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Turisti cinesi in risalita nel 2017

Spendono più di tutti, ma le biometrie hanno frenato nel 2016, il Rapporto del CeSIF ci racconta i dettagli di questo mercato

“La capacità di spesa del turista cinese ha superato da qualche anno quella del turista russo: quasi un terzo degli acquisti dei turisti stranieri in Italia sono cinesi”. E’ quanto afferma Alberto Rossi, responsabile marketing CeSIF - Fondazione Italia Cina, illustrandoci il rapporto “Cina 2017 Scenari e prospettive per le imprese”.

Lo scontrino medio di un turista cinese in Italia è di 918 euro, seppur in calo del 3% sul 2015, quando spendeva 944 euro. Un primato incontrastato (i russi sono a 685 euro) e una grossa opportunità da cogliere. “Per questo riteniamo importante la certificazione Qsc, utile a tutti coloro che hanno a che fare con la domanda cinese, che ha bisogno di una liturgia ad hoc, da quando atterra, a quando arriva in albergo, a quando entra in una boutique”.

L’86% dei beni di lusso comprati dai cinesi viene acquistato all’estero, “su questo l’Italia può giocare un ruolo rilevante” ribadisce Rossi, facendoci notare che siamo in una fase complessa. Le richieste di visto nel 2016 testimoniano un calo molto importante nel 2016 (siamo passati da 537.763 a 362.504). “Questo è dovuto a due fattori: la paura degli attentati e l’introduzione delle biometrie, il cinese che vuole venire in Italia deve lasciare le impronte digitali per ottenere il visto; in un primo momento l’Italia ha aperto pochi centri in Cina e alcuni cinesi per recarsi al consolato di riferimento dovevano fare un volo interno solo per mettere l’impronta, sceglievano quindi altre mete al posto dell’Italia - spiega il manager -. Ora questo aspetto è migliorato, c’è una grande velocità di rilascio, ci sono 11 nuovi centri e il primo trimestre 2017 dà segnali positivi”.

Il calo è apparentemente in contraddizione con i segnali riportati da Confturismo Istat che testimoniano 3,79 milioni di arrivi cinesi con un incremento del 12%. “Questo perché si considera il totale degli arrivi e non le richieste di visto turistico approvate (che sono 348.824); negli arrivi si considerano gli ingressi in Italia da altri Paesi dell’area Schengen per i più svariati motivi”.

Anche gli acquisti dei cinesi sono calati del 22% contro il +56% del 2015, ma sono sempre il mercato che spende di più in Italia, anche se arriva alla fine di tour europei. Sono tuttavia positivi i segnali del 2017, con un primo trimestre al +12% degli acquisti cinesi in Italia. Di incentivo a questa crescita di spesa e acquisto nell’ultimo triennio, il varo della legge anti corruzione in Cina, che ha radicalmente cambiato le abitudini dei cinesi all’estero. l.s.

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