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L'adv del futuro

27/01/2014 - numero Edizione 1431
Dinamica, tecnologica, aperta, di nicchia, social, ma anche un po’ pioniera
Dinamica, più elastica, di nicchia, flessibile negli orari e con una targetizzazione spinta, con una marcata professionalità ed aggregata in gruppi forti dal punto di vista contrattuale, ma profilati sul fronte tecnologico.
Dovrà essere in grado di cogliere i cambiamenti del mercato, fare marketing territoriale, ma soprattutto avere un’inclinazione social. Sono alcune delle caratteristiche che dovrà possedere l’adv del futuro. A tratteggiarne il profilo alcuni network che hanno partecipato al sondaggio lanciato da Guida Viaggi.
Volendo partire da una provocazione la domanda che qualcuno si pone è: “Ci sarà ancora l’agenzia di viaggi nel prossimo futuro? Forse sì, forse no, io sono ottimista e penso di sì, ma con caratteristiche ben precise”, afferma Rinaldo Bertoletti, a.d. One! Travel Network, secondo il quale la “prima dovrà essere la marcata professionalità”. Sul fronte della distribuzione prende sempre più piede l’idea che il lavoro non si svolge solo in agenzia, ma anche al di fuori, dimostrandosi attivi sul territorio.
Ne è convinto Massimo Caravita, di Marsupio Group, ma senza perdere di vista l’attività svolta nel punto vendita, “in quanto il cliente ha comunque piacere ad andare in agenzia e il negozio fisico deve essere valorizzato”. Secondo il manager tra le parole chiave ci sono dinamicità, targettizzazione e orientamento alle nicchie. Il target di clientela da catturare in questo caso è ampio. Ci sono adv che si sono mosse in tal senso e il passo da fare è sviluppare il punto vendita in modo che possa fungere “da supporto, proponendo viaggi speciali per fasce di clientela”.
Ha una visione in linea Piergiorgio Reggio, a.d. Mondo di Vacanze di G40 Travel Group, che focalizza l’attenzione sull’interazione con il cliente, sulla realizzazione di “attività di marketing e comunicazione sul territorio; spesso è importante anche uscire dall’agenzia per andare a trovare il cliente in altri luoghi”.
Tra le carte giocate “la proposta non solo di pacchetti turistici, ma di prodotti e servizi per il tempo libero”. Tempo libero, il luogo virtuale in cui cercare di conquistare il cliente.
L’adv deve, infatti, “diventare un negozio di viaggi”, sostiene Andrea Pesenti, direttore commerciale Seanet. Grinta, fantasia, conoscenza, capacità tecnica, sono gli ingredienti su cui pone l’accento. La trasformazione in “negozio di viaggi” deve indurre a pensare che si ha la possibilità di rifarsi a tanti strumenti, in quanto il termine ‘negozio’ racchiude in sé l’idea di “completezza, coinvolgimento, di maggiore vicinanza al cliente, ma soprattutto di un luogo più confidenziale”.

Un format sperimentale
L’adv del futuro dovrà anche essere un po’ pioniera, dovrà avere il coraggio di sperimentare. Dal canto suo Gattinoni Travel Network è intenzionato a portare avanti un progetto iniziato con una adv di Bologna, che ha fatto da pioniera, appunto, per un nuovo modello di business legato all’idea del ‘concept store’.
“Si tratta di agenzie/negozi con diverse tipologie merceologiche, viaggi/calzature nel caso dell’adv di Bologna - spiega Isabella Maggi, responsabile marketing e comunicazione -, che sfruttano al meglio le potenzialità dei due settori, ampliando così il portfolio clienti e incuriosendo la clientela”.
C’è chi poi la immagina come “uno show room, un hub dove condensare le attività di presidio territoriale svolte dai personal travel agent”, afferma Paolo Scoffone, presidente e a.d. Liberi Tutti Travel. Inutile dire che dovrà essere “un’alternativa di qualità al web” ed avrà anche “bisogno di vendere nuovi servizi accessori al viaggio”.
In una parola dovrà essere “aperta, in senso fisico e quindi non tra il 30% delle agenzie in eccesso sul territorio nazionale - fa presente - Paolo Tuccitto, direttore vendite Last Minute Tour - e aperta in senso commerciale e quindi pronta ad imparare ad ascoltare il cliente, a studiare e approfondire ogni opportunità”.

Stefania Vicini

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