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Idee operative per ripartire

28/01/2013 - numero Edizione 1391
Al lavoro per sensibilizzare il prossimo Governo
“Il propagarsi dell’imposta di soggiorno accolta da un numero sempre maggiore di Comuni, l’ipertrofico aumento dell’Imu e la ristrettezza di erogazione del credito da parte delle banche”. Sono stati questi, secondo il presidente Federalberghi Bernabò Bocca, gli eventi più significativi per il mondo alberghiero nel corso del 2012. “Per il settore è stato certamente il più difficile degli ultimi anni”, gli fa eco Giorgio Palmucci, presidente Associazione Italiana Confindustria Alberghi, nata lo scorso anno dalla fusione tra Aica e Confindustria Alberghi.

Venti linee di intervento
Uno status quo al quale le associazioni hanno cercato di porre rimedio. “Il turismo – avverte il presidente di Federalberghi – è costellato di problematiche per inquadrare le quali abbiamo stilato un nostro documento composto da 20 linee di intervento, articolate in più di 60 misure, molte delle quali possono essere realizzate in tempi brevi e senza oneri a carico delle finanze pubbliche”. Il settore produce 114 miliardi di euro di giro d’affari annuo (di cui 30 miliardi di euro spesi dagli stranieri), assomma 375 milioni di pernottamenti e dà lavoro ad oltre 1,5 milioni di persone. “La nostra sfida-proposta è di incidere sulle scelte di politica turistica della prossima legislatura, avanzando idee operative – annuncia Bocca – nella speranza che l’Esecutivo ed il Parlamento raccolgano i suggerimenti che la categoria portante del settore turistico nazionale ritiene di avanzare in questo momento sicuramente cruciale della crisi economica”.
In sintesi i punti riguardano: la governance, per la quale occorre un ministero con competenze specifiche ed una modifica dell’articolo 117 della Costituzione, per consentire lo sviluppo di politiche di sistema; fiscalità, con l’abolizione dell’imposta di soggiorno, la restituzione al settore di una quota del gettito Iva prodotto dall’economia turistica; promozione e destagionalizzazione, con la trasformazione dell’Enit in SpA a capitale pubblico; formazione e lavoro, per correggere i difetti della recente riforma del lavoro, lasciare spazio alla contrattazione collettiva, creare in Italia una grande scuola di management alberghiero e della ristorazione; ammodernamento, per incentivare con crediti d’imposta e premi di volumetria la riqualificazione delle strutture; internet e turismo, per contrastare gli abusi di posizione dominante da parte delle grandi online travel agency; infrastrutture, per collegare i principali hub con la rete ferroviaria italiana dell’alta velocità.
“L’inasprimento fiscale – ribadisce Palmucci – e la progressiva diffusione dell'imposta di soggiorno hanno condizionato la competitività delle nostre imprese. Il peso dell’imposizione legata all'immobile, come Tarsu/Tia e soprattutto Imu, ha raggiunto livelli insostenibili. Elementi questi che si vanno a sommare ai costi del lavoro, dell'energia e della burocrazia, che notoriamente vedono le nostre aziende svantaggiate rispetto ai competitor europei”. Su questi temi l’Associazione Italiana Confindustria Alberghi ha preso posizione e sta lavorando per il 2013 “nella consapevolezza – riferisce il presidente – che un livello di imposizione come quello che hanno sostenuto le nostre aziende negli ultimi 12 mesi sia incompatibile con la sopravvivenza stessa delle imprese. Al centro del confronto con il mondo politico in vista delle prossime elezioni, il turismo può dare un forte contributo al recupero dell’economia nel nostro Paese – osserva – ma è indispensabile recuperare competitività riducendo drasticamente il carico fiscale. Solo così potremmo produrre occupazione e ricchezza”.
A livello internazionale, infatti, l’appeal del nostro Paese non è venuto meno, “e se sapremo intervenire adeguatamente – sottolinea Palmucci – potremo intercettare anche i mercati emergenti che stanno generando flussi importanti di nuovi turisti”.

Trend e speranze
“Il 2013 sarà un anno interlocutorio”. Di questo avviso Giorgio Palmucci, che aggiunge: “Mi sembra difficile oggi pensare ad una netta inversione di tendenza a breve, ma più realisticamente credo si possa pensare ad una situazione di stallo nel primo semestre, per arrivare poi a dei primi timidi cenni di recupero nella seconda parte dell’anno”. Recupero sul quale, secondo il numero uno di Alberghi Confindustria, incideranno le scelte che il mondo politico, gli enti – nuova Enit compresa – e le amministrazioni locali “potranno e sapranno mettere in campo per recuperare il gap che abbiamo accumulato nei confronti dei nostri competitor”.
Dopo un anno che ha fatto registrare una tenuta e una leggera crescita per la clientela estera, a fronte di una drastica flessione della clientela italiana, fenomeni accompagnati da una generalizzata flessione dei bilanci delle aziende a causa di un calo delle tariffe, Bernabò Bocca auspica, dal canto suo, che “nel corso del 2013 possa avviarsi la tanto attesa ripresa”. E alla domanda su quali iniziative saranno messe in campo per stimolare i flussi leisure e bt, il presidente di Federalberghi così commenta: “La federazione non svolge attività di promozione e il nostro compito continuerà ad essere quello di formare ed informare i nostri associati (27mila strutture aderenti), e sensibilizzare l’opinione pubblica ed il mondo politico sull’essenzialità di un settore quale quello turistico vitale per l’occupazione e l’economia dell’Italia”.

Laura Dominici

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