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L’anima culturale di Marrakech

29/09/2014 - numero Edizione 1454
In viaggio con Alitalia, l’Ente del Turismo del Marocco e Beachcomber per celebrare l’avvio del nuovo volo diretto
Marrakech, la città più visitata del Marocco, non avrebbe bisogno di tante presentazioni: il suo fascino è indiscusso e l'accoglienza ai turisti è un must per chi lavora nel settore. Nel cuore di Marrakech la moschea Koutoubia, con il minareto più famoso del mondo, preso a modello per la costruzione della Giralda di Siviglia, domina la città. La piazza Jemaa el Fna, patrimonio dell'Umanità è una delle mete d'obbligo per i turisti di tutto il mondo. Al mattino mercato rionale, nelle ore del tramonto, quando si tinge di rosa, si anima di venditori, incantatori di serpenti, musicisti, abili artisti del tatuaggio, giocolieri. Anche di bambini in costume, che si prestano volentieri, dietro compenso, a posare per la foto di rito. La piazza, avvolta dal rosso del tramonto, ha un'atmosfera magica, che si rinnova ogni sera. Tutto intorno il suk, che offre qualsiasi cosa. Dai curati oggetti artigianali marocchini, alle essenze, agli olii e alle creme, ai pellami, alle sete, alle immancabili cineserie che hanno invaso i mercati del mondo. Tutto è disponibile, basta scegliere bene. Da vedere il palazzo Dar Bahia, un altro dei simboli di Marrakech. Qui viveva il visir con le quattro mogli legittime e un numero imprecisato di concubine e favorite. Sui tetti, numerose cicogne che qui sono stanziali e nidificano tranquille. Sono protette e considerate benedette, perché come Maometto sono arrivate dall'Oriente. Marrakech e dintorni sono anche il paradiso dei cacciatori, con fagiani, starne e cinghiali.

Fondo da 570 milioni
Ma è sull'immagine di una città culturale che punta Marrakech: eventi culturali ed artistici sono in calendario ogni mese ed attraggono turisti da tutto il mondo. Solo per Marrakech, il governo ha stanziato 570 milioni di euro per la valorizzazione del patrimonio culturale.
Marrakech è collegata dal 3 settembre scorso con un volo Alitalia da Roma che opera il mercoledì e il sabato con Airbus A320. Massimo Iraci, capo del network Alitalia, ha reso noto che i 12 collegamenti su Casablanca producono 1 milione 200mila pax all'anno e che il nuovo volo che il mercato attendeva da tempo è un nuovo tassello della crescita di Alitalia verso il Nord Africa.

I flussi
Per Jazia Santissi, direttore per l'Italia dell'Ente del Turismo del Marocco, il volo diretto aumenterà il flusso dei turisti provenienti dal Centro e dal Sud Italia. “I collegamenti sono fondamentali e questo volo bisettimanale consentirà ai tour operator di creare long week end su Marrakech, che rimane la città più amata e visitata del Marocco”. La manager ha sottolineato che la tendenza attuale è quella di organizzare in proprio il viaggio in Marocco. “La percentuale è circa del 60% per i fai da te e del 40% per chi si rivolge all'agenzia. Questo significa che il nostro paese è percepito come sicuro”.
Jazia Santissi ha ricordato che il sito www.espertidelmarocco-pro.it, creato dall'ente per gli agenti di viaggio, è molto seguito ed apprezzato e che nei primi 7 mesi dell'anno gli italiani sono aumentati del 14%.

La ricettività
L'offerta ricettiva della città spazia dai riad per studenti a quelli più raffinati, circa 980 quelli ufficiali. Fuori dalle mura, 175 hotel di ogni categoria. A 12 km dal centro, il Royal Palm di Beachcomber, un esempio di hotel di lusso ecosostenibile, creato dall'architetto mauriziano Jean Francois Adam. La struttura, inaugurata lo scorso anno, dispone di 135 tra suite e ville, parco immenso, piscine, un campo da golf da 18 buche, Spa, bar e ristoranti. Fiore all'occhiello il kid club per bambini, gratuito e aperto dalle 9 a mezzanotte con 500 mq di spazio a disposizione e un'attività quotidiana sempre diversa.
Dispone di piscina e campi da tennis e ristorante dedicati ai bambini. Un vanto per l'hotel. Il Royal Palm, aperto nel 2013, è costato 200 milioni di euro, compreso l'arredo, e occupa tra campo da golf, giardini, uliveto e frutteti un'area di circa 230 ettari.

Annarosa Toso

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