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La verità del digitale: "L'intuizione non basta più"

Necessario stabilire linguaggi comuni e linee guida per l’interoperabilità; l'Italia indietro nella cultura digitale

Con l’ecosistema digitale siamo indietro in Italia, ma è un problema di cultura digitale, perché è un mondo che funziona con regole diverse”. Per Rodolfo Baggio, coordinatore dell’area Sistemi Informativi e Tecnologie di Comunicazione dell’Università Bocconi, il problema dell’adeguamento non riguarda gli investimenti. “Non è un problema di soldi – spiega -. La realtà è che il mondo del turismo non è preparato, perché fatto di realtà piccole e locali. Uno dei grossi problemi da affrontare è che c’è distanza tra domanda e offerta, perché le persone sono oggi più sofisticate e avanzate”.

“Il nodo da affrontare – avvisa il manager - è avere competenza, sapere come si muove il mercato oggi. Io non posso vivere in un mondo con un Istat fermo a due anni fa. L’intuizione non funziona più, bisogna elaborare indagini sensate – dichiara ancora -. Una volta l’offerta orientava la domanda ed era stabile, riusciva ad intercettare la domanda, ora bisogna rendersi conto che la domanda è dinamica e anche l’offerta è aumentata”.

Per la costruzione di un ecosistema digitale turistico non si può prescindere quindi dal condividere dei protocolli e dei linguaggi comuni e dallo stabilire linee guida per l’interoperabilità; è quindi necessario capire in che modo arrivare ad un insieme condiviso di protocolli, linguaggi e rappresentazioni di dati e risorse, oltre a capire che tipo di accordi servono e quali processi, e quali tempi e risorse sono necessari per raggiungere l’obiettivo. l.d.

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