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Destination Italia lavora al 2021

13/10/2020 08:33
Le nuove esigenze spingono verso "un prodotto più individuale e meno di gruppo, verso località meno di massa”. Tendenza che la Dmc cavalcherà con un'offerta che vede nuove linee di prodotto e più mete - di Stefania Vicini

"I turisti torneranno in Italia”. Non ha dubbi in merito Nicola Gasperini, ceo Destination Italia. ciò che è difficile è stabilire il quando, “prima devono cadere i vincoli”, osserva il manager, però “noi stiamo lavorando al 2021” e non mancano i segnali che la voglia di viaggiare ci sia. Prova ne è il fatto che i “clienti hanno anticipato le richieste della programmazione 2021 a significare che vogliono partire il prima possibile. Le prenotazioni per il prossimo anno stanno arrivando per il periodo della primavera in avanti, in maniera interessante”.

Le accelerazioni

Il trascorso di questi mesi ha portato a un cambiamento improvviso del turismo tra "cancellazioni, azzeramento delle prenotazioni e dei turisti stranieri, che durerà ancora per alcuni mesi”, osserva il ceo. Come prima reazione è stato necessario “adattare l’attività e la struttura alla nuova realtà”. La pandemia ha costretto “ad accelerare verso trend che erano già in atto”. Uno di questi è la digitalizzazione. “Si è capito quanto sia importante, permette di lavorare e di ampliare le opportunità”. L’investimento che Destination Italia ha fatto sulla nuova piattaforma ha permesso di essere connessi in Xml, avendo così “un flusso di prenotazioni anche se piccolo, nonostante la chiusura dei mercati internazionali, oltre ad avere un’organizzazione più smart e flessibile”.

Quanto ai mercati stranieri, fermo restando che per la Dmc quelli di riferimento sono quelli più lontani, “un po’ di clientela europea si è mossa”. L'estate ha visto una domanda dal segmento lusso dalla Russia e da diversi t.o. europei che non hanno l'Italia in portfolio, essendo tradizionalmente specializzati nel lungo raggio. Il manager parla di bacini quali Uk, Spagna, Francia, Germania, di alcuni Paesi dell’Est europeo come la Polonia e di Paesi nordici e baltici.
Quanto alla possibilità di allungare la stagione, fa ben comprendere che si parla di “stagione ritardata, i flussi sono arrivati a fine agosto, primi di settembre. Per i prossimi mesi non abbiamo aspettative particolari a fronte dei vari vincoli per i Paesi più lontani.

Nuove esigenze e nuovi prodotti

In tutto ciò sono emerse nuove esigenze, in termini di sicurezza sanitaria, il che ha spinto verso "un prodotto più individuale e meno di gruppo, verso località meno di massa”. Tendenza che la Dmc cavalcherà per il 2021. La risposta è un'offerta ancora più “su misura” con nuove linee di prodotto (minivan, treno, self drive), più mete (Piemonte, Dolomiti, borghi in tutta Italia), più esperienze (wine & food, arte, active tourism, romantic experience).
Il manager entra nello specifico ed afferma: “Avremo nuovi prodotti, tra self drive, in treno per il mercato di lingua inglese, spagnola e russa”. Si tratta di pacchetti individuali e di piccoli gruppi in minivan. E’ stato mantenuto il prodotto di tour di gruppo da 20-25-30 persone in lingua inglese, nel Sud Italia, “un must per diversi mercati – sottolinea il manager -, abbiamo ridotto le date di partenza per il 2021, inutile in questo momento avere una capillarità così ampia”.
Sono stati introdotti nuovi prodotti, come gli small group, in minivan da 5-8 persone, sono tour con driver in diverse lingue per chi desidera fare percorsi differenti dallo standard. “Più tour self drive e fly & drive per chi ama un prodotto semi-libero o con il treno alla volta di una Italia più classica o in borghi minori”. Se la Dmc coglie l’occasione di proporre mete meno battute in passato, è convinta che l'Italia classica resterà "il pilastro dell'offerta". Il tutto senza perdere di vista la sicurezza, infatti Destination Italia ha adottato i protocolli necessari che le hanno permesso di ottenere il riconoscimento internazionale Safe Travel del Wttc, il “bollino verde” è ora presente in tutti i materiali di comunicazione. 

Nuove tendenze

Alla domanda se alcune forme di turismo attuali si trasformeranno in tendenze future, il manager risponde con un esempio: “L’elastico che viene tirato torna indietro, ma mai nella posizione iniziale”. Cosa vuol dire? Che quando l’emergenza sarà finita le soluzioni presentate oggi “resteranno sul mercato, ma saranno i clienti a decidere se aumenterà la tendenza a viaggiare individualmente piuttosto che in gruppo, se si trovano i corretti equilibri economici questo tipo di richiesta rimarrà in futuro. Molte delle cose che siamo costretti a fare oggi rimarranno in futuro”, così come la ricerca di location "diverse dai prodotti più classici".
Per esempio un tema forte è quello dello smart working, che a suo dire "rimarrà in modo significativo e importante". Guardando avanti nel modus operandi delle aziende il manager vede "molto probabile che non si tornerà a lavorare 5 giorni su 5 per otto ore tutti quanti, questa modalità porterà molte aziende a mantenere dei progetti di smart working. Ci sarà una modalità di lavorare assieme che sarà diversa, ma migliore". Un progetto su cui la Dmc stava già lavorando, "sfruttando gli sviluppi tecnologici digitali e della nuova piattaforma già lanciata in precedenza, si è dimostrata centrale per consentire la totale operatività del nostro staff e quella dei nostri clienti”.

Stefania Vicini


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