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Phocuswright: il completo recupero non prima del 2025

26/11/2020 08:34
I ricavi del mercato turistico europeo raggiungeranno realisticamente solo circa 107 miliardi di euro nel 2020, con un calo di quasi il 60%

I viaggi inizieranno a ri-decollare nel 2021, ma il settore non si riprenderà completamente dall'impatto del Coronavirus prima del 2025: a dirlo uno studio di Phocuswright.

Secondo il senior market analyst di Phocuswright Peter O'Connor con il rilascio dei vaccini una ripresa dei viaggi dovrebbe iniziare nel 2021, ma nel complesso il settore avrà un recupero lento e costante. "In parte il motivo è che le compagnie aeree e molti altri fornitori, inclusi hotel e tour operator, hanno messo a terra aeromobili e licenziato il personale: ci vorrà del tempo per ripristinare questi servizi", ha detto O'Connor, aggiungendo che i consumatori sembrano ancora relativamente resistenti ai viaggi. "Ci vorrà molto tempo prima che un vaccino venga lanciato per coprire la maggior parte della popolazione, anche qui in Europa... Non ci aspettiamo una ripresa completa, ai livelli elevati del 2019, prima del 2025".

Secondo i dati di Phocuswright, il 2019 è stato un anno eccezionale nella maggior parte dei Paesi europei, con una stima del mercato dei viaggi che ha superato i 300 miliardi di euro. Dopo l'arrivo del Covid-19, la società stima che i ricavi del mercato turistico europeo raggiungeranno realisticamente solo circa 107 miliardi di euro nel 2020, con un calo di quasi il 60%. Con una ripresa che dovrebbe iniziare nel 2021, la dimensione del mercato dovrebbe crescere fino a 168 miliardi di euro.

Sebbene i dati sulla ripresa dei viaggi possano sembrare deludenti, O'Connor ha affermato che si prevede che destinazioni mediterranee come Spagna, Italia e Grecia avranno tassi di crescita superiori alla media in quel periodo. "Questo ci dà la speranza che quando ci sarà la ripresa, sarà migliore che mai", ha detto. Più nello specifico, secondo l'analista la ripresa dovrebbe essere più rapida nel settore alberghiero che in molti altri segmenti, guidata dalla domanda da parte dei clienti nazionali e dei mercati europei adiacenti (viaggiatori intraeuropei).

Analizzando i dati, quasi due viaggiatori su tre negli Stati Uniti e nella maggior parte dei principali Paesi europei sottolineano che il viaggio rimane una parte importante del loro stile di vita e vogliono tornare a viverlo prima possibile. Già uno su quattro è pronto a viaggiare sul territorio nazionale o nei Paesi adiacenti, con cifre che crescono a tre su quattro entro sei mesi e nove su dieci entro 12 mesi. O'Connor ha sottolineato che sebbene molti viaggiatori si sentano a proprio agio nel tornare a viaggiare entro un anno, solo una piccola minoranza lo è nel viaggiare a breve termine. "Ciò è dovuto principalmente all'incertezza, a improvvise restrizioni alle frontiere, quarantene, regolamenti, paura di rimanere bloccati, politiche di cancellazione e rimborso", ha aggiunto, specificando che fino a quando queste paure non saranno affrontate in modo estensivo, è improbabile che la maggior parte dei viaggiatori si muova lontano da casa.

La ricerca Phocuswright ha mostrato che le notizie sugli sviluppi dei vaccini si sono rivelate fattore chiave nell'incoraggiare i consumatori a tornare a viaggiare più velocemente. "Quasi il 60% dei consumatori ha affermato che l'implementazione di un vaccino li renderebbe più a loro agio nel fare un viaggio entro i prossimi 12 mesi", ha commentato O'Connor. Con il lancio del vaccino, si prevede che i viaggi leisure tornino. "Quando le persone ricominceranno a viaggiare, è molto più probabile che si rechino verso destinazioni familiari più vicine a casa, il che fornisce alcune buone indicazioni su dove concentrare i propri sforzi di marketing per il 2021”.

Concentrandosi sui viaggiatori europei, O'Connor ha evidenziato che almeno due su tre hanno indicato la propria disponibilità a viaggiare in Europa entro luglio 2021, guidati da britannici e tedeschi. Ha anche notato la riluttanza dei viaggiatori europei ad avventurarsi verso destinazioni a lungo raggio a breve e medio termine, poiché meno della metà ha indicato che sarebbe disposta a viaggiare al di fuori dell'Europa prima di luglio 2021.


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