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Aeroporti del Sud, l’internazionale guida la crescita

23/03/2015 - numero Edizione 1470
Ottimismo sul nuovo anno, su cui pesa poco Alitalia. Expo? Attese e poche certezze
C’è gran fermento negli aeroporti del Sud, che vengono da un 2014 in crescita e prevedono un nuovo anno di incremento, che non beneficerà in maniera particolare del nuovo corso Alitalia, e forse nemmeno dell’Expo, anche se su quest’ultimo fronte non ci sono dati certi. La fotografia è questa, vediamone qualche dettaglio.

Napoli si rafforza
L’aeroporto di Napoli ha chiuso il 2014 con un +9,5% del traffico, con il domestico stabile e la linea internazionale a +22%: “Non credo che quest’anno potremo arrivare a tali livelli di crescita – dichiara Margherita Chiaramonte, responsabile business aviation Gesac -, ma ci aspettiamo comunque un incremento grazie alle sei nuove compagnie che hanno scelto di operare da Capodichino e ai rafforzamenti e alle novità che introdurranno sei vettori già presenti”. A segno più i primi due mesi dell’anno, +7% sul 2014, con un internazionale in salute e un domestico che fa fatica. Sul ruolo che nel 2015 dello scalo avrà Expo, la manager non ha certezze: “L’attività di promozione e marketing dello scalo con le compagnie aeree è stata portata avanti come sempre”, e non ci sono segnali che l’appeal di Napoli sia aumentato in relazione allo svolgimento, nel nostro Paese, di un evento di portata internazionale quale l’Esposizione universale.

Lamezia e la cultura
In casa Sacal si gioca nuovamente, in questo 2015, la carta “cultura”, legata anche ad Expo. Di recente, infatti, il governatore della Calabria, Mario Oliverio, ha ottenuto l’impegno, da parte di Alitalia, di una tariffazione agevolata per tutti i weekend a/r, acquistando il biglietto d’ingresso al Museo di Reggio Calabria fino al 31ottobre. “Speriamo che questo sia un incentivo per incrementare l’incoming”. L’aeroporto di Lamezia, che stima una chiusura del 2014 “con un lieve utile”, punta per il 2015 ad un aumento dei collegamenti con il Nord-Est dell’Europa. “I dati riferiti al traffico passeggeri del 2014 hanno dimostrato una crescita progressiva totale del 10,41% - affermano dallo scalo -, con una percentuale più alta di traffico domestico rispetto a quello internazionale. Quest’anno, se le nostre previsioni sono esatte, dovremmo incrementare la percentuale dell’internazionale”. Da notare la crescita del traffico low cost, in progressivo incremento a Lamezia, “di oltre il 50%”; un trend “che dovrebbe essere riconfermato e consolidato”.

Puglia, low cost al 65%
Crescita dei ricavi, oltre il 5%, soprattutto aviation, e riduzione dei costi, “in particolare quelli generali per oltre il 6%”. Con soddisfazione Giuseppe Acierno, amministratore unico di Aeroporti di Puglia, fornisce alcuni dati del 2014, che presenterà “un congruo utile di esercizio”. Parlando del 2015, il manager ci dice che Expo “rappresenta un’occasione irripetibile per il nostro Paese. La Puglia, in questi anni, si è affermata quale una delle principali mete in Italia. Credo che anche in vista dell’Expo, la nostra offerta turistica saprà proporre il meglio sul piano dell’accoglienza e dell’attrattività”. In questo contesto, gli aeroporti pugliesi, “che rappresentano un tassello importante delle reti a supporto del turismo, sono come sempre pronti a far fronte al traffico aggiuntivo che dovesse riversarsi sul nostro territorio”. Traffico, va detto, sostenuto da un network sempre più ricco, che vede protagoniste compagnie tradizionali e vettori low cost, questi ultimi al 65% circa del totale del traffico. D’estate, poi, l’offerta si rafforza anche grazie alla presenza dei charter. “Tra le novità della prossima summer vorrei segnalare i voli Swiss su Zurigo – da Bari e Brindisi – e quello Turkish su Istanbul da Bari”, aggiunge il manager. Anche in Puglia, è stato il traffico internazionale, in termini percentuali, ad apprezzarsi “in maniera più netta rispetto a quello nazionale”, una tendenza che si osserva anche ad inizio 2015: i passeggeri arrivati e partiti da Bari e Brindisi nel primo bimestre sono stati 752mila 311 (+9,2%), dei quali 148mila 362 su voli di linea internazionali (+23,7%) e 595.626 (+5,7%) su linea nazionale.

Il nuovo corso di Az
Gli scali interpellati sono concordi nel dire che un’Alitalia più forte e credibile non può fare che bene al Paese. Ma c’è un “ma”. “Sarebbe auspicabile che la “nuova” Alitalia possa cominciare a guardare con maggior interesse e attenzione anche ad altre realtà del panorama aeroportuale italiano”, afferma Giuseppe Acierno, facendo esplicito riferimento a Bari e Brindisi, “porta di un territorio in forte espansione economica”. Pur riconoscendo la validità delle strategie adottate dal nuovo management, che prevede più investimenti sugli hub, la Sacal osserva che “l’operazione di risanamento, effettuata anche con il taglio di rotte a medio raggio, ha penalizzato quegli aeroporti che di quegli hub sono sempre stati alimentatori di traffico con elevate percentuali di riempimento”. E ancora, da Napoli, Margherita Chiaramonte afferma: “La debolezza di Alitalia è stata elemento di debolezza per noi”. Ben venga il nuovo corso, anche se ad oggi il vettore non ha fatto cose concrete su Capodichino: “Speriamo nel futuro, lavoreremo in questo senso, ma non abbiamo grosse attese in merito”. Di concreto c’è il volo Catania-Abu Dhabi annunciato da Az, che la Sac registra con grande soddisfazione.

Emanuela Comelli

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