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Futuro all'insegna di all inclusive e famiglia

17/06/2013 - numero Edizione 1411
Più servizi e soggiorni flessibili tra gli elementi che caratterizzeranno il prodotto
Il villaggio del futuro sarà uguale e diverso, tra elementi imprescindibili e maggiore attenzione all’evolversi della domanda. Questo quanto emerge da chi i villaggi li vende, che rimarca in primis il concetto di all inclusive “vero punto di forza e di risparmio”, osserva Marevero. Vittorio Benvenuto, I Viaggi di Atlantide, ricorda le formule di Soft All Inclusive e Super All Inclusive adottate negli Atlantis Club, mentre Giancarlo Macchia, Alpitour, afferma che “la formula vincente rimane quella dell’all inclusive con forte coinvolgimento della clientela”.
Il t.o. ha operato una importante rivisitazione del format all’interno dei Villaggi Bravo puntando su italianità, qualità del servizio, cucina e animazione. “Anche gli altri brand non villaggisti (Alpitour, Francorosso) – ricorda il manager - hanno visto un’importante rielaborazione dei format di animazione e caratterizzazione, puntando maggiormente sul target famiglia con gli iClub di Alpitour e sulla soddisfazione di un cliente più esigente per i SeaClub di Francorosso”. Proprio l’all inclusive proposto dai villaggi è stato oggetto di una delle domande poste dall’Osservatorio Guida Viaggi ad un panel di agenti.
Dall’indagine è emerso che l’offerta tutto compreso proposta dagli operatori nelle loro strutture non è mutata rispetto all’anno scorso (la pensa così il 74% dei rispondenti), mentre il 14%, meno del 24% del 2012, reputa che sia stata rafforzata. Qualcuno in più dell’anno passato, poi, 12% contro il 7%, la vede meno ricca.

Personalizzazione
Altra parola chiave è target, che per i villaggi sembra essere legata a doppio filo con “famiglia”. “La villaggistica resta e resterà un punto fermo per tutto il mercato delle famiglie”, dichiara Massimo Diana, Ota Viaggi, in linea con Palmucci, Th Resorts, che osserva come questo prodotto sia “il preferito dalle famiglie”. Tale categoria secondo Angela Saran, Futura Vacanze, si sta segmentando sempre più rispetto al passato. “Non è più sufficiente ragionare genericamente in termini di target famiglia, una prova è il buon esito della formula roulette, in passato privilegiata quasi esclusivamente dalla clientela giovane”.
Un segmento, quest’ultimo, verso cui Marevero si sta dimostrando sempre più attento, arricchendo la propria offerta “con iniziative idonee alla fascia d’età tra i 18 e i 25 anni”. Quale che sia il tipo di cliente con cui il t.o. avrà a che fare, per Roberto Pagliara, Nicolaus, la parola d’ordine sarà attenzione all’ospite. “Chi saprà personalizzare il più possibile, e raccogliere durante il soggiorno i desideri del cliente, avrà maggiori possibilità di successo”, rimarca l’a.d. osservano che, in questo senso, “molto importante sarà il rinnovamento costante delle strutture, più che in passato”. L’operatore non potrà più “vivere di rendita”. Un’attenzione che si concretizzerà anche in servizi sempre più curati, in un lavoro accorto sul prezzo e nell’impego di “nuove tecnologie per interagire con i clienti prima, durante e dopo il soggiorno”.

Dal Made in Italy all’internazionale
Italianità è il concetto cardine su cui si sta muovendo Veratour per cui il punto fermo “è lo sviluppo del Business Model del prodotto esclusivo Made in Italy pensato e creato direttamente per il cliente italiano e controllato direttamente – dichiara Broccoli -. Certamente è necessario trovare nuove destinazioni di appeal per i nostri clienti o ampliare l’offerta sulle destinazioni di successo. Rimane poi fondamentale un forte controllo dei costi, il proporre un prezzo giusto, trasparente e certo, organizzare l’offerta del prodotto su tutta la penisola in modo analitico e lavorare ascoltando e con forte sinergia con il canale distributivo delle agenzie di viaggi”.
In casa Club Med, dove procede il processo di riposizionamento verso l’alto di gamma, si lavora, invece, ad una maggiore internazionalizzazione, con un occhio da un lato ai nuovi mercati e dall’altro ai mercati maturi, tra cui l’Italia, dove è in corso il progetto Cefalù in Sicilia. Spostandoci dal prodotto alle modalità di vendita, tanto Futura Vacanze che Th Resorts prevedono una evoluzione verso una “maggiore fluidità rispetto alle prenotazioni”, una dinamica per Fv di fatto già in corso: non più soggiorni di una o due settimane, ma anche di 10 e 11 giorni. “Nell’evoluzione del prodotto puntiamo sulla flessibilità – aggiunge Palmucci -: con la riduzione dei vincoli sulle date d'ingresso, sul minimo notti, e sui pacchetti con trasporti a basso costo. Spesso i limiti di prodotto e di funzionamento della struttura sono disincentivanti per chi vuole acquistare una vacanza”.

Emanuela Comelli

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