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Uvet modifica le regole del gioco

Luca Patanè è sicuro che anche nel caso di Settemari l'integrazione sarà veloce. Il 2016 ha dati molto buoni e lo saranno anche nel 2017

Ha sviluppato un'azienda a 360°, con investimenti all'estero e creando aziende, sperimentando sull'online e concentrandosi sul bt, il suo core business. Ha creato "un gruppo forte e articolato". Luca Patanè, presidente di Uvet, non ha dubbi in merito. Nella sua storia aziendale ha fatto scelte "anche complicate", ma ora è contento.

Politiche di integrazione veloce

L'operazione di acquisizione di Settemari lo fa stare bene, perchè "è una bella storia, anche se non dovrei dirlo io - riconosce lui stesso -, ma mi auto lodo, questa è proprio una bella operazione, sono contento perchè il nostro mercato spesso è asfittico e questo è l'inizio di un grande sogno, il debutto nel mercato del tour operating". Finora il gruppo ha avuto una attività da t.o. "microscopica per seguire i villaggi, ci mancava in sinergia il t.o. La nostra scelta è stata di rimanere nell'ambito della distribuzione e di non acquisire fino adesso un operatore, ma vendendo gli altri. Oggi irrompiamo nel mercato degli operatori per cambiare le regole del gioco". Il manager è consapevole che "la capacità di integrazione rende più ricco il gruppo". Una politica che ha saputo rendere forti le acquisizioni fatte fino adesso. "In questo siamo veloci, perchè abbiamo buone capacità finanziarie e tecnologiche". Ed anche nel caso di Settemari pensa che l'integrazione "sarà veloce" e darà i suoi frutti.

Previsioni di crescita

L'operazione è la realizzazione di un sogno, orientato a compiere un'acquisizione di una realtà industriale. "A volte certe scorciatoie non servono - riflette Patané - in alcuni casi non hanno portato fortuna. Roci avrebbe potuto vendere ad un fondo la propria azienda, invece ha trovato uno che fa l'industriale, da questo punto di vista è una scelta importante, che va riconosciuta anche nella visione. Un sogno crea un obiettivo, un desiderio. Uvet crescerà ancora - sottolinea il manager -. Il percorso fatto dal gruppo è molto buono", anche sul fronte alberghiero, che si sposerà bene con questa operazione. "Non credo nelle scorciatoie, ho capito di essere un fondista anche veloce - dice Patanè -, la fiducia si costruisce con i risultati e il 2016 ha dati molto buoni e lo saranno anche nel 2017". Il gruppo non ha ancora chiuso i conti, ma il manager è in grado di dichiarare alcuni dati a partire da un Ebitda 2016 di circa 17 milioni, si attendono le chiusure di alcune aziende e grazie alla posizione di Settemari dovrebbe essere di 26 milioni. Per l'Ebit stimato "dovrebbe esserci una differenza del 30% con l'Ebitda. La posizione finanziaria netta del gruppo vale una volta l'Ebitda, è molto buona", commenta il manager.

Settemari è il 4° t.o. italiano e movimenta 80mila passeggeri ogni anno. La sua quota di mercato? "Dipende dalle destinazioni - dichiara Mario Roci, che del t.o. sarà ora il vicepresidente -, è intorno al 5% nel tour operating generale. Per esempio sulla Spagna abbiamo il 15% del mercato". Alla luce di tali numeri Patanè afferma: "Abbiamo un 95% da inseguire". s.v.

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