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Investimenti, è Cuba la prossima destinazione?

Le catene americane potrebbero a breve seguire quello che alcuni brand internazionali hanno fatto anni fa. Ricostruzione e riqualificazione?
Cuba per gli statunitensi è sempre stato un frutto proibito. Ma con l'annuncio di Obama di voler normalizzare le relazioni tra i due paesi, tutti si chiedono cosa questo significhi per il futuro dell'ospitalità cubana. Il futuro delle relazioni con gli Usa non è ancora chiaro, tant’è che l'embargo sul commercio con Cuba è ancora in vigore e il Congresso non ha ancora deciso come comportarsi, gli operatori a stelle e strisce però hanno appreso la notizia con entusiasmo ed espresso un cauto ottimismo: “[b]Il fascino di avere una destinazione così vicina e così poco sfruttata è una occasione davvero interessante”[/b], il commento unanime. Un'altra opportunità per l'industria statunitense è il fatto che la stragrande maggioranza degli hotel tuttora esistenti a Cuba è indipendente. Tuttavia la questione non si risolve “semplicemente” costruendo strutture alberghiere, l’altra sfida si gioca sul terreno delle infrastrutture e del loro sviluppo: impianti fognari, impianti di servizio, strade, aeroporti, porti marittimi e naturalmente alberghi già esistenti.[b] Riqualificarli o ricostruirli da zero? [/b]Probabilmente la risposta più conveniente è la seconda dove le nuove tecniche di costruzione potrebbero in tempi relativamente brevi consegnare al mercato strutture nuove pronte per ricevere clienti.

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