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Brand ed Expo tra le priorità

18/05/2015 - numero Edizione 1476
La parola chiave portata avanti dai due Paesi è investimenti, soprattutto in comunicazione, lavorando sul presente per una visione futura
Una sensibilizzazione verso il prezzo, ma senza svilire la meta, un piano di investimenti serrato ed una forte attenzione al brand ed alla comunicazione. Croazia e Slovenia giocano le loro carte chi, con un piano strategico 2014-2020 e chi facendo di Expo il focus di questo periodo.

Rebranding per la CroaziaE’ pronto per la grande sfida il nuovo direttore dell’ente del Turismo della Croazia, Branko Curic, in carica dal primo ottobre scorso. E’ stato assessore al Turismo dell’Istria e direttore dell’ente regionale del Turismo istriano. La tabella di marcia prevede diversi obiettivi importanti. Tra i piani vi è la volontà di incrementare il numero di turisti italiani nel Paese. “Nel 2014 un milione di italiani hanno visitato la Croazia, +3% sul 2013, i pernottamenti sono stati 4,7 milioni, pari ad una crescita dell’1%. Aumenti che sono giunti dopo qualche anno di stasi, ma sono sicuro che quest’anno possiamo avere una crescita del 2/3%. E’ un obiettivo realistico”, afferma il direttore, che legge l’assenza di un volo diretto Milano-Zagabria come una “sfida su come aumentare la collaborazone tra i due Paesi”. Peraltro già molto buona, visto che “nell’economia generale l’Italia è il primo partner della Croazia”. Ci sono, però, degli aspetti su cui si deve ancora lavorare. Per esempio, lo scorso anno l’ente del Turismo centrale ha realizzato una ricerca su 3mila persone, in 5 Paesi in Europa, tra cui l’Italia. E’ emerso che, nel caso dei nostri connazionali, “non è ancora chiara l’identità della Croazia, diversamente da come sono percepiti Paesi quali Francia, Grecia, Spagna, nei confronti dei quali hanno le idee chiare su cosa si aspettano. Dobbiamo quindi chiarire l’identità del nostro Paese, fermo restando che l’immagine è buona”, riconosce il direttore. E’ buono lo stato di salute del settore turistico. “Il 2014 è stato un anno di successo - osserva -, il settore è in crescita. Nel nostro Paese l’incidenza del turismo sul Pil è di circa il 17%. Al primo posto c’è il terziario”.

Il piano strategico 2014-2020
Le azioni? Il Paese lavora su un piano 2014-2020. Punta su di una strategia di sviluppo turistico e di marketing che prevede molti cambiamenti a livello di promozione del Paese e a livello globale ed operativo. Nel primo caso si tratta di un cambio di immagine. Un’operazione di rebranding che porterà nel 2016 alla “nuova immagine della Croazia, identificata con colori e slogan differenti”. Gli uffici all’estero saranno concentrati ad analizzare e focalizzare il “posizionamento del mercato in cui si trovano. La sede centrale ha deciso di dotarsi di una agenzia per le pubbliche relazioni per dieci Paesi ed una agenzia di marketing per altrettanti mercati in Europa, tra cui c’è anche l’Italia”. Il nostro Paese si colloca al 4°-5° posto dopo Germania, Slovenia, Austria, Croazia e Repubblica Ceca (che sono a pari merito). Il tutto per portare avanti una promozione unica del Paese, ma tenendo in considerazione le differenze dei rispettivi mercati.

Investimenti sul ricettivo
Tra i piani d’azione rientra anche l’intenzione di lavorare “sulla struttura del nostro prodotto. Per esempio non abbiamo molti alberghi, ma ci sono numerosi campeggi, case private, dobbiamo pertanto modificare la struttura dell’offerta dei posti letto. Abbiamo bisogno di piccoli alberghi”, aggiunge il direttore. Il Paese ha compreso che “si doveva cambiare il livello dell’offerta, per questo si è puntato sugli alberghi a 4-5 stelle”. E’ stata messa in atto una politica di sensibilizzazione nei confronti degli albergatori perchè alzassero il livello delle stelle. Sono in arrivo anche nuovi prodotti, da un AcquaPark a Parenzo a prodotti “in” tra il giro della Croazia in bici al wellness. “Si investe in qualità, non in nuovi alberghi, ma in strutture già esistenti, sviluppando i servizi”. In Istria si lavora sulle autostrade con un “grande progetto e investimento, si guarda anche all’entroterra e si dà uno slancio al turismo nelle città”.

Slovenia: focus sull’esposizione
Focus sull’Expo per l’ente del Turismo della Slovenia. Quest’anno le attività, almeno fino ad ottobre, saranno concentrate sulla presentazione della Slovenia all’esposizione universale. “L’agenzia Spirit Slovenia, della quale fa parte anche l’ufficio del Turismo sloveno, è responsabile per la gestione del padiglione”. Il calendario è fitto. Nei 6 mesi di Expo si susseguiranno le presentazioni di una decina di regioni slovene con un programma di intrattenimento sul palco esteriore, degustazioni di piatti tipici, spettacoli di show cooking e presentazione dell’offerta turistica. “Crediamo molto nel fatto che Expo rappresenti un’ottima opportunità per incrementare la conoscenza della Slovenia sia da parte degli italiani sia degli stranieri”. Dei 20 milioni di visitatori previsti per Expo, la Slovenia pensa che “almeno il 10% si fermerà al nostro padiglione, perciò contiamo su almeno 2 milioni di visitatori che vediamo anche come potenziali ospiti futuri”. Il padiglione, costruito con materiali naturali (legno e vetro) vuole riflettere il carattere del Paese incentrato su natura e diversità del territorio. Lo slogan è “Verde. Attiva. Sana”.

Un buon trend generale
Intanto, non mancano segnali positivi sulla stagione, come attestano “i dati statistici disponibili per i primi mesi”. Gli ultimi dati statistici ufficiali includono il mese di marzo e sono molto buoni. Gli arrivi dall'Italia per i primi tre mesi del 2015 registrano un +8,7% sull’anno precedente, mentre i pernottamenti sono cresciuti, nello stesso periodo, del 10,7%. “Gli italiani si riconfermano al primo posto tra gli ospiti stranieri, seguiti da austriaci e tedeschi”. Però, a queste statistiche ufficiali, che contano solo italiani che si fermano almeno per una notte, va aggiunto un numero importante di ospiti giornalieri (sopratutto dal Friuli Venezia Giulia) che visita la Slovenia per le gite di fine settimana oppure per il turismo enogastonomico.
Intanto, le attese per l’estate sono molto ottimistiche, “Portorose sarà probabilmente sold out per il mese di agosto, sono in grande crescita anche gli italiani a Ljubljana ed aumenta anche la richiesta per le località di montagna, soprattutto dal Centro Italia, per Bled, Bohinj e Kranjska Gora”. Il 2014 ha portato dati positivi in generale. Per quanto riguarda gli arrivi dall’Italia sono cresciuti del 6,6%, mentre i pernottamenti del 3,2%. Per il 2015 si pensa di superare il milione di pernottamenti e, “per come stanno andando le cose fino a maggio, la cifra non è irraggiungibile”.

Campagna outdoor
Restano vivi gli investimenti sul fronte della comunicazione. Per la Slovenia è appena partita una campagna outdoor importante. “Fino a fine luglio saremo presenti sui mezzi pubblici e nelle metropolitane di quattro città del Nord Italia: Milano, Brescia, Torino e Genova”. La campagna istituzionale mira ad incrementare la visibilità del Paese, facendo leva sulle immagini di Ljubljana, terme slovene, Pirano e Jezersko, “una località montana per spingere gli italiani a visitare la Slovenia anche nel periodo estivo”.

Stefania Vicini

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