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Exito: “Due modelli nel futuro delle reti”

03/06/2013 - numero Edizione 1409
La visione del presidente Guglielmo Isoardi
L’accordo per il passaggio di quote (29%) di G40 da Exito a Gattinoni Travel Network alla fine è arrivato. Ora il passo ulteriore che il presidente Gattinoni ambirebbe probabilmente fare è quello di salire nel capitale per garantirsi una quota di maggioranza, conquistando parte di quel 71% ancora in mano ai 28 soci. Poi il passo ulteriore, dopo aver dichiarato di non procedere ad alcuno stravolgimento delle politiche commerciali nel 2013, in vista però di una graduale maggiore sinergia tra i due poli. A Guglielmo Isoardi, presidente Exito, che dopo aver proceduto – capitalizzando – con la cessione di quote di BravoNet-Hp a Alpi e Costa seguito dal via libera alla cessione della partecipazione in G40, abbiamo chiesto un commento sull’operazione e sul mercato distributivo.

Gv: Alla fine l’unione tra G40 e Gattinoni è arrivata.
“Sì, era da un po’ di tempo che ne stavamo parlando all’interno di G40 e la scelta dei soci è stata quella di aprire una nuova fase della vita societaria”.

Gv: Avete intenzione di ripetere la medesima operazione, cedendo la partecipazione societaria che avete in Marsupio e Fespit?
“No, assolutamente. All’interno del nostro progetto distributivo, il network G40 è stato sempre autonomo e anche quest’ultima operazione non vincola in nessun modo né Marsupio né Fespit, né tanto meno mette in discussione il progetto iniziale. E’ vero che la numerica delle agenzie è cambiata rispetto a quando siamo partiti, ma è altrettanto vero che la situazione attuale di mercato richiede oggi massima flessibilità e rapidità decisionale, cosa questa che è più facilmente ottenibile con dimensioni operative adeguate”.

Gv: Quali saranno le linee guida che Exito seguirà ora?
“E’ nostra intenzione continuare ad affiancare i partner Marsupio e Fespit per contribuire a realizzare un gruppo sempre più coeso, capace di valorizzare con efficienza le caratteristiche delle reti. L’obiettivo prioritario è rimanere vicino alle agenzie affiliate, individuare nuovi strumenti e idee per poter accrescere il valore aggiunto del servizio. Il settore sta vivendo un momento difficile e spesso vengono messi in discussione percorsi ed esperienze intraprese alcuni anni fa. Siamo convinti che valori quali la coerenza e l’indipendenza imprenditoriale siano da perseguire e sostenere con forza e trasparenza. Valori che riteniamo diventeranno nel futuro immediato elementi unificanti per la nostra presenza distributiva”.

Gv: Sono previsti nuovi ingressi?
“Non le nascondo che stiamo analizzando l’evolversi del mercato e di alcune situazioni che coinvolgono il mondo della distribuzione. Come già detto i tempi non sono semplici e suggeriscono prudenza e una selezione accurata di ogni iniziativa”.

Gv: Come vede il futuro delle reti?
“Da qualche anno stiamo vivendo processi di aggregazione verticale tra produzione e distribuzione ed è presumibile pensare che assisteremo ancora ad altre operazioni simili. Stiamo vivendo una fase economica di grandi cambiamenti.
C’è chi pensa che ridurre la catena del valore avvicinando maggiormente i poli estremi della filiera possa essere il modo più corretto per creare maggiore efficienza ed intercettare in modo più efficace la domanda. Per altri è invece necessario salvaguardare i ruoli del sistema, ricercando i giusti equilibri tra la selezione delle partnership e il rafforzamento delle collaborazioni, concentrando risorse e tempo sulle attività caratteristiche.
Se guardiamo a settori merceologici diversi dai nostri, anche in quelli più maturi, si nota come i due modelli convivano e anzi siano stati sovente di stimolo, per tutta la filiera, a mantenere alta la qualità dei prodotti e per rivedere i processi di innovazione. Le reti dovranno farsi parte attiva per cercare le risposte alle crescenti richieste che pervengono dalle agenzie di semplificazione dei processi operativi, di trasparenza delle regole e di incremento delle marginalità”.

Laura Dominici e Stefania Vicini

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