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Gian Marco Centinaio: “Non farò lo sceriffo di Nottingham”

“Al Sud? C’è il mio cuore, la mia fidanzata è di Licata” speriamo ci arrivi anche l’Alta Velocità, ma per ora non si esprime il futuro ministro del Turismo, pur assicurandoci che molte cose cambieranno con lui, a partire dall’Enit 

E’ alto, ma non vi sovrasta, è in maniche di camicia, ma ha una naturale eleganza, è circondato dallo splendore dei soffitti affrescati, ma ha una stretta di mano priva di incertezze. Gian Marco Centinaio è uno che sa mettervi a vostro agio, tuttavia non fate l’errore di credere che non sappia qual è il suo ruolo, la sua posizione. Ha lavorato nel tour operating, è ministro delle Politiche Agricole, diventerà presto il ministro del Turismo e può, al momento giusto, mettere ognuno al suo posto. Scordatevi i discorsi da dorotei, le croci celtiche nascoste sotto la camicia, i complotti sotto i baffetti. Da oggi in via XX Settembre le prese di posizione sono nette.

Gv: Lo spostamento del ministero del turismo presso i Beni Culturali è stato abbastanza macchinoso, siamo andati avanti per mesi con problemi burocratici e abbiamo speso molti soldi. Perché questo cambiamento di nuovo e come avverrà?
"Il decreto è pronto, ce l’ho in mano (ce lo mostra n.d.r) dobbiamo solo capire quando gli uffici decideranno di portarlo in consiglio dei ministri. L’idea di accorpare il turismo all’agricoltura nasce assieme a Matteo Salvini. Abbiamo pensato che lasciarlo associato al Mibact non aveva senso, perché in tre anni poco è stato fatto per portare turisti in Italia. Il nostro obiettivo era quello di creare un ministero che avesse come compito la valorizzazione del Made in Italy attraverso le sue eccellenze, e quindi abbinare l’enogastronomia al turismo".

Gv: Quali sono gli obiettivi più immediati rivolti alle imprese, perché lei viene dal mondo del turismo e ne conosce le esigenze?
"Lotta all’abusivismo subito. Ci siamo confrontati con l’associazionismo in campagna elettorale e questa è emersa come una delle esigenze inderogabili. Ma attenzione, abusivismo non solo della ricettività alberghiera, anche contro le false guide turistiche e a favore invece delle agenzie di viaggi regolari. Costruire un pacchetto turistico non è alla portata di tutti, bisogna avere una professionalità, invece spesso vengono organizzati viaggi da chi si improvvisa e poi di fronte agli imprevisti con ci sono soluzioni".

Gv: E la tassa di soggiorno? I comuni dovranno obbligatoriamente reinvestirla almeno in parte?
"Sono contrario alla tassa di soggiorno".

Gv: Contrario nel senso che la vuole togliere?
"Se dovessi esprimere il parere di Gian Marco Centinaio la toglierei. Ho fatto l’assessore al turismo a Pavia, la mia città, per quattro anni e non l’ho introdotta per scelta, perché ritenevo ingiusto tassare i turisti. Sono riuscito lo stesso a fare promozione turistica, e tutelare i beni del territorio. Ho fatto eventi, iniziative, senza tassare nessuno, e non sono io un fenomeno, semplicemente non ho voluto fare lo sceriffo di Nottingham".

Gv: Questo è applicabile in una città come Roma? Non diventerebbe complicatissimo?
"Penso che una città come Roma se non avesse avuto la tassa di soggiorno avrebbe potuto lavorare tranquillamente e fare quello che fanno le altre città. Tuttavia se proprio dobbiamo introdurre una tassa di soggiorno deve essere studiata bene e deve diventare una tassa di scopo".

Gv: Lei è un leghista della prima ora, quali sono le prospettiva per il turismo nel Meridione? Se lei volesse farsi conoscere e apprezzare da Roma in giù cosa ci racconterebbe?
"La mia ragazza è di Licata e questo credo che mi darebbe qualche punto a favore “da Roma in giù” perché trovare un’anima gemella più a Sud è difficile". 

Gv: Questa è una nota positiva in effetti.
"A parte questo, una volta ottenuta la delega voglio incontrare gli assessori al Turismo delle varie regioni, per capire da loro quali sono le problematiche nello sviluppo del turismo, ancor prima delle proposte. Da tour operator so che il problema grosso è nei collegamenti a Sud di Napoli".

Gv: Appunto, cambierà qualcosa? Quest’Alta Velocità la portiamo al Sud di Napoli?
"Spero che il mio collega ai trasporti accetti proposte e idee, sono tuttavia convinto che dobbiamo essere prima noi a valorizzare la qualità dei territori e di conseguenza cercare anche di promuovere le nostre eccellenze in modo migliore. Quindi l’obiettivo di questo ministero sarà soprattutto quello di aiutare le regioni a fare sistema e risparmiare le risorse unendole nel momento in cui si fa promozioni all’estero".

Gv: Ma il turismo è in ambito regionale e come abbiamo visto è sembra impossibile superare questa legge…
"Non è possibile superarla perché non si vuole. Da parte dello Stato non c’è mai stata una proposta costruttiva. Penso che se insieme alle Regioni ragioniamo dovremmo operare come se fossimo dei privati: facendo programmazione, facendo analisi, individuando la domanda e promuoverci assieme, senza sprechi, attraverso l’Enit".

Gv: Quindi l’Enit cambierà rispetto al ruolo che ha adesso come agenzia?
"Io la voglio stravolgere".

Gv: Come? Cambierà il consiglio ridotto? Le sedi? Le scelte fatte dal precedente Governo?
"A me interessa il risultato. Così com’è oggi l’Enit non sta dando i risultati. Oggi come oggi gli operatori turistici fanno riferimento all’Ice quando vanno all’estero, anziché all’Enit che dovrebbe essere al loro servizio. Quindi, anche qui l’obiettivo è capire assieme alle Regioni. Io la mia idea ce l’ho. So come deve essere strutturata l’Enit e che cosa deve fare. Penso che debba servire anche per valorizzare l’agroalimentare italiano e di conseguenza, nel momento in cui andiamo a promuovere le eccellenze del nostro Paese, non è necessario portare la brochure dell’Italia o fare un sito internet costato milioni di euro che poi non è servito a nulla".

Gv: Quindi le sedi all’estero di Enit e Ice andranno unite?
"Vediamo quanto ci costa e, soprattutto, se le sedi dell’Enit servono. Perché a me non interessa avere una sede all’estero prestigiosa. L’obiettivo è ridurre le spese fisse di rappresentanza e utilizzare il budget a disposizione per fare promozione. Preferisco fare un evento in più piuttosto che avere una sede su Park Avenue". l.s.

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