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Adv, la risposta è nell'efficienza

04/02/2013 - numero Edizione 1392
Siat illustra il ruolo dell’esperto in gestione aziendale, \r\ndai bilanci al replacement del personale, fino al riutilizzo delle vecchie risorse
Parola d’ordine: efficienza. Siat si occupa di questo: “efficientare” i processi gestionali di agenzie di viaggi e tour operator. La società piemontese ha 110 clienti, negozi di viaggi da tre dipendenti a 40 e qualcuno dei quali importanti nomi, storici, del turismo italiano. Il titolare, Ezio Stanga, è un consulente esterno, ma per il totale coinvolgimento che mette nell’occuparsi di ridurre spese, ottimizzare processi produttivi e ricollocare le risorse umane delle aziende potrebbe esserne un socio. “Settantacinque delle società di cui mi occupo sono clienti da 10 anni e qualcuna da 22 anni”, esordisce.
“Il settore turistico, business travel ma non solo, vive di dinamiche molto peculiari, i prezzi seguono logiche di sempre più rapida dinamicità, la cui volatilità è ormai paragonabile ai derivati di borsa – spiega –. Ne consegue che, per essere efficiente, un’agenzia di viaggi deve necessariamente rendere più sincronizzati i propri processi interni, individuare ed eliminare le inefficienze, per concentrarsi sul presidio del cliente”. Specializzata nel business travel, Siat gestisce anche la supervisione giuridica dei contratti di biglietteria aerea tra le compagnie e le aziende clienti delle agenzie.

Il replacement
Tra le aree di competenza, inoltre, il replacement delle risorse umane secondo la formula della cassa integrazione in deroga, alla quale fanno ricorso le aziende del turismo che stanno ridimensionando le strutture, in particolar modo oggi. “Il problema che ricorre negli ultimi due anni è quello dei titolari che non si rendono conto di quanto velocemente stiano cambiando le modalità di lavoro – argomenta Stanga –. Abituati a un cash flow tale da permettersi di sbagliare, oggi si trovano disarmati quando la banca non rinnova i finanziamenti”.

Aree di inefficienza
E quale risposta dà il consulente d’efficienza? “Dico all’azienda di darsi a monte degli obiettivi, i tempi nei quali raggiungerli e poi passiamo alle aree critiche, cioè non produttive”. Il tutto partendo dall’analisi dei bilanci degli ultimi tre anni, voci di costo, in primis quelli di personale e filiali che vanno dismesse. Doloroso dirlo, “perché la mentalità in Italia è che licenziare significa perdere la buona reputazione”, ma spesso la forbice è lo strumento utilizzato per primo. “Dobbiamo verificare la redditività di ogni dipendente rispetto al reddito complessivo – chiarisce –.
Ogni banconista, ogni figura di front desk deve produrre reddito per tutti gli altri reparti, dunque coprire tutti i costi aziendali”. L’aspetto più difficile per il consulente, a questo punto, è ripensare i ruoli senior, cioè riutilizzare le vecchie risorse per nuove figure professionali. “L’intermediazione di una volta è sul viale del tramonto – conclude Stanga –, il cliente va cercato in luoghi diversi. Dobbiamo insegnare alle adv ad acquistare direttamente dai fornitori e creare un prodotto che dia una marginalità migliore”.

Paola Baldacci

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