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Commerciali turismo: un censimento per combattere il "vuoto normativo"

26/11/2020 09:33
Cti lavora da mesi per ottenere un codice Ateco dedicato fondamentale per poter avere gli aiuti destinati al turismo per l’emergenza Covid

Arriva una nuova sensibilizzazione verso la figura dei commerciali del turismo. Questa volta a scendere in campo è C.T.I. – Associazione Commerciali Turismo Italia, per ottenere un codice Ateco dedicato, tema di cui si sta sempre più parlando in questo periodo, fondamentale per poter avere gli aiuti destinati al turismo per l’emergenza Covid. Tra le categorie più colpite dalla crisi a seguito della pandemia ci sono, infatti, anche i commerciali o promotori del turismo, quella figura professionale che fornisce - sottolinea la nota associativa - alla filiera uno snodo di dialogo e collaborazione tra la rete distributiva e i fornitori di servizi in tutti i segmenti di mercato.

Cti è nata nel 2017. Al momento sta svolgendo un censimento dei colleghi in tutta l’Italia, un passo altrettanto importante per dare voce e supporto a una categoria frammentata sul territorio e finora ignorata dalla politica.

“Tra il 2017 e il 2019, in condizioni di normalità, abbiamo attivato un percorso di riconoscimento della nostra figura professionale - afferma Antonio Sorice, vice presidente di Cti -. Stimiamo che i nostri iscritti (460, ndr) siano circa un terzo del totale dei colleghi”. Il percorso ora accelera sotto la pressione dell’emergenza Covid: “Abbiamo bisogno di dati precisi e aggiornati sulla nostra professione – aggiunge – per renderci visibili e credibili presso le istituzioni. Il primo obiettivo è un codice Ateco dedicato alla nostra professione, e inserito tra i codici destinatari di fondi e sussidi destinati al turismo, compresi i 400 milioni in più arrivati con il decreto ristori”.

Il vuoto normativo

All’origine del problema, a qunto si apprende, c’è l’assetto contrattuale applicato dalle imprese al rapporto con i loro commerciali, in parte dipendenti assunti con regolare contratto; in parte mono-mandatari a Partita Iva (sia individuali sia società) iscritti ad Enasarco o Partita Iva Consulenti; altri con contratto per pluri mandatari a Partita Iva (sia individuali sia società iscritti ad Enasarco o Partita Iva Consulenti).

“Neppure mono e plurimandatari hanno un unico codice Ateco – spiega Sorice – ne abbiamo contati almeno 7 diversi, assegnati dai commercialisti di fronte al vuoto normativo. Così un commerciale con 30 anni di esperienza nel turismo con il proprio codice Ateco potrebbe vendere viaggi, profumi e perfino riparare caldaie. Una questione di cui nessuno si è mai preoccupato e che ora invece la crisi trasforma in un problema urgentissimo, visto che il governo distribuisce sussidi al turismo in base ai codici Ateco”.

Da qui l'invito lanciato ai colleghi. Cti lavora da mesi per ottenere un codice Ateco dei Commerciali del Turismo. “L’importante ora – raccomanda Sorice – è che i colleghi commerciali compilino subito la delega alla rappresentanza che Cti sta distribuendo da alcuni mesi, inserendo tutti i dati necessari incluso l’attuale codice Ateco. Si tratta di un vero e proprio censimento, per una categoria che finora ha avuto pochissima consapevolezza di se stessa e del proprio essenziale valore all’interno della filiera. Ancora una volta si dimostra che ogni evento negativo contiene anche grandi opportunità di crescita”.

Il tema è caldo e di attualità, sarà uno dei prossimi argomenti sviluppati sul nostro settimanale Guida Viaggi.


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