stiamo andando".

Nicoletta Somma e Stefania Vicini

L'e-MARTEDIturismo si può ascoltare a questo link


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