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Royal Caribbean Italia: ancora un anno in crescita

La compagnia mette a segno un +25% del fatturato

Il 2016 è stato per Royal Caribbean il miglior anno di sempre in Italia.

Parola di Gianni Rotondo, direttore generale di Royal Caribbean Cruises Ltd Italia, che rimarca come la compagnia venga da “tre anni di crescita tanto nei volumi che nel ricavo medio per passeggero. Ora il prezzo pagato dal cliente è quello giusto per quanto offre una crociera”. La compagnia registra quest’anno un aumento del fatturato del 25% “pur non avendo aggiunto prodotto”.

Un altro aspetto che il manager tiene a sottolineare è che l’incremento ha riguardato non solo mete tradizionali come l’atea mediterranea e il Nord Europa, ma anche mete extra europee, e anche qui non solo i più classici Caraibi ma so osserva una importante affermazione dell’Asia. “L’offerta su Dubai, dove noi siamo ben presenti con Royal e Celebrity, è già sviluppata e riscuote consensi, ma ciò che sorprende sono i risultati sul resto dell’Asia, ad esempio sulle crociere con imbarco a Singapore”. Per spiegare il successo di questo prodotto Rotondo chiama in causa “l’economicità nel raggiungere la destinazione e un costo della crociera mediamente più bassa rispetto ad altre mete. Da qui, poi, è possibile andare alla scoperta di destinazioni di grande fascino, che il cliente avverte come complesse ma che capisce di poter visitare grazie ad una crociera con grande facilità”. Ed ecco che le prenotazioni invernali 2017 vedono un grande successo di Caraibi ed Asia. Quest’ultima area di mondo è in grande sviluppo e vede una importante presenza di Rcl.

Passiamo al Mediterraneo, un’area che vede alcuni Paesi in difficoltà sul fronte turistico. “Per noi non ha segnato il passo nel 2016 e il prenotato 2017 dà già segnali positivi, non notiamo un rallentamento – ci dice Rotondo -. Di fatto credo che le crociere stiano beneficiando del clima di incertezza generale”. La compagnia di navigazione non ha ridotto la capacità offerta, semmai ha solo operato un cambiamento negli itinerari, con “meno Est e più Ovest”.
Infine il trade. “All’interno di un mercato frammentato, continuiamo nella strategia di fidelizzazione di alcune agenzie, quelle che noi chiamiamo Royal Ambassador. Ad oggi sono una settantina, ed è un numero che cresce in maniera moderata di anno in anno”.

La compagnia investe in termini di formazione ed incentivazione su questo gruppo di adv, ma in generale non fa mancare la sua attenzione alla rete agenziale. In particolare Rotondo tiene a sottolineare l’importanza delle visite alle navi, un’occasione per far capire agli agenti il prodotto e le sue peculiarità. Ogni anno la compagnia porta a bordo delle sue navi tra le 3mila e le 3mila 500 agenzie. Un lavoro, questo, che premia: “Il trade sta dimostrando maturità e interesse verso prodotti nuovi”, anche se per il manager, in un contesto dominato da due grandi player, da parte delle agenzie ci vorrebbe “un po’ più di coraggio”.
Royal Caribbean ha in essere un importante piano di investimenti, da 9 miliardi di dollari, che porterà 11 nuove navi in flotta dal 2017 al 2024. e.c.

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