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L'esperienza del gioco

09/12/2013 - numero Edizione 1429
Il turismo tra gramification e realtà
Firenze, 1476. Ezio Auditore è un ragazzo che all’età di 17 anni vede la sua famiglia morire a causa del tradimento di un amico durante un complotto politico capeggiato da Rodrigo Borgia. Per avere giustizia, il protagonista inizia un addestramento che lo porterà a far parte dell’Ordine degli Assassini: in questa fase Ezio lascerà Firenze per visitare altre città italiane tra cui Roma e Venezia.
Il prologo del secondo episodio della saga di Assassin’s Creed (la serie ha venduto più di 60 milioni di copie nel mondo) vede come sfondo delle avventure del protagonista l’Italia rinascimentale. Il team grafico di Ubisoft, l’azienda francese che ha sviluppato il videogioco, ha ricostruito nel dettaglio le tre città italiane con la possibilità di girare liberamente nei centri storici, entrare nelle principali strutture artistiche, arrampicarsi sui palazzi e, volendo, girare in gondola per Venezia. Ed è qui che lo scenario gioca la sua parte.

Nella destinazione
La ricostruzione delle ambientazioni del videogame è stata così ben realizzata che ha portato gli utenti a creare diversi video che paragonano la Firenze di Assassin’s Creed alla Firenze reale. Ma non è tutto: su YouTube si trovano dei filmati dove il protagonista gira per le città riprodotte dal videogame e davanti ad ogni monumento compare una scritta con il nome dell’attrazione.
A Firenze c’è un tour della città dedicato ad Assassin's Creed con tanto di 46 recensioni (quasi tutte straniere) e certificato di eccellenza 2013 su TripAdvisor. Questo è forse il caso più eclatante di come un gioco diventi destinazione turistica, ma non è l’unico: gli scenari nelle corse a tutta velocità di Need for Speed e Gran Turismo, la New York di Max Payne, i campi da golf di Tiger Woods Pga Tour sono degli altri esempi.
Ma in che modo questa esperienza virtuale può essere sfruttata nel mondo reale? Qualche istituzione ci sta provando: Ireland Town è un gioco su Facebook realizzato dall’ente del Turismo irlandese che dà la possibilità di creare la propria città virtuale, confrontarsi su cultura, attività, sport e gente del luogo. Holmenkollen (cittadina norvegese famosa per le discipline sciistiche invernali) propone Ski Jump, un gioco virtuale in cui si mettono alla prova le proprie abilità di sciatori-saltatori per valutare l’opportunità di cimentarsi dal vero.

Per bambini
La gamification non è solo questo ma ha diverse declinazioni. “Siete a Berlino con due bambini, che si annoiano e che sbuffano davanti al check point Charlie da cui parte la vostra visita – spiega Jessika Weber, ricercatrice di e Tourism-lab –. Che fare? Con uno smartphone o un tablet si apre una delle app esistenti e si possono trovare esempi di giochi da fare durante il percorso (personaggi da scoprire, nemici da combattere, tesori da ricercare). In fondo gioco e turismo rappresentano entrambi fughe dalla realtà momentanee e quindi si associano bene”.

Mix vincente
Per chi è più cresciuto, invece, si possono presentare altre forme di gioco. “Ogni luogo racconta una storia – sostiene Dimitrios Buhalis, direttore della scuola di turismo dell’Università di Bournemouth – e i giochi offrono una nuova piattaforma sulla quale queste storie possono essere sviluppate in modo interattivo e collaborativo.
La realtà aumentata, in combinazione con il gioco, può aprire ai turisti maggiori opportunità: arricchire quel che vedono con racconti riguardanti la storia, l’architettura, le tradizioni. Con lo smartphone si inquadra una piazza, un monumento, una strada ed ecco che sullo schermo compare la descrizione, l’evoluzione, l’immagine di com’era cento o venti anni prima.
Questi giochi permettono una interazione con l’ambiente fisico, ma anche l’osservazione di oggetti virtuali del passato o addirittura di un possibile futuro”. Qualche malalingua dice che in questo modo si possono anche vedere il nuovo aeroporto di Berlino (che doveva essere aperto nel 2012) e le nuove linee della metropolitana di Milano e di Roma. Di certo la possibilità di arricchire quel che si osserva di informazioni, curiosità, racconti ed immagini permette di capire meglio e in modo più divertente il territorio.

Giorgio Castoldi e Giovanni Ferrario

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