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Speranze per il Myanmar

08/04/2013 - numero Edizione 1401
Si prospetta un futuro radioso per il Myanmar. Lo dimostrano gli arrivi dall’Europa, in crescita del 25% circa nel 2012 rispetto al 2011 e con stime sempre a doppia cifra per l’anno in corso. Ci sono però dei freni strutturali al rimbalzo d’interesse. A spiegarli è Kerstin Streich, senior product manager Asia di Tischler Reisen, tour operator tedesco: “I prezzi degli hotel sono alti per il servizio che sono in grado di garantire e mancano ancora strutture con standard internazionali nelle destinazioni chiave”.
Senza entrare nel merito della situazione politica del Paese, le contromosse sono già in atto. Dal ministero del Turismo arriva la rassicurazione: “Si stanno valutando diversi progetti alberghieri e c’è un piano per rinnovare le strutture già attive”. Per assecondare gli standard il ministro sta sviluppando una checklist di ciò che gli alberghi necessitano per garantire i servizi, mettendo a disposizione aiuti tecnici e microfinanziamenti. A dispetto dei disagi, la domanda per la meta asiatica è in crescita. Abako, tour operator francese, sta movimentando diversi gruppi incentive composti da 20-25 persone e il feedback è positivo.

Principali bacini
Nel 2012 gli arrivi europei transitati da Yangon sono stati 135.692 (+24,5%). La Francia è prima in classifica con 29.684 arrivi, seguita da Uk con 23.291 visitatori e dalla Germania con 21.856.
Lo scorso anno il Myanmar ha accolto 1,1 milioni di viaggiatori (+30% sul 2011). La maggior parte di essi – 554.531 – è arrivata passando da Yangon. I visitatori asiatici sono stati 347.241, con la Thailandia principale bacino emissore. Gli Usa hanno contribuito con 36.500 visitatori. Il problema ora è che la domanda potrebbe essere superiore al tasso di crescita delle infrastrutture ricettive, creando difficoltà di gestione agli operatori incoming. Questi stanno richiamando l’attenzione della parte pubblica e di quella privata sulla carenza professionale dello staff d’accoglienza.
Phyu Phyu Mar, managing director dell’operatore Seven Star Tours di Yangon, afferma: “Quest’anno sarà complicato per tutti noi ricettivisti. I prezzi degli hotel nel 2012 sono andati alle stelle e abbiamo dovuto gestire un milione di ospiti. Per il 2013 ci aspettiamo un’ulteriore crescita degli arrivi nell’ordine del 30%”. La richiesta dell’imprenditore è chiara: “Abbiamo bisogno di più strutture e di lavoratori professionali per gestire al meglio l’industria dell’accoglienza”.
Attualmente il Myanmar conta 787 hotel classificati con le stelle per una capacità di 28.291 camere (dato aggiornato al 2012). In via di sviluppo una sessantina di progetti nelle regioni turistiche più conosciute. Secondo Kyi Kyi Aye, consulente del ministro del Turismo nazionale, “sono in avanzata fase di costruzione 5 nuovi hotel con più di mille camere a disposizione e altri 56 con ulteriori 4mila camere dovrebbero aprire entro l’anno nel Paese”.
Sul fronte aereo, infine, da segnalare che otto vettori internazionali hanno lanciato voli diretti dal Myanmar dopo le elezioni dell’aprile 2012 e la prima compagnia low cost del Paese, Golden Myanmar Airlines, è entrata in servizio lo scorso gennaio. La capacità di posti volo è di 81mila seggiolini a settimana e in un anno l’aeroporto internazionale di Yangon sarà certificato per passare da 2,7 a 5,5 milioni di passeggeri all’anno.

Laura Dominici

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