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Flavio Ghiringhelli alla presidenza di Ibar

02/12/2020 17:10
L’assemblea dell’associazione ha eletto il nuovo presidente che subentra a Benito Negrini dal 1° gennaio 2021

L’assemblea generale di Ibar ha nominato il nuovo presidente, Flavio Ghiringhelli, e  ha rinnovato tutte le cariche sociali per gli anni 2021 e 2022. I soci hanno deliberato la riconferma di Stefan Lang, ground operations manager di Lufthansa, nel ruolo di vice presidente e rinnovato la fiducia all’intero comitato esecutivo, con l’unica new entry di Fahad Almushaysin  manager di Saudia, in sostituzione di Hakan Yilmaz, direttore di Turkish Airlines, che si appresta ad assumere altri incarichi fuori dall’ Italia. Luciano Neri è stato riconfermato nel ruolo di segretario generale.

“Dopo quattro anni molto intensi - dichiara il presidente uscente Negrini - sono felice di far posto a nuove energie e nuove idee. Sono sicuro che Ibar, con la guida di Flavio, diventerà ancora più forte e che,  una volta messa alle nostre spalle la profonda crisi che stiamo vivendo, saprà fornire agli associati un supporto sempre più tempestivo e qualificato. Ritengo che il ruolo delle associazioni sia destinato ad assumere una sempre maggiore centralità in un futuro che, prevedibilmente, vedrà un ulteriore assottigliamento delle risorse umane dispiegate direttamente dalle compagnie”.

“Sono molto onorato della fiducia dimostratami dai miei colleghi e farò del mio meglio per esserne all’altezza”, commenta il neo presidente Flavio Ghiringhelli. “Già dai primi contatti con le strutture della associazione ho capito che potrò contare sul pieno supporto di un team dedicato e di un comitato esecutivo coeso, determinato e composto da colleghi di grande esperienza. Ormai, con le prime consegne dei vaccini anti-Covid, le nostre associate possono ricominciare a programmare il futuro. Non sarà un recupero facile, starà anche ad Ibar saper accompagnare la ripresa con la tempestività e la profondità a cui siamo abituati. Ora la nostra priorità è il dialogo con le istituzioni nazionali e comunitarie perché si rimuovano, compatibilmente con la sicurezza sanitaria, gli ostacoli alla mobilità che stanno rischiando di riportare un’intera industria indietro di trent’anni”.


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