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Stelle e strisce perdono smalto

18/11/2013 - numero Edizione 1426
Arrivi italiani in diminuzione secondo i dati del Governo
Scende il numero degli italiani che viaggia verso gli Usa e ci chiediamo il perché, crisi a parte. “Sia chiaro, chi va negli States in estate non è una famiglia povera”, esclama il direttore prodotto t.o. de I Grandi Viaggi, Gianluca Resmini. Ancora più inspiegabile la flessione, tanto più che le compagnie aeree americane e non introducono nuovi voli diretti dal Belpaese: la doppia presenza a Malpensa di American Airlines su due direttrici negli Usa ed Emirates su New York.
Intanto nei cieli europei si configura un player come la low cost Norwegian Air Shuttle che dalla Scandinavia ha iniziato le operazioni sulla Grande Mela e si dice intenzionata a lanciare collegamenti lungo raggio da Londra Gatwick, dove opera già alcuni collegamenti di corto raggio. Si tratterebbe della prima lcc transoceanica: la prima a offrire voli diretti da Stoccolma e Oslo verso tre destinazioni americane.
Cosa succede in Italia? Questo 2013 è stato un anno in cui tenere le posizioni, è stato di per sé un successo. Il mercato per Alidays “tiene, i numeri sono positivi”, esordisce Davide Catania, amministratore. “Ci stiamo muovendo su logiche diverse coinvolgendo le agenzie e proponendo dialoghi più mirati e selezionati, che stanno dando risultati – aggiunge-. Dialogare per noi significa ascoltare chi è tutti i giorni sul campo a contatto con un cliente che sta modificando il suo modo di accedere al progetto di viaggio, ma soprattutto il modo di viaggiare”.
Per Cividin Your Travel Planner la crescita è stata del 28% nel 2013 e dai primi riscontri “delle fiere sposi autunnali, gli Stati Uniti rimangono una delle mete preferite, assieme ad Australia e Polinesia; ultimamente c'è grande interesse anche per Cook, Nuova Zelanda e Fiji”, argomenta la pm Barbara Zelle. “Certamente notiamo che il mercato va stimolato, per questo motivo investiamo sul segmento nozze”.
La destinazione è molto sostenuta dai viaggi di nozze, sottolinea anche Resmini di Igv: “Andare negli Stati Uniti non è New York, o Miami, ma è un viaggio che comprende l’estensione ai Caraibi o in Polinesia. Per questi clienti vale ancora servirsi in un’agenzia di viaggi e qui ci concentriamo noi come organizzatori”. Il 2013 della storica azienda milanese ha visto recuperare il 5% dei passeggeri sugli Stati Uniti, destinazione che copre il 50% del fatturato della divisione tour operating del gruppo. “La torta si sposta, nel senso che i clienti vanno da un t.o. all’altro, ma non cresce”, conclude il manager.
Insieme alla programmazione annuale che era già in corso, Best Tours è uscito con un monografico di 80 pagine su New York, il primo catalogo con la nuova livrea grafica insieme al brand Kuoni. “Le partenze di gruppo sulla Grande Mela sono state un successo – dice Alberto Cesare Alberi, neo responsabile Nord America (ex Hotelplan) -. Nonostante la crisi sia tuttora presente e continui ad essere sentita nel nostro settore, gli Usa sono tra le destinazioni che reggono, tenendo i volumi”.

Crisi e reazioni
Alessandra Rosati, pm Nord America di Hotelplan, motiva la decrescita con la razionalizzazione dei viaggi importanti delle famiglie. “Le motivazioni sono diverse: è innegabile che in un momento di crisi economica la vacanza diventi sempre più un bene di ‘lusso’, quindi se fino a 2/3 anni fa gli italiani si concedevano quella invernale e quella lunga estiva, oggi la tendenza è farne una sola, oppure un paio, ma più brevi – spiega -.
Gli States, a parte il long weekend di shopping, per via delle ore di volo e del budget necessario, non sono la prima scelta per una settimana e quindi un calo può essersi registrato anche per questo. Per i viaggi di 10/15 giorni e soprattutto per le nozze, gli Usa rimangono una delle mete preferite”.
Rilevante anche il fattore moda: “Ogni anno ci sono destinazioni che per qualche motivo esplodono, quasi fosse appunto di moda andarci, come quest’estate in particolare lo sono state Thailandia e Oriente più in generale”. Per Viaggidea "continua ad andare molto bene, con una flessione lieve (3%) su ottimi numeri dell’anno scorso – spiega la product manager Consuelo Cerri -. La motivazione penso risieda nel fatto che abbiamo dei prodotti in esclusiva (vedi Voyager) che aiutano a frenare il trend: sono prodotti unici e non subiscono la competizione del web”.
Merito del sistema di prenotazione online b2b che incentiva con quote gestione pratica gratuite, Auratours conferma un aumento di passeggeri dell’8%. “Riceviamo più richieste per short break oltre che i consolidati fly and drive”, dice Roberto Morgi dell’ufficio commerciale. La migliore accessibilità al prodotto è la chiave di volta: “L’andamento sull’anno è stato positivo, abbiamo mantenuto ed incrementato di circa un 5% - argomenta Maurizo Casabianca, direttore commerciale Naar -. Il risultato è decisamente buono non solo per la situazione del mercato, ma per la sempre più aperta accessibilità del prodotto sia per il consumatore sia per l’intermediazione”.
Intanto il tour operator registra un forte incremento sulle partenze di gennaio e febbraio: “Dovuto alla creazione di pacchetti semplici ‘prezzo finito’, incluse le tasse e costruiti su condizioni e spazi negoziati con i fornitori - afferma il manager - . C’è ancora spazio per il tour operating se non ci limitiamo al triste confronto prezzo-camera/notte”.
In sintesi, fa notare Olga Mazzoni co-founder di Thema Nuovi Mondi che rappresenta diverse destinazioni Usa “si tratta di un mercato molto fluttuante e l’italiano ha fatto scelte più precise in fato di risparmio e contenuti”. Ecco che la perdita effettiva “si è avuta con il first comer, ma non con il viaggiatore repeater degli States”, aggiunge la manager, aggiornandoci con i dati di aprile 2013 quando l’Italia è stato l’unico Paese a veder crescere gli arrivi del 4%.
Ciò lascia ben sperare e la convinzione è che “il 2014 offrirà un’autentica sfida: la specializzazione è un must, il pubblico italiano più informato seguirà nuove tendenze di viaggio e non cercherà le solite 2 o 3 città di fama, di questo il trade dovrà tenere conto per raggiungere risultati migliori”, conclude Mazzoni. Infine, in casa Eden Viaggi l’andamento “in questo momento è migliore dell’anno scorso - asserisce la pm Silvia Brunetti -: Miami e New York continuano ad accogliere turisti italiani anche nel periodo invernale, mentre stiamo già lavorando ai preventivi per tour e soggiorni dell’estate 2014”.

Paola Baldacci

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