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Cosa dicono le Tmc di Ndc

Nessuno finora si è chiesto che fine faranno le marketing fee dei Gds alle agenzie sui segmenti aerei. Davide Rosi, Bcd Travel Italia: “Il rischio è di rimanere con il cerino in mano”

Ndc sembra sdoganata anche dai Gds e le direct connections delle compagnie aeree fioccano: cosa ne pensano le travel management company (tmc), che gestendo i “grandi viaggiatori”, cioé i clienti business traveller, sono molto coinvolti da questi cambiamenti? Accetta di commentare Davide Rosi, managing director di Bcd Travel Italia, esprimendo quanto il futuro sia piuttosto “incerto”.

“Ndc è un progetto che, dietro la facciata del cambiamento e rinnovamento tecnologico delle modalità di accesso ai contenuti, di per sé vero, nasconde in realtà un obiettivo molto semplice da parte delle compagnie aeree che è banalmente economico, al di là di quello che si continua a raccontare”, argomenta, con una buona parte di ragione. Ridurre i costi della distribuzione è l’assillo da sempre e con azioni piuttosto impopolari, a cominciare dall’era “commissioni zero” che ormai è lontana nella memoria di molti.

“E' infatti cosa risaputa che una delle voci di costo commerciali/distributivepiù significative per i vettori è quella dei Gds, ovvero dei sistemi, in alcuni casi da loro stessi creati ormai un'epoca fa, necessari per la distribuzione del prodotto al consumatore finale attraverso l'attività degli agenti di viaggio e similari – continua Rosi -. L'incapacità della filiera di business di mettersi d'accordo sulla necessità di rivedere completamente i meccanismi economici regolanti i rapporti fra i vari player, ha portato i vettori al più classico dei ‘fai da te’, visto che quello della riduzione dei costi era il loro obiettivo, dunque hanno cavalcato l'evoluzione tecnologica imponendo una modifica disruptive del sistema di accesso ai contenuti”.

Le modalità scelte divergono, come sappiamo “alcuni in modo più soft, aggiungendo ‘solo’ un surcharge di prezzo a chi continua ad utilizzare i canali tradizionali, che guarda caso sono proprio a copertura dei costi dei Gds, altri in modo ancora più drastico cambiando anche la profondità ed ampiezza della gamma di servizi offerti sui due canali, è l’esempio di Lufthansa”.

Dove andremo

“Di fatto, questo progetto comporterà solo una riconfigurazione delle varie quote di mercato in ambito distributivo (tecnologia soprattutto, ma anche lato Tmc), perché è evidente che solo un ristretto numero di player avrà la possibilità di sostenere questo tipo di investimento, ovvero i Gds(di nuovo), Google, Facebook, le grandi Tmc, Amazon e qualsiasi player di dimensioni analoghe sia interessato ai servizi travel – puntualizza -. Tutti gli altri continueranno ad usare i sistemi professionali, o in modalità classica (con rischio di surcharge di prezzo e limitazione dei contenuti) o in modalità Ndc, dove però non prenderanno più gli incentivi, anzi, tendenzialmente dovranno pagare per l'uso della tecnologia perché i Gds non saranno più remunerati dai vettori”.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo: le grandi Tmc come Bcd Travel hanno già sviluppato accordi diretti con le compagnie per l'accesso al full content e full pricing, “in linea di massima continuando ad usare i Gds con la nota di cui sopra, e i Gds sono stati i primi ad essere certificati per l'uso della tecnologia Ndc”.

L’incertezza del futuro intravista dal manager, in un’analisi alquanto lucida, è dettata dal “vedremo chi si prenderà la briga di investire pesantemente per eliminare del tutto i Gds e crearsi il proprio strato di interfacce tecnologiche con i sistemi dei vettori”.

Di certo, è un progetto disruptive per il settore, con un rischio per la distribuzione: “Di rimanere con il cerino in mano, ovvero l'obbligo di accesso via Ndc al full content/full pricing, senza più la possibilità di beneficiare degli incentivi ricevuti dai Gds (le famose marketing fee sui segmenti aerei, ndr)”.

Conclude Rosi: “Quando si completerà il processo di cambiamento consentendo alle Tmc di definire autonomamente il proprio ricavo lavorando direttamente sul prezzo del biglietto, potremo considerare conclusa la disruption, passando alla Seconda Repubblica del travel”. p.ba.

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