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Vince il valore del prezzo

25/02/2013 - numero Edizione 1395
Non bastano le crisi politiche a frenare gli arrivi di turisti europei, ma i tour operator chiedono una campagna di comunicazione in tempi brevi
Il Nord Africa si salverà grazie al prezzo. E’ il fil rouge in grado di mantenere alto il livello di attrattività dell’area. Non basteranno, quindi, sommosse e disordini nelle capitali di Egitto o Tunisia per fermare i turisti europei. I budget delle famiglie non se lo possono permettere, tanto è vero che nei giorni scorsi un agente di viaggi spiegava ad un collega di aver prenotato un gruppo terza età per un tour della Tunisia e mentre lo scorso anno quello stesso gruppo, per ragioni di instabilità politica, aveva deciso di cambiare destinazione scegliendo la Costa del Sol, quest’anno le stesse persone hanno detto a priori: “O Tunisia o non si parte del tutto”.
Un fattore di budget non trascurato dal ministro del Turismo egiziano, Hisham Zaazou, che nei giorni scorsi ha reiterato il concetto di buon rapporto qualità-prezzo del suo Paese. “Please, come!” l’invito del ministro, un benvenuto sostenuto dall'annuncio dell'organizzazione di un congresso Fiavet a Luxor nel mese di aprile. "L'industria turistica rappresenta l'11,3% del Pil egiziano, conta 4 milioni di posti di lavoro e 16 milioni di egiziani dipendono da questo settore". Un motivo, secondo il ministro, per portare avanti al più presto il passaggio da fase di transizione ad un periodo di maggiore stabilità. “Abbiamo programmato di sistemare una serie di webcam nelle città, in modo da divulgare, attraverso internet e nel mondo, il clima di tranquillità che accoglie il turista nel nostro Paese", ha detto il ministro, che nutre buone speranze per il trend 2013.
“Gli italiani nel 2012 sono stati oltre 700mila e contiamo di raggiungere il milione quest’anno”. Confermato il piano di incentivi per il tour operating. Incerto, però, il tempo di realizzazione delle azioni. Secondo il presidente Astoi, Nardo Filippetti, sarebbe troppo tardi aspettare 3-4 mesi per l'avvio della comunicazione. Ma se alcune località balneari tirano avanti, i siti archeologici continuano a penare. “A Luxor e Aswan - ammette Zaazou - gli operatori stanno soffrendo molto”. E per consentire ai vacanzieri di raggiungere più facilmente la costa mediterranea, si punta ad accrescere il trasporto aereo interno, da località balneari quali Marsa Alam a siti archeologici quali Luxor.
“Abbiamo intrapreso questa marcia verso la democrazia consapevolmente, sapendo che ci sarebbero state delle difficoltà da superare, però l’orizzonte è positivo: i mercati internazionali ci risultano globalmente buoni. Quelli tedesco e inglese mostrano andamenti positivi, mentre su quello francese siamo dovuti intervenire aiutando i t.o. Ora siamo qui per lavorare con gli italiani”. Così Habib Ammar, direttore generale dell’Ente tunisino per il Turismo, risponde alle domande sulle prospettive dell’estate vacanziera.
L’ente dichiara esplicitamente che dai 450mila italiani del 2005, gli ingressi nel Paese sono crollati a 300mila, su sei milioni in totale. “Vogliamo tornare ai livelli pre-rivoluzione e i primi segnali li abbiamo intravisti l’anno scorso, quando i ricavi di questa economia, che per noi rappresenta il 50% del Pil e dà lavoro a 600mila addetti, sono risaliti del 30%, mentre i pernottamenti del 40% e il numero di turisti del 24%”, aggiunge il dg. La campagna pubblicitaria propone un approccio nuovo alla destinazione. Messi da parte i capisaldi sole e mare, il claim si incentrerà sulla varietà e libertà di svolgere diverse attività nell'arco di una sola giornata. Dal trekking nel deserto alle spiagge, dalla talassoterapia alle visite culturali: il concept è "Liberi di vivere tutto", dove la parola libertà è un chiaro segnale all'evoluzione democratica che la Tunisia sta percorrendo.
Non temporeggiano le grandi catene alberghiere come Ritz Carlton, che prepara l’apertura nella capitale, e Four Seasons nella sua periferia, ancora The Residence e fondi d’investimento del Qatar che puntano al turismo sahariano con la realizzazione di campi tendati a 5 stelle. “Anche l’italiana Boscolo ha un progetto alberghiero in preparazione”, spiega il direttore dell’associazione tunisina degli albergatori. A solo un’ora di volo dall’Italia, la Tunisia di linea non può dire di non presentare un’offerta in crescita per l’estate. Tunisair è pronta all'incremento dei voli da aprile, sta attendendo il via libera per operare da Bologna, a giugno avvia le operazioni da Catania ed è in colloqui con l'aeroporto di Bari per lo studio di fattibilità della rotta. Da Milano avrà undici frequenze alla settimana, aggiunge la sesta da Venezia e il terzo volo da Napoli.

No agli allarmismi
Dal fronte del tour operating non arrivano segnali allarmistici quanto alla situazione di Egitto e Tunisia e, soprattutto, si mira a fare un distinguo tra i due Paesi. Gli operatori rinnovano la fiducia verso le due mete, investendo sul prodotto. Settemari ci tiene a far sapere che “i numeri sulla Tunisia ci sono e noi crediamo in un ritorno della destinazione”, afferma il direttore commerciale Guido Ostana. Un credo rinnovato che si concretizza con l’inserimento di 2 club a Djerba e altrettanti sulla costa. Il pensiero comune è che, se la situazione resta tranquilla, “potrà non incidere sulle prenotazioni estive”.
In pratica l’estate non è compromessa, ma perché resti tale è importante che vi sia una comunicazione mediatica rassicurante. Ostana fa un distinguo nei confronti dell’Egitto, “che sta superando in modo meno traumatico la situazione”. E il Mar Rosso non sta avendo flessioni. “Abbiamo più di mille passeggeri tra Marsa e Sharm. Siamo ottimisti”. Il t.o. ha rafforzato anche l’offerta sull’Egitto con una struttura in più a Sharm e la riconferma su Marsa Alam. Ottimismo anche da parte di Stefania Picari, direttore di Ed E’ Subito … Viaggi. “La situazione è rientrata e non è paragonabile a quella dell’Egitto. In Tunisia è una fase transitoria e, a parte l’incidente avvenuto, il mercato non ha dato segnali di rallentamento”. Per le partenze di marzo non ci sono cancellazioni, “lavoriamo alla brochure estiva e proseguiamo con i progetti”. Il t.o. ha spinto molto sulla meta “come prodotto per weekend, thalasso e culturali e il mercato apprezza”.

La voce della distribuzione
Voce diversa sul fronte del trend quella della distribuzione. In particolare Dante Colitta, direttore commerciale Bravo Net-Hp di Geo spa, constata che la domanda “è fiacca per l'Egitto, praticamente nulla o quasi per la Tunisia. Il risalto che i media danno agli eventi de Il Cairo e Tunisi creano allarmismi che bloccano anche le destinazioni lontane dagli eventi come Sharm o Djerba”. Per l'estate Colitta vede la Tunisia più a rischio, “in quanto non è mai ripartita, mentre il Mar Rosso ha avuto un trend in lento rialzo ed eventuali tregue dei conflitti de Il Cairo potrebbero dare tempo al settore per rilanciare la destinazione in vista dell’estate”.

Paola Baldacci, Laura Dominici e Stefania Vicini

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