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Videogame e marketing territoriale, l'innovazione è un gioco

10mila giocatori percorrono le strade dell'antica Etruria e visualizzano 50mila reperti archeologici: un caso di gamification che diventa promozione

La notizia è che l’antica Etruria sta rinascendo, in versione videogame, facilmente fruibile dagli app store Android ed Apple. E il ritorno è assolutamente turistico. Tutto nasce da “Mi Rasna”, che nella lingua del popolo di un’ampia regione tra Toscana, Umbria e Lazio significa “Io sono etrusco”: è un videogioco tra i cento “di strategia” più scaricati in Italia. Creato dalla ormai ex startup Entertainment Game Apps (Ega) basata a Londra (ma italianissima), Mi Rasna è presto diventato un caso di gamification, cioè di insegnamento attraverso il gioco con un risvolto innovativo nella promozione del territorio.

I giocatori, ormai 10mila, si muovono nella dodecapoli etrusca e cercano reperti esistenti, oggi conservati nei musei. Il coinvolgimento delle strutture museali e dei parchi archeologici è diretto: mettono a disposizione il materiale fotografico e la documentazione in loro gestione, così da essere visionati e valorizzati dagli utenti del videogioco. La società in cambio reinveste il 3% dei ricavi a favore degli enti. “In sette mesi sono stati visualizzati 50mila reperti (numeri impensabili per i musei in così poco tempo, ndr), attraverso la risoluzione di 100mila quiz e 50mila puzzle sulla storia etrusca, inseriti nelle tappe che permettono l’avanzamento dei livelli, secondo il tipico modello dei videogame”, spiega Maurizio Amoroso, fondatore di Ega.

Inoltre, in Mi Rasna è stata inserita la possibilità di creare dei percorsi guidati e presto potrebbero essere pubblicati gli artigiani che riproducono manufatti.

L’opera ha comportato una profonda ricerca: solo per l’impostazione storica è stato speso quasi il 50% del budget, prevedendo anche l’ingaggio di archeologi che hanno offerto consulenza per creare il contesto, attirando il benestare delle istituzioni che hanno aderito come il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma) e e i poli museali della Toscana e dell'Umbria, con i loro sit archeologici.

Un anno dopo il lancio sul mercato, Mi Rasna produce il primo Festival degli Etruschi, finanziandolo interamente. “Verrà realizzato tra il 18 maggio e il 2 giungo 2019, con modalità itinerante in varie città e la partecipazione congiunta di numerosi enti culturali e museali”, spiega Amoroso.

L’evento intende dare continuità al progetto di promozione del territorio etrusco e della sua cultura attraverso l’uso di strumenti innovativi.  “L’idea è quella di un percorso nell’ Etruria attraverso la collaborazione di alcune città rappresentative e già inserite nel videogioco, con una chiusura del festival al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, passando per Populonia, Vetulonia, Roselle, Chiusi, Arezzo, Cortona, Orvieto, Perugia, Veio e Cerveteri”.

Tyrrhenikà: Etruscan Heritage Route è il nome pensato per l’evento, che racchiude tutto quello che si conosce sul popolo etrusco. Tyrrhenikà, infatti, è l’opera letteraria scritta in greco dall’imperatore Claudio, in 20 libri, riguardante l’antica civiltà. L’assonanza con il Mar Tirreno e un simbolo grafico caratteristico rendono il nome ancora più adatto a rappresentare il ricco programma di iniziative volte alla promozione del popolo tirrenico.

Per il futuro, Entertainment Game Apps pensa a un videogioco sul Mediterraneo con ricostruzioni 3D, giochi e realtà aumentata. p.ba.

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