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Le paure che frenano i viaggi

12/01/2021 08:43
In futuro il virus della disinformazione ci accompagnerà, spiega un'analisi, e di conseguenza si rifletterà in particolare sulla pianificazione e sulla gestione dei viaggi aziendali - di Laura Dominici

Guardando al futuro, è ormai opinione condivisa che nel settore dei viaggi internazionali gli effetti della pandemia continueranno a farsi sentire nel 2021 e oltre. Secondo un’analisi di Riskline riportata da Phocuswire, ciò che probabilmente ci accompagnerà nel futuro è il virus della disinformazione che spesso travolge la messaggistica sanitaria pubblica e che, di conseguenza, si ripercuote sul settore dei viaggi. Sono stati individuati gli otto rischi principali di viaggio per il 2021, fattori che incideranno in particolare sulla pianificazione e sulla gestione dei viaggi aziendali.

Al primo posto l’analisi inserisce il continuo impatto del Covid-19 sui viaggi a livello globale “anche se l'industria globale dei viaggi si sta gradualmente riprendendo dallo stallo assoluto che ha subito per gran parte del 2020 – premette l’analisi - ma l'effetto dirompente e sempre mutevole della pandemia sull'ecosistema dei viaggi continuerà sicuramente quest'anno”. Il desiderio dei Paesi di limitare l'esposizione al Covid metterà quindi sotto pressione i viaggiatori per ottenere una serie di garanzie prima del viaggio, che imporranno degli oneri aggiuntivi. Nel 2021, la nuova norma sarà “la riduzione della capacità dei servizi di trasporto di tutti i tipi e l'introduzione di nuove misure di blocco nelle aree ad alto rischio”.

Altra considerazione riguarda la gravità delle catastrofi naturali: “A causa dei cambiamenti climatici, gli effetti dei disastri naturali, come le tempeste tropicali e invernali, gli incendi e le piogge monsoniche del 2021 continueranno ad essere più gravi e il personale dei servizi di emergenza non sarà in grado di rispondere in modo tempestivo nei paesi alle prese con una nuova ondata di infezioni da Covid-19”, si legge nell’indagine.

A questo fattore si lega il problema dei sistemi sanitari sovraccarichi: “La pandemia ha spinto al limite la maggior parte dei sistemi sanitari, mettendo a nudo lacune di lunga data nelle infrastrutture pubbliche e nell'assistenza sanitaria in molti Paesi”. Uno studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di 105 Paesi indica che circa il 90% degli stati ha subito interruzioni dei servizi sanitari essenziali, con i Paesi a basso e medio reddito che hanno segnalato le maggiori difficoltà durante la pandemia.

Un quarto elemento preso in considerazione dall’analisi riguarda i disordini sociali causati dalle misure anti-austerità/restrizioni e dal dispiegamento di vaccini. Secondo il Fondo Monetario Europeo gli effetti di questa recessione continueranno a farsi sentire quest'anno, anche con l'impiego di un vaccino. “La riduzione del gettito fiscale e l'aumento del deficit pubblico costringeranno probabilmente i governi di tutto il mondo ad attuare dolorose misure di austerità”.

Nel quadro politico l’analisi mette in luce poi le tensioni Internazionali, in particolare tra Iran e Israele, e la destabilizzazione della regione del Corno d’Africa (sesto punto considerato). Il delicato quadro politico-sociale si chiude con l’incertezza politica globale in un Regno Unito post-Brexit e negli Usa post-Trump, senza dimenticare le elezioni in Francia nel 2022 e, infine, “la previsione di un aumento della criminalità nei Paesi in via di sviluppo e semisviluppati, dove ii governi non sono in grado di fornire adeguati aiuti finanziari e altre forme di soccorso nel contesto della crisi economica innescata dalla pandemia”.

Laura Dominici


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