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Booking.com: "Dal mobile il 40% del nostro business"

Il regional director Andrea D'Amico spiega che sono le piccole migliorie a far crescere l'attività aziendale

“Il successo di Booking.com non dipende da cambiamenti epocali ma da centinaia di piccole migliorie che vengono apportate giornalmente in ogni aspetto dell’attività”. Così Andrea D’Amico, regional director di Booking.com, parla della crescita del business in un’intervista rilasciata a Guida Viaggi, in cui spiega anche che “il mobile rappresenta ormai il 40% del nostro business”.

Gv: Il programma dedicato alle adv di Booking.com è forse il progetto che Meloni, ex Expedia in Italia, avrebbe dovuto introdurre in Booking.com, ma non andato a buon fine in quanto il manager interno che doveva siglare l’accordo non aveva il ruolo per farlo?

“Si tratta di una nuova piattaforma che ha l’obbiettivo di facilitare il lavoro delle migliaia di agenzie in tutto il mondo che utilizzano Booking.com per le prenotazioni di strutture ricettive; è stata sviluppata internamente e non è in nessun modo collegata ad alcun accordo commerciale, passato od attuale, con altri operatori”.

Gv: Quali i dettagli dell’iniziativa e i riscontri del trade?

“Viene dato accesso ad un sistema che permette di tenere sotto controllo in maniera molto semplice le prenotazioni effettuate su Booking.com ed una commissione tra il 5 ed il 7% sul valore di esse. Oltre a questo, un grande vantaggio nel prenotare tramite la piattaforma è la possibilità di avvalersi della nostra Assistenza Clienti 24/7 in 42 lingue per risolvere qualunque problematica relativa alla prenotazione. Siamo contenti del numero di registrazioni finora ricevute”.

Gv: E’ possibile stilare un bilancio di Booking Experiences?

“È un prodotto nuovissimo per noi e stiamo ancora imparando molto; è presto, quindi, per stilare alcun bilancio. L’impegno è quello di far sì che gli utenti che prenotano altri servizi turistici tramite Booking.com abbiano la stessa esperienza di quando prenotano una struttura ricettiva e questo richiede del tempo”.

Gv: Quali i riscontri in termini di vendite, per gli albergatori, in seguito all’introduzione di BookingSuite?

“Sia i prodotti della Web che quelli della Rate family stanno diventando sempre più popolari, sinonimo del fatto che gli albergatori ne trovano giovamento. I primi sono rivolti a chi vuole utilizzare la tecnologia e l’esperienza di Booking.com per avere dei siti ad alta conversione su qualsiasi dispositivo; i secondi, nella versione più avanzata, servono a prendere decisioni migliori relativamente alla politica tariffaria, potendola basare sia sulla propria occupazione che sulla domanda che registriamo su Booking.com per quella destinazione”.

Gv: Quali saranno gli investimenti di Booking.com per il 2017, in termini infrastrutturali e tecnologici?

“Senz’altro prevediamo un ulteriore miglioramento degli strumenti a disposizione dei nostri partner e una continua innovazione per soddisfare al meglio le esigenze dei nostri utenti sfruttando l’evoluzione della tecnologia. Il successo di Booking.com non è tanto dovuto a grandi progetti o cambiamenti epocali ma a centinaia di piccole migliorie che vengono apportate giornalmente in ogni aspetto dell’attività”.

Gv: Mobile protagonista indiscusso nel futuro del travel: confermate anche voi gli investimenti nel campo delle chat e del riconoscimento vocale?

“Il mobile rappresenta ormai il 40% del nostro business e diventerà presto il dispositivo maggiormente utilizzato per prenotare; questo ha come ovvia conseguenza la sperimentazione delle nuove opportunità che questa tecnologia offre, sempre però a piccoli passi ed assicurandosi che porti un effettivo miglioramento nell’esperienza dell’utente”.

Gv: Aperture in Italia: pensate a nuovi uffici?

“Abbiamo oggi 11 uffici e non programmiamo altre aperture; mai dire mai però, quando abbiamo aperto il primo ufficio a Roma nel 2006 non avrei mai pensato che ne avremmo aperti così tanti altri”.

Gv: Quale il trend delle prenotazioni invernali e per le festività delle strutture italiane?

“Stiamo riscontrando una significativa crescita sulle nostre destinazioni di montagna, un mercato per noi meno maturo rispetto alle grandi città, ma nel quale gli operatori stanno scoprendo sempre di più le potenzialità di una presenza su internet”.

Gv: Contate di implementare il portafoglio in Italia? Con strutture alberghiere classiche o extralberghiere?

“Vogliamo offrire ai nostri utenti la più vasta scelta possibile, quindi contiamo sicuramente di aggiungere altre strutture in qualsiasi parte del mondo di qualsiasi tipologia”.

Gv: Partnership con Touring: un modello di tecnologia all’avanguardia come il vostro che si allea ad un’azienda tradizionale e “vecchio stampo”: è il database dei soci che avete ritenuto interessante ai fini dell’accordo?

“Quello del Touring Club è un marchio storico che si sta sempre più digitalizzando in un processo partito ormai da molti anni; i soci, ad esempio, possono aprire un account all'interno del sito touringclub.it e usufruire di vari servizi, tra cui Booking.com. È, quindi, un marchio storico che ha saputo però tenersi al passo con i tempi”. l.d.

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