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Capire l’ecosistema web

Sito web o blog, social media e personal branding per conquistare i nativi digitali

Sito web o blog, diversi canali social e personal branding: fare tutto insieme realizzando quello che i digital marketer chiamano “ecosistema”. Perché le agenzie di viaggio e i tour operator devono tenere conto di un quadro così complesso per comunicare con i propri clienti e non semplicemente aprire una pagina Facebook oppure pubblicare sul proprio sito delle offerte di viaggio? Proviamo a rispondere, spiegando cosa le imprese devono attuare, con Raffaele Calegari, consulente di strategie digitali, che in Bit tiene un intervento sull’argomento, martedì 4 aprile alle ore 11 in sala Amber 2.

“L’obiettivo deve essere quello di aumentare l’efficacia della comunicazione e allargare il proprio pubblico – argomenta-. Oggi non basta più pubblicare informazioni sui media proprietari o controllati, ma occorre saper creare un contenuto che tenga presente i trend della rete, generare traffico e soprattutto misurare cosa funziona e cosa non coinvolge”.

Il web non va utilizzato come la vetrina di un’agenzia, aspettando che passi qualcuno interessato ai prodotti, senza sfruttare le possibilità reali di comunicazione del mondo digitale. “L’ecosistema attuale permette di far arrivare messaggi personalizzati alle persone interessate con precisione quasi chirurgica – continua Calegari-. Un’azienda di viaggi non può quindi distinguersi senza una comunicazione strutturata e mirata al target. Le modalità sono diverse, è importante conoscerle e metterle in atto”.

Cos’è il personal branding, perché è importante realizzarlo?

“Il personal branding è un concetto mutuato dalla comunicazione applicata alla leadership e alla carriera di un singoli individui, in una società dove si prevede che un millennial cambierà  circa 11,5 lavori, anche diversi tra loro, nel corso della sua vita. Ecco che ogni persona dovrebbe cominciare a pensare a se stesso come ad un “brand” e lavorare sulla sua reputazione, fino a quando non ha più bisogno di presentarsi come Mario Rossi di Viaggioconme.it, ma semplicemente con il suo nome. Per fare questo si pianifica in maniera strutturata la presenza della persona sui canali digitali. E’ un concetto che dalle aziende è stato trasferito sulle persone, perlopiù personaggi pubblici, opinion leader, politici, star dello spettacolo. Non è da escludere che per figure professionali di lunga esperienza possa essere utile lavorare sull’estendere alla rete la loro conoscenza, con il fine di diventare dei punti di riferimento, degli expert”.

Quali altri settori economici e quali casi sono da prendere ad esempio?

“Oltre alle native digitali AirBnb o Uber ci sono aziende di stampo tradizionale che hanno intuito le potenzialità dell’ecosistema digitale e compreso che un determinato pubblico, dai millennial in poi, lo si raggiunge solo comunicando attraverso strumenti digitali, con strategie, contenuti e modalità ben definite. Un ottimo caso è Ikea, che sta cambiando radicalmente la sua strategia dal catalogo cartaceo al sito, dove invita a caricare le foto dei mobili “hackerati”, cioè reinterpretati, oppure le agenzie immobiliari che propongono i tour virtuali degli appartamenti cercando di ovviare alla pigrizia dei digital native”. p.ba.

 

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